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Visualizzazione dei post con l'etichetta Filosofia Sethiana

Quando la tecnologia insegna, chi plasma la mente?

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  Nel corso del primo quarto del XXI secolo si è verificata una straordinaria rivoluzione tecnologica.  Le aule scolastiche di tutto il mondo hanno subito una profonda trasformazione.  Le tradizionali lavagne sono state sostituite dalle lavagne interattive, le biblioteche si sono ridotte fino a diventare tablet e i quaderni vengono sempre più spesso rimpiazzati da tastiere e schermi touch.  L'istruzione digitale ha portato con sé enormi potenzialità: la conoscenza è diventata accessibile a tutti, l'apprendimento è divenuto più interattivo e i bambini hanno potuto ricevere un'educazione indipendentemente dalla loro posizione geografica. La tecnologia è stata accolta nelle scuole con entusiasmo e orgoglio. Il numero di computer, tablet e dispositivi digitali presenti in un istituto è diventato quasi un indicatore del suo progresso. Anche i genitori hanno accolto favorevolmente questo cambiamento, convinti che gli strumenti digitali avrebbero preparato meglio i loro f...

Perché la ricerca del “Bene comune” è essenziale per la Felicità umana?

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  Nel corso della storia, l’umanità ha sempre cercato la felicità, ma non è mai riuscita a raggiungere un consenso su ciò che realmente la produce.  Alcuni l’hanno cercata nella ricchezza; altri nel potere, nel successo, nella fama o nella libertà personale. Questa ricerca si è intensificata, forse più che in qualsiasi altra epoca, nella civiltà moderna. Essa incoraggia le persone ad avere una carriera di successo, ad acquisire beni materiali, ad affermare i propri diritti individuali e a massimizzare la soddisfazione personale. Questi sogni non sono sbagliati e non sono irrilevanti. Essi rappresentano alcuni degli aspetti fondamentali dell’esistenza umana. Ma ogni civiltà si trova di fronte a una domanda: «È possibile che una persona sia felice in una società infelice?» La risposta filosofica e pratica è: no. La felicità degli esseri umani è sempre accompagnata dalla presenza degli altri. Essa è strettamente legata all’ambiente emotivo, morale e sociale della vita di og...

Il tribunale dei social dove il giudizio arriva prima dei fatti

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Nessuno ha mai considerato la rapidità della giustizia come il suo valore principale. Al contrario, la giustizia è apprezzata soprattutto per la sua pazienza e per la sua capacità di agire con cautela. Ogni società civile ha sempre riconosciuto che la verità non appare necessariamente al primo sguardo. La ricerca della verità è un processo che richiede tempo e può essere chiarito solo attraverso un attento esame dei fatti, ascoltando diverse opinioni e permettendo che le prove abbiano più peso delle emozioni. I tribunali agiscono con prudenza, ed è proprio questa la ragione della loro apparente lentezza. Le prove vengono raccolte e messe alla prova, i documenti vengono verificati, le argomentazioni vengono analizzate e ogni sforzo viene compiuto affinché il giudizio sia basato sulla realtà e non sulle supposizioni. Ciò che molti considerano un ritardo è in realtà la disciplina necessaria per proteggere l’equità e garantire un giusto processo. Nell’era di Internet è emersa una nu...