Referendum Trivelle, vicenda più oscura del profondo mare e rapporti affaristici di Erasmo Venosi
La vicenda referendum trivelle cresce di tono e di spessore caratterizzandosi sempre più come vicenda opaca che evidenzia rapporti affaristici a danno dell’ambiente e del rispetto delle norme poste a presidio della legalità. Mi riferisco al fatto che quasi la metà delle concessioni collegate a piattaforme di estrazione di gas e petroli sono sprovviste di valutazione di impatto ambientale. Sprovviste quindi delle prescrizioni all’esercizio e soprattutto del piano di monitoraggio che è lo strumento idoneo a rendere compatibile l’estrazione con l’ecosistema. La valutazione d’impatto ambientale è stata istituita con la direttiva 337 di 31 anni fa ed è stata recepita in Italia nel 1986 con legge 349. A causa delle pressioni delle lobby di affari sul legislatore i decreti attuativi per la Via videro la luce due anni dopo e comunque la legge di recepimento escludeva alcune opere che la direttiva elencava. Ora l’affaire idrocarburi si arricchisce di nuovi eventi più o meno coll...