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Giornata mondiale del rifugiato 2016: le proposte della Migrantes

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“Dal 1990 al 2015, in 25 anni, l’Italia ha accolto oltre mezzo milione di domande d’asilo, riconoscendo un diritto fondamentale. La Giornata mondiale del Rifugiato del 2016 trova l’Italia impegnata non solo nel salvataggio nel Mare Mediterraneo di migranti in fuga, ma anche nell’accoglienza e nella protezione internazionale di circa 120.000 persone nella diverse strutture, di cui circa 25.000 nelle strutture ecclesiali”, ricorda Mons. Gian Carlo Perego, Direttore generale della Fondazione Migrantes in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato che si celebra lunedì 20 giugno. Nonostante questo impegno diffuso, rimangono alcuni problemi aperti che portano la Fondazione Migrantes, in occasione di questa Giornata, a segnalare e rilanciare sette proposte e impegni. 1)           Riuscire a dare una risposta più competente e più celere alle persone che fanno domanda di protezione internazionale , da una parte riform...

Un mondo sbarrato ai poveri è la vittoria dei terroristi

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La storia non sempre si riavvolge, ma sentire che l'Austria minaccia di mettere l'esercito sul Brennero e di invadere il territorio per  poter effettuare controlli sui treni e sulla strada già sul territorio italiano, ci riporta indietro a moti risorgimentali. Questo comportamento unilaterale, al fuori delle regole europee è la fine dell'Unione.  Mai vittoria del terrorismo fu più schiacciante: creare con pochi deficienti, stragi in Occidente per creare terrore; suscitare esodi dalle zone occupate e mettere in crisi la civiltà dell'accoglienza della vecchia Europa, cristiana e bigotta e... xenofoba.  Dall'altra sponda, in USA arriva Trump che vuole mettere le reti col Messico, dice che è finita la cooperazione internazionale e ognuno si difenderà da solo. Mai politica estera americana è scesa talmente in basso. Dopo Obama, se l'alternanza toccherà ai repubblicani aspettiamoci un era di degrado della politica. A partire dal linguaggio, dire e non dire...

Migrantes I sopravvissuti raccontano di un’enorme perdita di vite umane nell’ultima tragedia nel Mar Mediterraneo

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Martedì, un team dell’UNHCR ha incontrato i sopravvissuti di quella che potrebbe essere una delle più gravi tragedie che vede coinvolti rifugiati e migranti degli ultimi 12 mesi. Se confermato, fino a 500 persone potrebbero aver perso la vita nel naufragio di una grande imbarcazione, affondata nel Mar Mediterraneo in un luogo non definito tra la Libia e l’Italia. I 41 sopravvissuti (37 uomini, 3 donne e un bambino di tre anni) sono stati tratti in salvo da una nave mercantile e portati a Kalamata, nella penisola greca del Peloponneso, il 16 aprile. Tra le persone salvate ci sono 23 somali, 11 etiopi, 6 egiziani e 1 sudanese. I sopravvissuti ci hanno detto che erano parte di un gruppo di 100-200 persone partito la settimana scorsa da una località vicino a Tobruk, in Libia su un’imbarcazione lunga  circa 30 metri. Dopo diverse ore di navigazione, i trafficanti hanno cercato di trasferire le persone su un’imbarcazione di maggiori dimensioni che già aveva a bordo centinaia...

Il dramma dei rifugiati dal Sud Sudan e le nostre incongruenze di occidentali

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Questa nota arrivata grazie all' Agenzia dell'ONU per i Rifugiati ci fa riflettere non solo e giustamente sul fatto che l'occidente guarda ai problemi dell'AFRICA solo quando arrivano i barconi, ma anche al nostro paese che mostra spesso rigurgiti xenofobi soprattutto per ignoranza e per adeguamente a propagande politiche leghiste.  Ne è riprova il servizio di Italia in Diretta (Rai1) dell'altro pomeriggio, dove veniva mostrato un comune di 25 abitanti che riceveva 25 ragazzi rifugiati e mostrava il "disagio" di questa oscura presenza. Ora veniva ripetuto anche in studio il nostro ragionamento e lo vogliamo socializzare. Lo scrivente ha visto piccoli comuni della nostra italia centrale, ma questo accade dappertutto, di solo sette abitanti per lo più anziani. Ora se questi ragazzi imparassero la lingua, non potrebbero essere impiegati volontariamente nei servizi essenziali per la comunità finendo coll'essere adottati dal territorio? O siamo desti...

Nella tragedia dei profughi e rifugiati il dramma dei bambini: la storia di Malik

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Malik è un bambino siriano di 4 anni . Vive in un seminterrato a Ghouta, nei sobborghi a est di Damasco, quando il gas di un  attacco chimico colpisce  lui, sua madre Khulud e la sorellina.  Qualche mese dopo  lo stomaco di Malik inizia improvvisamente a gonfiarsi e a fargli male . All'ospedale di Damasco, la mamma scopre l'atroce diagnosi:  Malik ha un tumore ai reni  e viene operato. Ma in un paese in guerra, può una madre essere sicura che suo figlio abbia tutte le cure necessarie? Khulud non ha altra scelta che fuggire dalla Siria, portare Malik e la sorellina in Giordania. Arrivati al campo di Za'atari, Malik viene subito trasferito al  Jordan University Hospital  dove inizia la chemioterapia.   Oggi Malik sta meglio e l'ultima risonanza magnetica non mostrava più tracce del tumore. La sua storia è il simbolo della sofferenza, ma anche della forza di milioni di siriani vittime di una guerra crudele che domani entrer...