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No a controlli alla frontiera Italo-Slovena

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  Il richiamo della Commissione europea conferma l’illegittimità dei controlli alla frontiera italo-slovena. Chi li ha voluti deve risponderne La nota con cui la Commissione europea ha richiesto la cessazione dei controlli alla frontiera italo-slovena non costituisce un semplice invito ma rappresenta, sotto il profilo giuridico, un parere vincolante la cui inosservanza condurrà all’avvio di una procedura di infrazione per violazione del diritto europeo nei confronti dello Stato inadempiente. Il Regolamento (UE) 2016/399, detto Schengen, come modificato dal Regolamento (UE) 2024/1356, afferma solennemente che «la creazione di uno spazio in cui è assicurata la libera circolazione delle persone attraverso le frontiere interne è una delle principali conquiste dell’Unione». Proprio per tutelare tale conquista storica, il Regolamento prevede che il ripristino dei controlli alle frontiere interne possa avvenire esclusivamente «in caso di minaccia grave per l’ordine pubblico o la sicur...

Zohran Mamdani critica l'Israel Day

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  “Mi sento offeso”: il sindaco di New York Zohran Mamdani critica aspramente la partecipazione di Smotrich alla parata per Israele A New York, il Ministro delle Finanze israeliano di estrema destra Bezalel Smotrich ha sfilato domenica alla parata annuale dell’Israel Day insieme ad altri ministri e funzionari di governo israeliani di estrema destra. Il leader della minoranza al Senato Chuck Schumer , la governatrice Kathy Hochul e il procuratore generale dello Stato di New York Letitia James erano tra i numerosi esponenti di spicco del Partito Democratico che hanno sfilato nella stessa parata di Smotrich, sanzionato da diversi Paesi per aver incitato alla violenza dei coloni contro i palestinesi. Il principale organizzatore della parata ha dichiarato al New York Times di non sapere che Smotrich e altri funzionari israeliani di estrema destra avessero in programma di partecipare. “Si può percepire nella partecipazione del ministro israeliano di estrema destra Smotrich, c...

Fame: Il Prossimo Tsunami

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Il tempo si sta esaurendo. Non è un’allerta, non è un avvertimento è una profezia che si avvera sotto i nostri occhi, un destino scritto nel sangue dei campi aridi e nelle vene dei bambini che piangono per un tozzo di pane. Entro il 2027, il mondo non sarà più lo stesso. Non perché lo voglia, ma perché qualcuno ha deciso che così dovesse essere. La Profezia Autoavverante. Guerra, Petrolio e Fame. Tutto inizia con un soffio. Lo Stretto di Hormuz , quella gola stretta dove il petrolio scorre come sangue nero nelle vene del pianeta, potrebbe chiudersi. Non per caso. Non per un incidente. Ma perché qualcuno, da qualche parte, ha calcolato che il prezzo da pagare—la fame di milioni—è un sacrificio accettabile. Gli Stati Uniti, impantanati nelle loro contraddizioni, minacciano l’Iran. Una guerra lampo? Forse. Ma anche se non dovesse scoppiare, il semplice blocco dello stretto basterebbe a scatenare l’inferno. Il petrolio crollerebbe del 20%. Le raffinerie si fermerebbero. E senza petrolio, s...

Trump e il patto con il fuoco

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La guerra dell'ego, il mondo brucia e al centro delle fiamme c’è un uomo che si crede un dio Donald Trump , con il suo ego smisurato e la sua incapacità di ammettere la sconfitta, ha innescato una trappola geopolitica che sta divorando l’ordine mondiale. Non è una guerra di strategia, ma di narcisismo . Non è una battaglia per la sicurezza, ma per la sopravvivenza del suo mito. E mentre lui si aggrappa alle sue menzogne, milioni di vite pendono da un filo, sospese tra la fame e la guerra. LA TRAPPOLA DELLA MENZOGNA Ogni volta che Trump alza la voce, ogni volta che twitta la sua "vittoria", la realtà si sgretola come sabbia tra le dita. L’ Iran non è stato "completamente demolito". Non lo sarà mai. Perché l’Iran non è un nemico da distruggere, ma un’idea che resiste. Una nazione che, come un serpente avvolto intorno allo Stretto di Hormuz , può strangolare l’economia globale con un semplice morso. Gli Stati Uniti possono sganciare bombe, possono minacciare, pos...

Le armi invisibili e la tecnologia dei demoni

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  Il cielo si squarcia. Non con il fragore dei cannoni, ma con un sibilo sottile, un’onda invisibile che attraversa la carne come un coltello di ghiaccio. L’ombra delle armi invisibili: il pentagono e il patto di sangue con la tecnologia dei demoni   Il Pentagono ha parlato. Non con la voce dei generali, ma con quella fredda di un algoritmo, di un tweet firmato da un tecnocrate senza volto. Le Armi a Energia Diretta (DEW) non sono più leggenda metropolitana, non sono più il frutto di menti paranoiche nei forum oscuri. Sono realtà. E il loro nome è morte silenziosa.  Da decenni, i corridoi del potere militare statunitense pullulano di voci su queste armi—strumenti di una guerra che non si combatte con proiettili, ma con frammenti di realtà distorta. Fasci di microonde che cuociono i circuiti come carne al forno. Laser che perforano l’aria con la precisione di un dio vendicatore.  Particelle subatomiche lanciate come proiettili di un’Apocalisse tecnologica. E or...

L’Ultima Battaglia del Grande Fiume

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  Quando il Deserto si fece Sovrano.  Sono 15 anni dai bombardamenti del simbolo della Libia. È giusto ricordarlo. Il Sahara non è un deserto. È un sepolcro di promesse tradite, un oceano di sabbia che nasconde sotto la sua superficie un’arteria vitale, un Grande Fiume Artificiale che avrebbe potuto spezzare le catene dell’impero. Quindici anni fa, quando i cieli della Libia si oscurarono sotto il rombo dei bombardieri NATO , non fu solo un Paese a essere distrutto. Fu un sogno di sovranità a essere sepolto vivo, un progetto che avrebbe ridato al Sud del mondo ciò che gli era stato rubato: l’acqua, il pane, la dignità. Quattro mila chilometri di condotte sotterranee, scavate nel silenzio delle dune, avrebbero trasportato l’ acqua fossile dell’ Arenaria Nubiana un tesoro accumulato in quarantamila anni di silenzio verso terre assetate. Non era solo un’opera di ingegneria. Era una dichiarazione di guerra. Una sfida al dogma dell’impero, che vuole i popoli del Sud del mondo p...

Bloccato carico di armi per Gaza

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  Porto di Gioia Tauro, bloccato il carico di armi per Gaza: scatta la protesta via mare e via terra (Foto di Global Intifada – Disarmare il Genocidio ) No al transito di materiale militare attraverso il porto di Gioia Tauro. Da circa due mesi, 16 container con sospetto materiale militare sono sottoposti a ispezione presso lo scalo portuale calabrese e oggi, 29 maggio, saremo presenti davanti al porto, con una doppia azione via mare e via terra, per monitorare ogni possibile partenza del carico. Continua, infatti la mobilitazione a sostegno dei lavoratori portuali impegnati nell’interruzione della filiera bellica, che alimenta guerra, occupazione e genocidio a Gaza. Oggi la nave Msc MANASVI avrebbe dovuto procedere al carico e proprio per questo motivo siamo qui in presidio davanti al porto. Perché si fa sempre più urgente e necessario monitorare e denunciare la catena della guerra che parte dai nostri territori. Dalle informazioni attualmente in nostro possesso, al momen...

La Cassazione smonta il teorema contro i palestinesi in carcere

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  Niente prove, niente “fonti segrete”, niente scorciatoie: annullata con rinvio la conferma delle misure cautelari contro Mohammed Hannoun e gli altri attivisti. La Suprema Corte boccia l’utilizzo di fonti indeterminate e materiale privo di verifiche. Un colpo durissimo a un’inchiesta che appare sempre più come una montatura politico-giudiziaria commissionata da Israele andata a male. La Suprema Corte ha infatti annullato con rinvio le ordinanze con cui il Tribunale del Riesame di Genova aveva confermato, il 27 dicembre 2025, le misure cautelari nei confronti di Mohammed Hannoun e degli altri  indagati nell’inchiesta sui presunti finanziamenti ad Hamas attraverso associazioni impegnate nella solidarietà con il popolo palestinese. Non si tratta di un dettaglio tecnico. La Cassazione ha demolito uno dei pilastri fondamentali dell’impianto accusatorio: l’utilizzo di presunte “ fonti aperte ” mai identificate, mai sottoposte a verifica e prive di qualsiasi accertamento ...

La Peacewalk to Jerusalem entra in Svizzera

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   Il 27 maggio i camminatori provenienti dal sud della Francia sono stati accolti a Ginevra davanti alla Broken Chair, presso il Palazzo  delle Nazioni Unite, in un incontro simbolico che ha inaugurato il tratto svizzero del cammino.  di Tiziana Volta (Foto di Peacewalk ) La scelta di Ginevra non è casuale. Città della diplomazia internazionale e sede europea delle Nazioni Unite , rappresenta uno dei luoghi più significativi al mondo per un’iniziativa che promuove il dialogo, la nonviolenza e la fraternità tra i popoli. Il benvenuto riservato ai partecipanti ha sottolineato il valore umano e simbolico di un percorso che attraversa Paesi, culture e religioni nel segno della pace . Il prossimo appuntamento sarà il 1° giugno a Losanna , dove convergeranno le due rotte francesi della Peacewalk: quella partita da Parigi e quella proveniente dal sud della Francia, collegata al percorso che risale da Finisterre . L’incontro segnerà l’inizio della traversata della Sviz...

L’ombra nera sull’oro del deserto. Il Kuwait tra il fuoco e il nulla

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 "Un analista attento e sensibile può effettivamente cogliere spunti preziosi anche in contesti apparentemente ordinari, come una sala d'attesa dello studio medico della dott.ssa Miranda Blandino. Le conversazioni casuali, le osservazioni e le dinamiche sociali possono rivelare tendenze, preoccupazioni o cambiamenti che, se interpretati correttamente, potrebbero anticipare evoluzioni geopolitiche o economiche significative. Il Kuwait brucia. Non nel senso rovente del sole del Golfo, ma nel silenzio opaco di un petrolio che non trova più sbocco, inghiottito da un blocco che non è solo navale, ma esistenziale. Zero barili. Aprile è stato un mese di tenebre, maggio lo sta confermando, e il Kuwait, questo regno di sabbia e oro nero, si ritrova prigioniero di una morsa che non ha precedenti nella sua storia recente. Non è la guerra del 1991 , non è l’invasione irachena di Saddam. È qualcosa di più subdolo, più profondo, un assedio invisibile, una condanna senza colpi di cannone, s...

Il sangue nero della terra, il respiro della guerra

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  L’uranio arricchito non è solo un metallo. È un simbolo. Un incantesimo. Un peccato originale scritto nelle viscere della Terra, estratto dal buio delle miniere come un segreto rubato agli dèi. È il fuoco che arde senza fiamma, la scintilla che può accendere l’apocalisse o illuminare le città. È la sostanza maledetta che separa i re dai servi, i vincitori dai vinti, i vivi dai morti. Il segreto della trasmutazione L’uranio naturale è un cadavere. Il 99,3% è uranio-238, un fantasma inerte, un peso morto che non può bruciare. Ma dentro di esso si nasconde l’ uranio-235 , l’isotopo eletto, quello che può divorare la materia e trasformarla in energia, in distruzione, in potere assoluto. Solo lo 0,7%? No. È molto di più. È la speranza di un impero. La condanna di un popolo. Per separare l’oro nero dal piombo, l’umanità ha inventato le centrifughe . Macchine infernali che girano a velocità tali da strappare l’anima al gas, costringendo l’uranio-235, più leggero, a salire verso...

Trionfo delle tenebre tra inganno cosmico e la grande false flag aliena

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 La Casa Bianca è stata trasformata in un santuario religioso. I Pastori entrano ed escono liberamente.  Il cielo si oscura. Non per nuvole, non per tempeste, ma per un’ombra che striscia dal profondo delle coscienze umane, una menzogna millenaria che riemerge con il volto di un’umanità aliena. Ci hanno avvertito: prima il virus, poi la guerra, ora loro. Gli altri. Gli ospiti. Gli dei che scendono dalle stelle per salvarci… o per divorarci.  Ma chi sono davvero questi messaggeri? E da dove vengono le loro voci?  IL GOVERNO DEI PASTORI, CULTO DI STATO.  La Casa Bianca non è più solo un palazzo di marmo e potere. È un tempio. Un altare dove i sacerdoti del nuovo millennio pregano, esorcizzano e decidono. Pastori con le mani sul cuore e gli occhi al cielo, guru con le dita intrecciate in preghiera mentre firmano decreti che cambieranno per sempre il destino dell’umanità. Perry Stone , quel profeta dai sermoni infuocati, ha parlato: un incontro segreto, un ...

Emergenza petrolifera, il baratro che avanza

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Il petrolio non è più la promessa luminosa di un futuro di abbondanza, è un cucchiaio di cenere in cui affondano le ultime certezze del mondo moderno.  Per anni ci hanno cantato l’inno del surplus, una ninnananna per anestetizzare la domanda pubblica; oggi la verità ci trafigge, siamo al centro di una crisi strutturale, non di un mero sussulto di mercato.>Il cuore pulsante della catastrofe è lo Stretto di Hormuz , un collo di bottiglia che fino a ieri era considerato gestibile, ora divenuto giogo e trappola.  Attraverso quell’imbuto transitava una percentuale cruciale del flusso energetico globale; la sua paralisi ha tolto all’offerta mondiale decine di milioni di barili al giorno. Non è iperbole: la produzione del Golfo si è sfilacciata, gli impianti sono stati centrati, le rotte marittime ridotte a schegge. Ogni giorno che passa la ferita si infetta; ogni giorno che il flusso resta interrotto allunga un’ombra sui nostri stili di vita. La narrativa ufficiale sulle “riserve...