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La Babele non è una disgrazia, è strumento di potere.

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Chi meglio di un uomo in completo disordine mentale, una figura ingombrante e imprevedibile sul proscenio globale, può diventare il detonatore perfetto per una riorganizzazione mondiale?   Nell'ultimo mese due narrazioni si fronteggiano. Una dipinge Trump come il paladino dell'antiglobalismo, un ariete intenzionato a spezzare la spinta dei BRICS e a preservare l'egemonia americana; l'altra lo denuncia come traditore delle promesse fatte in campagna elettorale e come figura in declino, sempre più succube di interessi esterni (N.d.R. Netanyahu ). Entrambe lambiscono verità parziali, ma perdono il nucleo strategico; l'azione apparente dell'"antagonista" serve gli interessi delle élite che fingono di combattere. Le oligarchie transnazionali hanno bisogno della Confusione per rimescolare le pedine del potere geopolitico. In un mondo dove i centri di resistenza economici, industriali, valute alternative e alleanze regionali come i BRICS, minacciano l...

Negoziati di Islamabad un’Illusione Diplomatica

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  Il flop dei negoziati tra Stati Uniti e Iran ha scoperchiato una pentola ad alta pressione, vicino al punto di ebollizione. Scintille ovunque, aria satura di tensione, e il mondo che trattiene il fiato. Washington , privata della tregua sperata, è costretta a rivedere ogni mossa già scritta nei suoi piani bellici. Gli Stati Uniti bramano un cessate il fuoco non per umanità, ma per necessità tattica: hanno bisogno di tempo per rifornire le truppe di nuove scorte di missili, bombe e droni; riorganizzare e ruotare unità scosse fino alle ossa dagli attacchi iraniani ; rendere nuovamente agibili le basi nel cuore del Medio Oriente e nel Golfo Persico colpite dagli attacchi iraniani. Senza la tregua, l'elefantiaca macchina da guerra americana rischia il collasso logistico. E adesso quali saranno i prossimi stakeholder? Senza intese da stringere, Washington è spinta in avanti come un velociraptor in caccia. La decisione di bloccare lo Stretto di Hormuz è una lama a doppio taglio: cal...

La folle guerra del bastian contrario

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  Nel panorama internazionale, Trump possiamo definirlo il “bastian contrario” del mondo occidentale ha mantenuto una posizione ambigua nei confronti della crisi iraniana . In passato, si era mostrato desideroso di aiutare i giovani iraniani vittime della brutalità degli Ayatollah , presentandosi come loro difensore. Tuttavia, oggi il suo discorso si è ribaltato: se l’ Iran non accetterà l’accordo proposto, minaccia di “far saltare all’aria tutto il paese”, senza alcuna distinzione, coinvolgendo anche quei ragazzi che prima voleva proteggere. Una tale dichiarazione appare così sconsiderata da essere un segnale di squilibrio mentale. Dopo la minaccia, arriva la rassicurazione: lo stesso protagonista afferma che l’Iran ha già “accettato gran parte” dell’accordo. Questa brusca oscillazione tra posizioni estreme e concilianti evidenzia una profonda incoerenza diplomatica e lascia trasparire una certa confusione nelle scelte strategiche. Il teorico del Caos. Qualcuno ipotizza ch...

L'atomica dei poveri tra attacchi hacker e gas nervini

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  Lo stretto di Hormuz, riaperto ieri dal ministro degli Esteri iraniano, torna da questa mattina sotto il controllo esclusivo delle forze armate di Teheran. di Erasmo Venosi    Fuori da Hormuz gli USA continuano a mantenere militarmente il blocco. Mercati e mondo di nuovo nel limbo. Intanto l’ Iran possiede “ l’atomica dei poveri”  Le cosiddette “ atomiche dei poveri ” sono costituite da armi chimiche e batteriologiche. L’Iran ha ammesso in passato di aver sviluppato capacità di armi chimiche. La sua considerevole industria biotecnologica , farmaceutica e chimica, la serie di impianti a duplice uso e il gruppo di scienziati con competenze e abilità pertinenti hanno a lungo alimentato i timori che non abbia rinunciato alle ambizioni di armi chimiche e che possa possedere anche una capacità   di armi biologiche. I rapporti dell’Intelligence USA Durante la guerra tra Iran e Iraq, quest’ultima ha utilizzato gas mostarda, gas lacrimogeni e tabun. Durante l...

Ungheria inizia l'era di Péter Magyar tra speranze e incognite

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Otto anni fa il voto: 133 seggi a Fidesz (Alleanza dei Giovani Democratici - Fiatal Demokraták Szövetsége), il partito fondato da Orbán, su 199 del parlamento.  di Erasmo Venosi Ieri, dopo 16 anni, Tisza, partito fondato da un convinto conservatore, ex funzionario di Fidesz , Péter Magyar , ha ottenuto 138 dei 199 seggi del Parlamento, cioè i due terzi, ponendo fine al governo di Orbán . Una maggioranza parlamentare che gli permette di modificare la Costituzione, ponendo fine alle riforme di Orbán che riguardavano il controllo della magistratura e del sistema dell'informazione: radio, televisioni e giornali. Péter Magyar contestava apertamente la deriva sempre più autoritaria imposta da Orbán. Nel 2024 la rottura e l’uscita dal partito a seguito di un fatto gravissimo: la presidente ungherese Katalin Novák aveva graziato un pedofilo condannato. Provvedimento che per volere di Orbán fu controfirmato dall’ex ministra della giustizia Judit Varga , ex moglie di Péter Magyar. F...

L'Ungheria cambia rotta: la storica vittoria di Péter Magyar

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Un confronto generazionale e politico Due politici, provenienti dallo stesso partito di origine, incarnano oggi il cambiamento in Ungheria. Péter Magyar , 46 anni, avvocato, blogger e presidente del Partito della Libertà e del Rispetto, si è imposto come figura centrale del nuovo corso. Di fronte a lui Viktor Orbán , leader uscente, 63 anni, che nel tempo ha virato da sincero liberale ad autarchico. Questa sfida segna un vero e proprio salto generazionale. Le elezioni parlamentari del 12 aprile 2026 hanno rappresentato una svolta epocale per l'Ungheria, decretando la conclusione di un'era politica durata sedici anni. Péter Magyar, con la sua coalizione, ha ottenuto una supermaggioranza, affermando chiaramente: "Stiamo con UE e Nato ". Orbán, da leader storico, esce sconfitto da questo confronto. Risultati elettorali e nuova maggioranza Il partito d'opposizione Tisza , guidato da Magyar, ha conquistato una vittoria travolgente, assicurandosi 138 seggi in Parlament...

Presentazioni missioni Global Somud Flotilla 2026

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Sono state presentate anche a Trieste le missioni Global Somud Flotilla 2026. Sandra Palmesi e Massimo Marchetti di Global Movement to Gaza hanno introdotto l’iniziativa che si articolerà su missioni di terra (lungo il nord Africa) e di mare (con diverse partenze nel mar Mediterraneo per poi confluire davanti alle coste di Gaza stessa). Entrambe le missioni saranno composte da partecipanti di diversi paesi: è stato sottolineato il valore della partecipazione internazionale. Mentre si parla di tregua, la realtà è fatta di assedio, bombardamenti, fame e distruzione sistematica. Mentre si invoca la pace c’è la finta pace del Peace Board e si continua a sostenere un sistema di occupazione, apartheid e violazione del diritto internazionale. Di fronte a tutto questo, il silenzio non è neutralità ma complicità. Le missioni Global Sumud Flotilla 2026 saranno anche in questa occasione un’iniziativa di solidarietà con beni e viveri da portare alla città martoriata ma vogliono essere s...

Due membri della Camera dei Rappresentanti USA visitano Cuba

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  Pramila-Jayapal-a-Cuba I membri della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti Pramila Jayapal e Jonathan Jackson del Partito Democratico hanno visitato Cuba e sono stati ricevuti dal presidente Miguel Diaz Canel. Jayapal è la prima donna indo-americana a essere eletta alla Camera dei Rappresentanti per il settimo distretto di Washington, ha presieduto il Caucus Progressista del Congresso tra il 2021 e il 2025 e fa parte dei comitati giudiziari e di bilancio. Jackson, rappresentante del primo distretto dell’Illinois dal 2023, è figlio del defunto reverendo Jesse Jackson ed è stato portavoce nazionale della Rainbow/PUSH Coalition , un’organizzazione fondata da suo padre in difesa della giustizia sociale e dei diritti civili. Durante l’incontro il presidente cubano ha denunciato l’impatto del blocco economico imposto dagli Stati Uniti, in particolare l’assedio energetico decretato dall’amministrazione di Donald Trump. Díaz Canel ha definito queste misure un “danno crim...

Amnesty International: azione globale per fermare le minacce di Trump all’Iran

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  A seguito delle parole del presidente degli Usa, che ha minacciato “un’intera civiltà morirà stanotte, per non essere mai più riportata in vita”, la segretaria generale di Amnesty International  Agnès Callamard ha dichiarato: “Il mero atto di fare queste apocalittiche minacce, come l’avviso della fine di ‘una intera civiltà’, mostra lo sconcertante livello di crudeltà e di disprezzo per la vita umana da parte di Donald Trump . A rendere il tutto ancora più terrificante è la sua esplicita minaccia di attacchi diretti contro le infrastrutture civili per ottenere ‘la completa demolizione’ delle centrali elettriche e dei ponti dell’ Iran ”. “Il diritto internazionale umanitario vieta rigorosamente gli attacchi diretti contro i civili e gli obiettivi civili. Le minacce del presidente statunitense di sterminio e di irreparabili distruzioni cozzano palesemente contro le regole fondamentali del diritto internazionale umanitario, con conseguenze potenzialmente catastrofic...

Hormuz - Ci si muove in Equilibrio precario

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La situazione evolve in fretta, i venti della storia soffiano con forza e nulla più resterà come prima.  Forse non ci sarà l’ operazione di terra tanto sbandierata e forse questa esitazione è già un segnale. Due settimane di tregua anche. Chi decide ha compreso che il prezzo sarebbe troppo alto, la gloria troppo effimera, l’esposizione troppo umiliante. Ma che si agisca o si trattenga, il quadro resta teso, e nelle ombre si tessono alleanze e manovre che plasmeranno il destino dei popoli. La strategia delle potenze è duplice e antica, guerra di superficie, accordi nei cunicoli. Mentre bombe e minacce catturano gli occhi dell’opinione pubblica, dietro le porte chiuse si aprono corridoi commerciali, rotte alternative e patti di convenienza.  Il passaggio dello Stretto di Hormuz potrebbe trasformarsi in un pedaggio economico, non solo un teatro di scontro, ma una leva, un'imposta sul respiro delle nazioni. Chi controlla il flusso dell’energia tiene in mano il tempo dei mercati ...

Trump bastone e la carota, trattative e bombe: la guerra pantano contro l'Iran

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  La conferenza stampa fiume di quello che da più parti si definisce il "cane pazzo", con pezzi di aree moderate del Congresso USA che palesano la prospettiva del   riconoscimento della follia pazzia, in un orgia di parole, continua a minacciare l’Iran: “Può essere eliminato in una notte, e potrebbe essere domani” Trump impone un ultimatum all’Iran : tensione alle stelle tra Washington e Teheran dopo il salvataggio di un pilota USA Donald Trump  ha rilasciato una serie di dichiarazioni forti durante una conferenza stampa a New York, riguardanti l’ operazione militare in Iran e le tensioni crescenti tra Stati Uniti e Repubblica Islamica . Il presidente statunitense ha descritto l’operazione di salvataggio di un pilota disperso in territorio iraniano come  “una delle missioni più complesse mai eseguite” , svelando dettagli significativi sull’impiego di forze aeree. Operazione di salvataggio e forza militare impiegata Secondo Trump, nell’operazione per il recu...

La forza lavoro dei migranti

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 Notizia di oggi: 80 morti in mare nel Mediterraneo. di Andrea De Lotto Un giovane immigrato che è arrivato qua e sente la notizia si sente passare un brivido lungo la schiena, gli torna in mente quel viaggio, a come magari sia stato vicino a morire, di come abbia pregato su quella barca, di come abbia pianto vedendo Lampedusa . I miei studenti vengono da tutto il mondo, insegno loro l’italiano, lo raccontai in  un’intervista  diversi anni fa. Una buona fetta è arrivata in barca, qualcuno dalla Tunisia , la maggior parte dalla Libia . Diversi, soprattutto dal Bangladesh , sono arrivati in aereo a Tripoli . Fatico ad immaginarmi quel momento. Scendi da un aereo, dove probabilmente ti hanno spiegato prima del decollo come affrontare possibili emergenze, le uscite di sicurezza, il salvagente da gonfiare, il fischietto eventuale. Magari qualcuno ha pensato… quasi quasi me lo porto dietro. Invece scendono dall’aereo: per chiunque un aeroporto, un aereo, è simbolo di viag...

Una riflessione sul 6 aprile, 17 anni dopo il terremoto dell’Aquila

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L’AQUILA - Scrivo questa nota in una mattinata di sole, con il cielo terso e d’un azzurro intenso tutto aquilano.  L’AQUILA - Scrivo questa nota in una mattinata di sole, con il cielo terso e d’un azzurro intenso tutto aquilano. All’orizzonte alto l’azzurro combacia con il bianco splendente della cospicua coltre di neve che ricopre sua Maestà, il Gran Sasso d’Italia , fedele custode della nostra terra. È un giorno particolare, come dal 2009 ogni 6 aprile . È il giorno della memoria, del dolore per le 309 vittime del terremoto, ma anche il giorno della riflessione sulla rinascita della nostra indomita città. Quest’anno, il diciassettesimo dalla sciagura, il giorno cade in pieno periodo pasquale, il Lunedì dell’Angelo , che ricorda l’angelo apparso alle donne nel sepolcro, come racconta il Vangelo di Marco   “Maria di Magdala, Maria madre di Giacomo e Giuseppe, e Salomè andarono al sepolcro, dove Gesù era stato sepolto, con degli oli aromatici per imbalsamarne il corpo. ...