Il Libro della Coscienza di Andria 2026, non solo Castel del Monte

 

Gianluca Migliorino, artista e designer nato ad Andria nel 1978 e attivo nell’arte, nel design e con le tecnologie digitali, ha ideato UNREAL ANDRIA, un progetto multidisciplinare e transmediale che porta l’arte contemporanea fuori dagli spazi espositivi tradizionali, attraverso la realtà aumentata.

Il progetto UNREAL ANDRIA mette in relazione 18 opere digitali, 18 luoghi del territorio Andriese e 18 domande rivolte al pubblico, trasformando la città in una sorta di museo urbano diffuso e virtuale. 

Le opere non sono fisicamente presenti: raggiungendo i diversi luoghi, i visitatori possono inquadrare appositi QR code con lo smart phone e visualizzarle in realtà aumentata. Il percorso, libero e non obbligatorio, coinvolge il centro cittadino, il quartiere San Valentino, Montegrosso e Castel del Monte, invitando a riscoprire il territorio attraverso un’esperienza artistica e tecnologica. Rammentiamo che in questi giorni ricorrono i 30 anni dell’iscrizione di Castel del Monte nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO. (elenco dei siti del progetto UNREAL ANDRIA – Migliorino®)

Elemento centrale è la partecipazione del pubblico. Ad ogni opera è associata una domanda alla quale i cittadini e i visitatori possono rispondere online. I contributi raccolti formeranno il “Libro della Coscienza di Andria 2026”, un archivio collettivo di pensieri e riflessioni che trasforma l’evento in un esperimento sociale.

Il 22 settembre il Museo Diocesano di Andria diventerà il punto 19 del percorso, con HOMO ÆTHERIUS, concepito come epilogo dell’esperienza. UNREAL ANDRIA rappresenta inoltre il “Capitolo 0” di UNREAL EXHIBITION, un format pensato dall’autore per essere replicato in altre città italiane e internazionali.

Il progetto si inserisce anche nel processo di crescita turistica di Andria, che negli ultimi anni ha registrato un aumento delle strutture ricettive, dei posti letto e delle presenze, soprattutto straniere. In questa prospettiva, la realtà aumentata può diventare non soltanto un linguaggio artistico, ma anche uno strumento di valorizzazione e narrazione del territorio, in grado di distribuire i visitatori tra centro, quartieri e aree differenti, favorendo una maggiore permanenza in loco e possibili ricadute economiche positive, di tipo moltiplicativo del reddito indotto.

Il progetto intende unire arte, tecnologia, partecipazione e promozione territoriale, trasformando lo smartphone in uno strumento per esplorare la città, mentre il pubblico da semplice spettatore diviene consapevolmente e volutamente parte attiva dell’opera.

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