Riunioni condominiali e traffico stradale: cosa c'entra la scuola?
In questi giorni si parla dell’avvio di una
sperimentazione nelle scuole italiane sulle cosiddette “competenze non
cognitive”. Come Associazione impegnata da anni sul tema delle competenze per
la vita, riteniamo doveroso offrire un contributo pubblico e documentato al
dibattito in corso. Due azioni:
A. Lettera aperta inviata al Consiglio Superiore della
Pubblica Istruzione (CSPI), organo di garanzia dell’unitarietà del sistema
scolastico nazionale, chiamato a esprimere un parere prima dell’adozione del
Decreto Ministeriale.
B. Petizione “Riunioni condominiali e traffico stradale: cosa
c’entra la scuola?” Petizione che aiuterà a crescere con il senso critico
necessario per non diventare delle marionette in mano ai pifferai. https://c.org/Y94zqrDRg8
A. Lettera aperta.
Alla cortese attenzione del
Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI)
Oggetto: Osservazioni urgenti sulla sperimentazione
delle cosiddette “competenze non cognitive” e proposta alternativa
scientificamente fondata e immediatamente attuabile
Egregi Componenti del Consiglio Superiore della Pubblica
Istruzione,
riconoscendo l’autorevolezza del Documento OMS del 1993
sulle Life Skills, per oltre dieci anni come Organizzazione di Volontariato,
abbiamo operato nelle scuole romane. Abbiamo elaborato un Format e offerto
gratuitamente a genitori e docenti laboratori finalizzati alla sperimentazione
della validità di tali Skills, con risultati concreti e verificabili.
Alla luce di questa esperienza, riteniamo doveroso
sottoporre alla Vostra attenzione alcune osservazioni in merito alla recente
proposta del Ministro dell’Istruzione di avvio di una sperimentazione
scolastica finalizzata all’individuazione delle cosiddette “competenze non
cognitive”.
Lo facciamo con spirito costruttivo e nel pieno rispetto del
ruolo fondamentale che il CSPI svolge quale organo di garanzia
dell’unitarietà del sistema scolastico nazionale, chiamato a esprimere un
parere prima dell’adozione del Decreto Ministeriale.
1.Le competenze per la vita non devono essere “individuate”
Le competenze emotive, relazionali e cognitive non
costituiscono un ambito nuovo o inesplorato. Esse sono state:
-individuate e definite oltre trent’anni fa da studi
scientifici avviati a livello internazionale dall’Organizzazione Mondiale della
Sanità (Documento OMS, 1993) al fine di arginare e prevenire abusi,
discriminazioni, violenza;
-riconosciute da OMS, UNESCO, OCSE e Unione Europea;
-considerate oggi elementi chiave anche dal mondo del
lavoro nei processi di assunzione, carriera e leadership;
Sono state identificate come dieci competenze
fondamentali, interdipendenti e non selezionabili arbitrariamente:
Emotive: consapevolezza di sé e gestione delle
emozioni;
Cognitive: senso critico, creatività, gestione dello
stress, risolvere problemi, prendere decisioni;
Sociali: empatia, comunicazione efficace, relazioni
efficaci.
Sono lo strumento utile per comprendere ciò che sentiamo e
accade, per decodificarlo, valutarlo e comportarsi appropriatamente e
responsabilmente.
Non è dunque scientificamente corretto né metodologicamente
appropriato avviare una sperimentazione volta a “individuarle”, ridurle o
sceglierne solo alcune, eventualmente rinominandole come soft skills.
Le competenze per la vita costituiscono un sistema unitario,
non un elenco opzionale. Apprendere i 10 numeri permette di fare i calcoli ed
evitare il caos economico e scientifico. Acquisire le 10 Skills for Life
permette di interagire appropriatamente evitando incomprensioni, liti,
violenza.
2.Il rischio di frammentazione del sistema scolastico
La proposta di sperimentazione, così come presentata,
rischia di produrre:
-disomogeneità territoriali;
-competizione tra scuole;
-moltiplicazione di iniziative non coordinate;
-ulteriore carico organizzativo per docenti già
fortemente sollecitati.
Tale impostazione contrasta con il principio di unitarietà
del sistema scolastico, che il CSPI è chiamato a tutelare, e rischia di
compromettere l’efficacia educativa di un ambito che richiede continuità,
metodo e coerenza nazionale.
3.Le competenze per la vita si apprendono con la pratica e
l’allenamento
Il Documento OMS del 1993 chiarisce esplicitamente che le
Life Skills:
-si apprendono attraverso la pratica e l’allenamento, non
tramite lezioni teoriche o interventi episodici. Le parole seppure nobili,
rimangono sterili se non sono seguite da fatti concreti;
-richiedono adulti specificatamente formati che le
abbiano a loro volta interiorizzate, per poterle trasmettere efficacemente alle
nuove generazioni.
Ne consegue che:
-non sono sufficienti progetti occasionali;
-non è efficace l’integrazione informale in altre
discipline;
-è necessaria una materia specifica, con docenti
specializzati nell’insegnamento laboratoriale di tali Skills.
4.Una proposta concreta, sostenibile e immediatamente
attuabile
Alla luce dei dati disponibili sul sistema scolastico
nazionale:
-nelle scuole primarie e secondarie di primo grado operano
circa 189.000 classi, distribuite in 25.564 plessi scolastici.
Risulterebbe sufficiente un docente specializzato per
ciascun plesso, con un impegno medio di circa 8 o 9 ore settimanali, per
garantire:
-laboratori quindicinali di circa 2 o 2,5 ore per classe;
-senza spostamenti di alunni;
-senza stravolgimenti logistici.
Il fabbisogno complessivo sarebbe quindi di circa 25.564
docenti, numero compatibile con i contingenti di 54.000 assunzioni già previsti
dal Ministero.
Questa soluzione consentirebbe di:
-avviare già dal prossimo anno scolastico un insegnamento
strutturato;
-rispettare le evidenze scientifiche internazionali;
-garantire equità e uniformità su tutto il territorio
nazionale.
5.Il ruolo delle Università e delle competenze già esistenti
In Italia esistono già:
-percorsi universitari di specializzazione;
-master dedicati alle competenze per la vita.
Avviare una sperimentazione che prescinda da tali competenze
significa:
-disperdere risorse;
-ignorare il sapere accademico;
-ritardare interventi educativi urgenti.
La nostra Associazione, Bambino Oggi… Uomo Domani O.D.V.,
mette a disposizione gratuitamente il Format, sperimentato per oltre dieci anni
nelle scuole romane, pienamente coerente con il modello OMS.
6.Conclusione
Alla luce di quanto esposto, riteniamo che l’unica
opzione coerente con la Costituzione e il Diritto inalienabile alla
completa Istruzione, con le evidenze scientifiche e con il principio di
unitarietà del sistema scolastico sia:
-l’introduzione delle abilità per la vita come materia
specifica, con pari dignità rispetto alle altre discipline;
-l’istituzione di un docente specializzato nell’insegnamento
laboratoriale;
-il riconoscimento dell’unitarietà delle dieci Life
Skills, senza riduzioni arbitrarie o sperimentazioni esplorative già superate
dalla ricerca internazionale.
Confidiamo che il CSPI voglia tenere conto di queste
osservazioni nel parere che sarà chiamato a esprimere sul Decreto Ministeriale,
nell’interesse delle nuove generazioni e del futuro del Paese.
B.Petizione “Riunioni condominiali e traffico stradale: cosa
c’entra la scuola?” Petizione che aiuterà a crescere con il senso critico
necessario per non diventare delle marionette in mano ai pifferai. https://c.org/Y94zqrDRg8
Restiamo a disposizione per eventuali approfondimenti
tecnici.
Con osservanza,
Presidente Bambino Oggi…Uomo Domani O.D.V.

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