La Babele non è una disgrazia, è strumento di potere.
Chi meglio di un uomo in completo disordine mentale, una figura ingombrante e imprevedibile sul proscenio globale, può diventare il detonatore perfetto per una riorganizzazione mondiale? Nell'ultimo mese due narrazioni si fronteggiano. Una dipinge Trump come il paladino dell'antiglobalismo, un ariete intenzionato a spezzare la spinta dei BRICS e a preservare l'egemonia americana; l'altra lo denuncia come traditore delle promesse fatte in campagna elettorale e come figura in declino, sempre più succube di interessi esterni (N.d.R. Netanyahu ). Entrambe lambiscono verità parziali, ma perdono il nucleo strategico; l'azione apparente dell'"antagonista" serve gli interessi delle élite che fingono di combattere. Le oligarchie transnazionali hanno bisogno della Confusione per rimescolare le pedine del potere geopolitico. In un mondo dove i centri di resistenza economici, industriali, valute alternative e alleanze regionali come i BRICS, minacciano l...