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Visualizzazione dei post con l'etichetta Mondo

La Germania sull’orlo dell’abisso

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  L'Europa trattiene il respiro.   Domani, la storia non si limiterà a scrivere un capitolo - lo straccerà, lo brucerà, e ne getterà le ceneri nel fiume della memoria. Perché domani, la Germania voterà. E non voterà solo per un parlamento regionale. Voterà per il suo destino. Voterà per decidere se consegnare le chiavi del potere a lui - a Ulrich Siegmund fortemente sostenuto da "Juden in der AfD ".  L'uomo che il Der Spiegel ha osato paragonare a Hitler, l’osservato speciale del BfV , il fantasma che cammina tra le ombre della Verfassungsschutz .  Potremmo assistere ad una svolta storica per la Germania, la vittoria di Ulrich Siegmund  Un uomo nato tre settimane dopo la riunificazione, eppure già abbastanza adulto da incarnare la furia di un’intera nazione tradita.  Potremmo assistere ad una svolta storica per la Germania, la vittoria di Ulrich Siegmund fortemente sostenuto da Juden in der AfD.  Sassonia-Anhalt non è un Land. È un la...

Angie Nixon, dalla Florida un monito per il Tycoon

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  Giovane, nera, sindacalista: Angie Nixon vince le primarie democratiche per un seggio al Senato in Florida Un’altra vittoria alle primarie democratiche consolida la corrente progressista che ha portato all’elezione a sindaco di New York di Zohran Mamdani e alla nomination in vari distretti di New York di Brad Lander , Claire Valdez e Darializa Avila Chevalier , in Michigan di Abdul El-Sayed per il Senato e di William Lawrence per la Camera dei Rappresentanti: il 18 agosto Angie Nixon , 42 anni, sindacalista, socialista e membro della Camera dei Rappresentanti per la Florida, ha sconfitto il colonnello in pensione Alex Vindman .  Tutti i candidati progressisti hanno battuto rivali moderati molto più anziani e conosciuti, che godevano di immensi finanziamenti e dell’appoggio dell’establishment del Partito Democratico e sfideranno i candidati repubblicani alle elezioni di metà mandato a novembre. In Florida la competizione acquista un alto valore simbolico, giacché riguar...

Il grande scacco geopolitico che sta per inghiottire il mondo

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  Il sipario si alza su un palcoscenico di sangue e menzogne, dove le pedine si muovono in un gioco di scacchi senza scrupoli, orchestrato da mani invisibili che tessono destini con fili di acciaio e petrolio.   L’Ucraina non è un campo di battaglia, ma un laboratorio di guerra totale, un esperimento di ingegneria sociale e militare per spezzare l’ala russa dell’Eurasia e isolare la Cina in una gabbia d’acciaio. E mentre il Donbass brucia sotto il peso dei missili occidentali, mentre le città ucraine si trasformano in cimiteri a cielo aperto, il vero obiettivo si svela: strangolare l’Asia, soffocare la Nuova Via della Seta , e inchiodare Pechino al suo destino di Impero prigioniero.   Solo gli irrazionali, o i ciechi, non hanno colto il parallelismo invisibile, il filo rosso che lega le macerie di Bakhmut alle fiamme del Medio Oriente. Non esistono conflitti isolati: esiste un'unica, titanica guerra premeditata, un’operazione a step orchestrata da una regia o...

L’Ascesa dell’Asse del Deserto

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Il 7 agosto 2026, sotto il cielo infuocato della Mecca, dove il profumo dell’incenso si mescola al tanfo della polvere da sparo Tre lupi solitari hanno stretto un patto che non è solo un accordo, ma una profezia. Erdogan - il sultano dai mille volti, Bin Salman - l’architetto del potere senza scrupoli, e Sharif - il primo ministro pakistano dal sorriso d'acciaio, hanno firmato un’alleanza che non promette pace, ma guerra. Non una guerra qualsiasi: una guerra di sopravvivenza, di sangue versato insieme, di destini intrecciati nella polvere del deserto. Sangue Chiama il Sangue Questo non è un semplice trattato. È un giuramento. Un giuramento che risuona come un eco di antiche battaglie, quando i re e i condottieri si stringevano la mano sul sangue dei nemici comuni. "Un attacco contro uno di noi sarà un attacco contro tutti", queste parole non sono un impegno scritto su carta, ma un giuramento sacro, inciso nel marmo delle montagne e nel ferro delle spade. È la legge dei ...

Siamo in guerra e non lo sappiamo

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Ecco noi popolo a trovarci di nuovo in guerra senza volerlo e senza saperlo considerato che il sistema mediatico è quasi muto su queste questioni. di Erasmo Venosi  Per anni abbiamo creduto quasi per concessione divina che la pace in Europa fosse permanente. Siamo cobelligeranti nella guerra contro l’Iran anche se fingiamo di non partecipare. Dovremmo prendere coscienza dei pericoli che corriamo. Basta andare sul sito del ministero della difesa e cliccare: “L’impegno dell'Italia per la sicurezza I dettagli di tutte le operazioni nazionali e internazionali in corso e il riepilogo di quelle concluse. Tutte le operazioni militari”. Poi cliccare su “operazioni internazionali in corso “e appare “ Task Force Air Arabia . Dispositivo nazionale a supporto della difesa aerea dei Paesi partner del Golfo” e si apprende che dalla seconda metà di marzo 2026 e “   a seguito della crisi nell’area del Golfo e della richiesta di supporto avanzata dai Paesi partner, la Difesa italian...

La coalizione Epstein ha perso la guerra per l’egemonia globale

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  Gli Stati Uniti non hanno attaccato l’Iran per difendere l’America.  Lo hanno fatto perché l’Iran è centrale nella loro strategia per contenere la Cina. E noi europei veniamo trascinati dentro come sempre, senza che ci si chieda il permesso. A dirlo è una che la macchina da guerra americana l’ha vista da dentro: Karen Kwiatkowski, tenente colonnello in pensione dell’Aeronautica USA, 20 anni tra Pentagono e NSA. Lei la definisce una “guerra di scelta”. Non di necessità. Una scelta sbagliata e contraria alle reali possibilità degli USA. L’Iran non è diventato improvvisamente una minaccia. È diventato centrale e vincente. La Cina oggi importa circa il 10% del suo petrolio dall’Iran. Nel 2021 ha firmato con Teheran un accordo strategico di 25 anni. L’Iran è entrato nei BRICS. Sta costruendo corridoi terrestri ed energetici per aggirare le rotte navali controllate dalla Marina USA. Per Washington “contenere la Cina” non vuol dire solo Taiwan. Vuol dire tagliare a Pechino l’energi...

Sfollare portandosi il pannello solare dietro

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  Gli abitanti dei campi profughi di Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza, continuano a lottare contro la grave crisi energetica attraverso iniziative individuali che sfruttano l’energia solare per ricaricare telefoni e batterie.  Questo avviene in un contesto di frequenti interruzioni di corrente e divieto di importazione di apparecchiature per energie alternative, trasformando questi servizi in una fonte di reddito limitata per alcuni e in una risorsa indispensabile per gli sfollati . Un palestinese sfollato ci ha raccontato di aver dovuto portare con sé un pannello solare sin dal suo trasferimento da Rafah e di averlo sempre con sé ogni volta che si spostava da un campo profughi all’altro, poiché rappresentava il suo sostentamento e l’unico modo per ottenere elettricità. “Ho aperto una stazione di ricarica per cellulari nel campo di sfollati ad Al-Mawasi , alimentata a energia solare . Questo progetto è diventato il mio lavoro e l’unico modo per sostenere la famig...

Il grande inganno: migranti o soldati

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Non credete alle favole. Non sono giovani in fuga dalla fame, dalla guerra, dalla disperazione.  Sono miliziani. Giovani marocchini, selezionati, addestrati, vestiti con abiti griffati, con corpi scolpiti nelle palestre di Rabat e Casablanca. Non hanno lo sguardo smarrito dei profughi. Hanno lo sguardo di chi sa perché sta marciando. Il video che gira sui social, ripreso da un furgone blindato, mostra l’orrore: poliziotti marocchini che scortano i giovani verso il confine, come un gregge verso il macello. Non è un caso. È una strategia. Una mossa studiata per far fallire il sistema di controllo europeo, per costringere la Spagna a piegarsi, per umiliare Pedro Sánchez , l’unico leader europeo che ha osato dire no a Netanyahu . La punizione di Sánchez: Ceuta Target Perché proprio Ceuta? Perché è terra marocchina. Perché è terra rubata. Perché il Marocco, sotto la guida del re sionista Mu ḥ ammad al-Sādis VI, sogna di riprendere ciò che considera suo. E perché Israele, con la ...

L’Ucraina di Zelensky: Un Teatro di Sangue e Inganni

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  Mar Caspio brucia. Non di fuoco, ma di menzogne.  Il 25 luglio, sotto il cielo plumbeo di un’estate che sa di polvere da sparo e tradimento,  Kiev ha scagliato i suoi droni come lame nel buio, colpendo una nave mercantile iraniana . Un marinaio è deceduto, altri feriti, mentre il presidente fantoccio Volodymyr Zelensky , con un ghigno degno di un carnefice medievale, definiva l’atto "OTTIMO". Ottimo. Come se la morte fosse un prodotto di marketing, un’offerta speciale per ingraziarsi i signori della guerra.  E poi, tre giorni dopo, eccolo a Washington . Tra le colonne bianche della Casa Bianca , dove i potenti si incontrano per tessere trame che puzzano di zolfo e petrolio. Zelensky, con la sua maschera da eroe, si è recato ai funerali di Lindsey Graham , senatore e apostolo della distruzione, un uomo che ha fatto della carneficina una religione.  E quale rito più adatto a un funerale di guerra se non un rituale satanico? I video circolano, osceni e ipnoti...

Incontro del secolo Putin, Trump in Cina

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  Il mondo trattiene il fiato. Novembre non è solo un mese, è un presagio, un crogiolo di destini intrecciati, un teatro dove le sorti dell’umanità si giocano su scacchi di acciaio e petrolio. A Shenzhen, tra le nebbie dell’Asia che si risveglia, due titani si incontreranno: Vladimir Putin , lo zar dell’eterna resistenza, e Donald Trump , il mercante del caos che ride in faccia alle convenzioni. E tra loro, come un terzo incomodo, la Cina , silenziosa, onnipotente, il drago che osserva e attende. Il vertice dell'APEC: un palco per il destino L’ Asia-Pacifico Economic Cooperation non è solo un summit economico. È un altare sacrificale dove le potenze si confrontano, si minacciano, si alleano nell’ombra. E quest’anno, il 18 e 19 novembre, sarà il palcoscenico di un duello senza precedenti. Putin e Trump si guarderanno negli occhi dopo Anchorage , dopo mesi di telefonate notturne, dopo un rapporto che sfida la logica. Helsinki 2018 fu il battesimo: un pallone da calcio, un sorriso, ...

Il mondo è in vendita. Salvo esaurimento scorte

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  Il denaro non spiega tutte le guerre, ma difficilmente arriva in ritardo. E nel grande mercato globale, tra dazi, sanzioni e algoritmi, qualcuno compra, qualcuno vende e qualcun altro paga il conto. di Giuseppe Arnò C'è un vecchio detto che, tradotto dal buon senso popolare alla diplomazia internazionale, potrebbe suonare più o meno così:  senza soldi non si cantano messe . E, a giudicare da come va il mondo, nemmeno si fanno guerre, si costruiscono alleanze, si impongono sanzioni o si promettono paci durature. «C'est l'argent qui fait la guerre», dicono i francesi. Forse è un'esagerazione. La storia, del resto, è troppo complicata per essere spiegata con un solo portafoglio. Le guerre nascono anche dall'ideologia, dal nazionalismo , dalla religione, dalla vendetta, dalla paura e dalla sete di potere. Ridurre tutto a una questione economica sarebbe come sostenere che un matrimonio fallisce soltanto perché il conto del ristorante era troppo salato. Ma guai ...

Rwanda, il futuro scorre a Gatsibo. Prima parte

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L’ong Movimento per la Lotta contro la Fame nel Mondo ha realizzato nei villaggi rurali del Paese un progetto che sta trasformando l’accesso all’acqua in uno strumento di salute, emancipazione e sviluppo, migliorando la vita delle comunità, soprattutto di donne e ragazze. Nel nord-est del Rwanda, nel distretto di Gatsibo, l’acqua non è soltanto una risorsa essenziale: è il punto di partenza di una trasformazione sociale profonda.  Per anni, nei villaggi rurali del settore di Kageyo, la vita quotidiana è stata segnata da lunghe camminate per raggiungere una fonte, dalla mancanza di servizi igienici adeguati e da condizioni sanitarie precarie che colpivano soprattutto donne e bambini.  Oggi, grazie al progetto Amazi Meza (“Acqua pulita”), implementato da Mlfm ( Movimento per la Lotta contro la Fame nel Mondo )con il sostegno di Aics (Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo) e in collaborazione con il Distretto di Gatsibo, qualcosa sta cambiando. Se nei primi anni il...