Sentenza Storica: Il Ministero della Difesa condannato per Contaminazione Domestica da Amianto


Il Tribunale Civile di Roma riconosce il diritto al risarcimento per la moglie di un sottufficiale della Marina Militare

In attesa che la politica faccia il suo corso, abbiamo ancora un ordine del giorno approvato in allegato all’ultima Finanziaria, la giustizia anticipa tutti con una sentenza che, come si dice, farà giurisprudenza.

Il Tribunale Civile di Roma ha emesso una sentenza di grande rilievo che condanna il Ministero della Difesa al risarcimento dei danni in favore di Paola Maria Santospirito, moglie del luogotenente Leonardo Antonio Mastrovito, vittima del dovere e sottufficiale della Marina Militare.

La vicenda, seguita con attenzione dall'Associazione Consorzio Umanitas ETS e dall'Osservatorio Nazionale Amianto, pone l’accento sulla responsabilità dello Stato nella tutela della salute non solo dei militari, ma anche dei loro familiari.

Rimozione amianto su nave

La Storia e il Contesto

Leonardantonio Mastrovito, oggi invalido al 100%, ha servito per oltre trent’anni nella Marina Militare, partecipando anche a missioni all’estero e nei Balcani. Durante il suo servizio è stato esposto ad amianto e ad altre sostanze tossiche. La lunga esposizione ha causato gravi patologie non solo a lui, ma anche indirettamente alla moglie, Paola Santospirito, a causa della cosiddetta “contaminazione domestica”.

La coppia, attualmente residente a Taranto, si è trovata a fronteggiare una situazione drammatica: a Paola Santospirito è stata diagnosticata l’asbestosi, con compromissione della funzionalità respiratoria, oltre a un disturbo dell’adattamento con umore ansioso e un danno biologico permanente.

La Decisione del Tribunale

Il giudice Corrado Cartoni, con una sentenza articolata, ha riconosciuto che l’esposizione professionale del militare ad amianto, uranio impoverito e altri agenti tossici ha determinato una contaminazione domestica indiretta della moglie. Il Tribunale ha infatti accertato il nesso causale tra il contatto con le divise e gli indumenti da lavoro, manipolati in ambito familiare, e le gravi patologie riscontrate nella donna.

Nelle motivazioni, il giudice richiama il principio della contaminazione domestica, già ampiamente documentato dalla letteratura scientifica, che ha osservato numerosi casi di asbestosi tra le mogli di lavoratori esposti all’amianto.

La sentenza sottolinea la responsabilità diretta del Ministero della Difesa per non aver adottato misure idonee a proteggere la salute dei militari e dei loro familiari.


amianto sulla nave

Risvolti Medico-Legali e Risarcimento

Il Tribunale ha recepito integralmente la consulenza tecnica d’ufficio, secondo cui a Paola Santospirito sono state riscontrate gravi conseguenze sulla salute. Tutte le eccezioni preliminari sollevate dal Ministero, comprese quelle sulla competenza territoriale e sulla prescrizione, sono state rigettate. In particolare, il giudice ha stabilito che il termine prescrizionale decorre dalla prima conoscenza scientificamente attendibile della contaminazione, fissata al dicembre 2019.

Quanto al risarcimento, il Tribunale ha liquidato in favore della vittima un importo complessivo di 65.387 euro, comprensivo di danno biologico permanente, personalizzazione del danno e danno morale. A tale somma si aggiungono interessi legali e rivalutazione monetaria a partire dal 31 dicembre 2019, oltre alle spese processuali e di consulenza tecnica.

Reazioni e Implicazioni

L’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto e difensore legale della donna, ha definito la sentenza di particolare importanza, sottolineando che il riconoscimento giudiziario riguarda non solo i lavoratori esposti ai cancerogeni negli ambienti militari, ma anche le loro famiglie, spesso vittime inconsapevoli della contaminazione domestica.

Paola Santospirito, ora coordinatrice dell’Osservatorio Vittime del Dovere per la città di Taranto, ha dichiarato che questa sentenza restituisce verità e dignità a chi ha subito ingiustizie e danni evitabili, pur non potendo restituire la salute perduta.

Prospettive Future

Nonostante la sentenza, il percorso giudiziario non è concluso. L’avvocato Bonanni ha già annunciato ricorso in appello, ritenendo l’importo liquidato non ancora proporzionato all’entità complessiva del danno subito. L’obiettivo è ottenere una tutela più ampia e pienamente rispondente ai diritti della vittima.

Conclusioni

Questa pronuncia rappresenta un precedente fondamentale nel riconoscimento dei danni da contaminazione domestica e apre la strada a nuove tutele per le famiglie dei lavoratori esposti ad agenti cancerogeni.  

Si tratta di un primo round, la battaglia continua e Paola Maria Santospirito è determinata ad andare avanti nell’interesse di tutti.


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