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Decreto Ilva: le proposte di modifica di Legambiente

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Legambiente ha trasmesso le sue osservazioni critiche sul decimo decreto Ilva ai presidenti della Commissione Ambiente e della Commissione Attività produttive della Camera dei deputati, che ne hanno iniziato congiuntamente l'esame, con una lettera (disponibile negli allegati) inviata dalla presidente nazionale di Legambiente, Rossella Muroni. Ne riportiamo di seguito il testo integrale. Sono diversi, a nostro avviso, i punti critici del decimo decreto Ilva che riteniamo vadano profondamente modificati se si vuole effettivamente contemperare, per i cittadini di Taranto e per i lavoratori dello stabilimento siderurgico, il diritto alla salute e all'ambiente con il diritto al lavoro e le esigenze produttive. Il decreto specifica le procedure con cui chi presenterà una offerta vincolante potrà richiedere modifiche o integrazioni al Piano delle misure e delle attività di tutela ambientale e sanitaria vigente ed un differimento fino a 18 mesi del termine ultimo di attu...

Taranto - ILVA i Medici per l'Ambiente inviano alla Commissione delle Attività Produttive della Camera il proprio contributo

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Riceviamo e pubblichiamo integralmente nota dell’associazione ISDE Medici per l'AMBIENTE  Il voler perseverare sullo “scenario ILVA” come unico possibile, obiettivo perseguito con nove decreti legge precedenti a questo, ha fallito sino ad ora il suo principale proposito iniziale, quello di salvaguardare insieme ambiente, salute e lavoro, generando senza soluzioni di continuità ulteriore rischio e danno sanitario e tirannia del diritto alla produzione di acciaio su qualunque altro diritto, compreso quello alla salute . Alla raccomandazione dell’Istituto Superiore di Sanità sulla necessaria “ urgenza degli interventi tesi a ripristinare la qualità dell’ambiente a a causa della drammatica situazione epidemiologica confermata in più occasioni nell’area di Taranto, si risponde con la concessione di un’ulteriore lunga proroga per l’attuazione del piano ambientale e con la possibilità di rivisitare lo stesso mediante meccanismi che non appaiono, come descritto in seguito,...

Taranto - Piero Bitetti sull'Ilva e ultimo decreto: " ...5000 esuberi ed emergenza sanitaria"

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Il grado di sopportazione della comunità ionica è stato ulteriormente messo a dura prova dal decimo decreto Ilva. Giunti a questo punto, il senso di responsabilità dei rappresentanti istituzionali dovrebbe indurre tutti – e dunque ciascuno di noi – ad una seria riflessione. Risulta davvero incomprensibile, tanto per cominciare, la logica che sottende le decisioni del governo nazionale. Con quest’ultimo provvedimento, in particolare, si ha netta la sensazione di trovarsi di fronte ad un Esecutivo che pur di raggiungere il suo obiettivo è disposto a sacrificare qualsiasi valore.  Ma questa è una logica inaccettabile. Non è infatti possibile immaginare di dare mano libera ai nuovi eventuali acquirenti dell’acciaieria più grande d’Europa senza nel contempo dare ascolto alle sacrosante rivendicazioni dei tarantini che molto spesso si esprimono attraverso la meritoria iniziativa di associazioni e comitati. I rischi, legati al piano industriale di chi ha manifestato interesse ...

Taranto - Verdi : Emiliano rompa ogni indugio e dimostri di voler fare sul serio per difendere la vita e la salute dei Tarantini.

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Riceviamo e pubblichiamo integralmente nota della federazione dei Verdi di T aranto Uno scontro istituzionale, crediamo senza precedenti, vede contrapposti in questi giorni Governo nazionale e Governo regionale pugliese. Roma impgna la regionale Legge Blasi che vieta il cambio di destinazione per quei terreni agricoli in cui siano stati espiantati gli ulivi colpiti da xylella presunta (l'aggettivo è d'obbligo), vincolandoli all'uso originario. Nata per bloccare sul nascere manovre speculative, la legge è sembrata al governo nazionale una trave posta di traverso sul percorso della TAP, considerata opera strategica e quindi prioritaria per gli interessi del paese. Dal canto suo il Presidente Emiliano, minaccia di sollevare il dubbio di legittimità sul decimo decreto "salva Ilva", che concederebbe agli eventuali acquirenti dello stabilimento immunità, agevolazioni e proroghe, per reati da codice penale. Non sfugge ai più la portata di questo ...

Ilva, D'Amato (M5S): nessuna responsabilità penale per chi compra, Renzi completa album degli insulti ai tarantini

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di  Rosa D'Amato* Chi compra l'Ilva sarà un cittadino, italiano o straniero (poi capiremo) che grazie ai fondi della cassa Depositi e Prestiti sarà al di sopra della legge. Renzi e il suo Governo, dopo la batosta elettorale naturalmente sminuita dagli interessati, completano l'album degli insulti alla gente di Taranto, che chiede salute e invece ottiene veleno. Oggi e domani, solo veleno. Chi compra Ilva potrà riformulare il piano ambientale (per noi inutile, figurarsi nelle mani di chi acquista cosa potrebbe essere..). Chi compra Ilva potrà applicare l'Aia (autrorizzazione integrata ambientale) con rinnovata e prorogata calma (2019). E, dulcis in fundo, chi compra Ilva potrà anche violare la legge e in alcuni casi farla franca d'ufficio. ".... ai fini della valutazione delle condotte strettamente connesse all'attuazione dell'A.I.A. e delle altre norme a tutela dell'ambiente, della salute e dell'incolumita' pubblica. Le con...

Ilva: Bonelli-verdi- Decreto Ilva garantisce immunità penale ad acquirenti ed elimina obbligo di bonifica

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Così si dà spallata ad ordinamento giuridico "Con il decimo decreto salva Ilva chi acquisterà l'acciaieria avrà l'immunità penale, non sarà obbligato a fare le bonifiche, potrà cambiare il piano ambientale e sanitario e per ultimo si concede ulteriore proroga di 18 mesi per la realizzazione delle prescrizioni ambientali e quindi strettamente connessi alla salute, in questo modo si da' una spallata definitiva alle fondamenta dell'ordinamento giuridico italiano" lo dichiara Angelo Bonelli della federazione dei Verdi che aggiunge "  A Taranto sapevamo che il diritto alla salute era stato sospeso  ma che si arrivasse anche a garantire l'immunità penale agli acquirenti come previsto dall'art.1 comma lettera b all'articolo, è un qualcosa che non ha alcun precedente in Europa e in nessun paese democratico " "nel decreto - continua l'esponente dei Verdi, si modifica l'art.253 del codice ambientale che impone alla prop...

Taranto – Federazione Verdi Provinciale : “ E' il momento di essere coraggiosi”

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Riceviamo e pubblichiamo Il decimo decreto conferma quanto già si sapeva: il Governo è nell'impossibilità di vendere gli impianti del Gruppo Ilva e che non ha il coraggio di cambiare strategia nei riguardi della vicenda tarantina. Di conseguenza non viene tutelato il diritto alla salute dei tarantini. Infatti il Governo oltre a prorogare la scadenza per la presentazione delle offerte vincolanti per l'acquisto del Gruppo Ilva di una settimana come era atteso, ha deciso di concedere ai privati la possibilità di modificare il piano ambientale, cioè l'autorizzazione a produrre. La legge prevede che sia il Ministero dell'Ambiente a predisporla non certo il gestore che, al limite, può decidere di impugnarla, ma non ne è certo l'estensore. Il decimo decreto istituisce un comitato di esperti che avrà il compito di valutare i piani ambientali presentati dai privati entro quattro mesi. Il decimo decreto ha dunque privatizzato una funzione tipica del ministero...

Ilva, decimo decreto. Legambiente: niente sconti

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Il decimo decreto Ilva emanato dal Governo prevede la nomina, da parte del Ministero per dell'Ambiente, di un comitato di esperti incaricato di valutare in 120 giorni le modifiche al Piano Ambientale presentate dai privati che avranno depositato entro il 30 giugno un'offerta vincolante per l'acquisto o l'affitto dell'azienda. " Siamo di fronte all' ennesimo decreto che avrà come primo effetto quello di procrastinare ulteriormente l'attuazione delle più importanti misure previste dall'Autorizzazione Integrata Ambientale , dalla copertura dei parchi minerali al rifacimento delle cokerie" questo il primo commento di Lunetta Franco, presidente di Legambiente Taranto che continua: " Le uniche modifiche al Piano Ambientale che potremmo ritenere accettabili sono quelle direttamente conseguenti ad un Piano Industriale che preveda una diminuzione della capacità produttiva degli attuali impianti  e, quindi, del numero degli impianti nece...

Caso Ilva: CNI ingegneri a disposizione proprie competenze per valutare i progetti in campo - VIDEO

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di Debora Giorgi  Roma - Nel corso della conferenza stampa di stamane il Consiglio Nazionale degli Ingegneri ha presentato il convegno "Ripensare l'industria siderurgica in Italia. Ilva: attualità e prospettive", in programma a Taranto nella metà di settembre.  Zambrano: " Non propendiamo per una soluzione o l'altra. Una volta che la politica renderà note le proprie scelte, metteremo a disposizione le nostre competenze per operare una verifica oggettiva dei progetti in campo ". Emiliano: " Questo convegno sull'Ilva di Taranto è una sorta di intervento patriottico col quale voi ingegneri mettete assieme tutti gli elementi che possano aiutare chi di dovere a prendere una difficile decisione " Si è tenuta stamane, presso la sede del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, la conferenza stampa di presentazione del convegno "Ripensare l'industria siderurgica in Italia. Ilva: attualità e prospettive", che si terrà a Tara...

Taranto - Il 19 maggio alla Latagliata conferenza sul caso Ilva e la Corte Europea

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Giovedì 19 maggio, alle ore 11.30 presso la sede di Palazzo Latagliata (al primo piano), si terrà una conferenza dal titolo “Caso Ilva: l’Italia davanti alla Corte di Giustizia Europea”.  Interverranno Daniela Spera (Presidente del Comitato Legamjonici e promotrice del ricorso nel 2013) e  Lina Ambrogi Melle (Consigliere Comunale del Gruppo Ecologisti per Bonelli, promotrice del ricorso nel 2015).  Nel corso della Conferenza, aperta al pubblico, verranno trattate le motivazioni che hanno condotto alla presentazione dei ricorsi  che hanno causato la recente decisione della Corte europea di Strasburgo e verranno analizzati gli ultimi sviluppi della vicenda Ilva.  Lo Stato italiano, infatti, è formalmente sotto processo di fronte alla Corte europea dei diritti umani, con l'accusa di non aver protetto la vita e la salute di 182 cittadini di Taranto (e di alcuni comuni limitrofi).  Condividi su Facebook

Ilva, D'Amato (M5S): decisione Corte diritti umani una prima vittoria per i cittadini di Taranto. Renzi si arrenda, il mostro va chiuso

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( L'immagine è stata realizzata dell'artista tarantina  Ezia Mitolo  )   “Una prima vittoria dei cittadini di Taranto contro il mostro dell'Ilva e un nuovo schiaffo allo scellerato piano del governo Renzi”. Lo dice l'eurodeputata del Movimento 5 Stelle, Rosa D'Amato, commentando la decisione della Corte europea dei diritti umani di Strasburgo di rinviare a processo l'Italia con l’accusa di non aver protetto la vita e la salute di 182 cittadini di Taranto dagli effetti negativi delle emissioni dell’Ilva. La Corte di Strasburgo ha dato l'ok a due distinti ricorsi: quello di Legamjonici e quello dei 129 cittadini con prima firmataria la consigliera comunale Lina Ambrogi Melle. “La Corte, nello spiegare la sua decisione – continua D'Amato - dice chiaramente che lo Stato italiano ha violato il diritto alla vita, all’integrità psico-fisica e al rispetto della vita privata e familiare e che i cittadini di Taranto non possono beneficiare di al...

Ilva, D'Amato (M5S): nuova indagine Ue non ci sorprende, Renzi ascolti Bruxelles e sganci subito i soldi per bonificare Taranto

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“La Commissione Ue ha scoperto un nuovo 'aiutino' di Renzi all'Ilva, quello dei 300milioni che abbiamo denunciato da tempo. E, come norme antitrust impongono, ha allargato la sua indagine contro l'Italia per aiuti di Stato. Ma Bruxelles, oggi, è andata oltre, e ha di fatto dato ragione a chi come noi si batte perché, sgombrato il campo dalla fuffa delle diatribe sulla vendita dell'impianto, il governo Renzi faccia cio' che puo' e deve fare immediatamente senza alcuna preoccupazione di venire stoppato dall'Ue: sganci i soldi per attuare 'le misure urgenti e necessarie' per bonificare Taranto. E poi, recuperi questi soldi da chi ha inquinato. Più chiaro di cosi' solo Renzi puo' non capirlo”. Lo dice l'eurodeputata del Movimento 5 Stelle, Rosa D'Amato, commentando la decisione della Commissione europea di allargare la sua inchiesta per presunti aiuti di Stato all'Ilva. Nel mirino di Bruxelles è finito il prestito di 300 ...

Ilva, D'Amato (M5S) Scrive a Commissione UE: “Ilva impianto insostenibile”

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Un dossier con foto e dati per mostrare lo stato in cui versa lo stabilimento dell'Ilva di Taranto e denunciare come, nonostante i numerosi salvataggi pubblici, l'impianto continui a essere insostenibile sia da un punto di vista produttivo, sia soprattutto da quello ambientale. E' il dossier che l'eurodeputata del Movimento 5 Stelle, Rosa D'Amato, ha inviato ai commissari Ue all'Ambiente e alla Concorrenza, rispettivamente Karmenu Vella e MargretheVestager. “L'Ilva è rimasta in piedi in tutti questi anni grazie agli interventi del governo italiano – si legge nella lettera spedita ai due commissari Ue – Senza questi interventi, sarebbe già stato chiuso”.  D’Amato punta il dito contro i dieci interventi effettuati per salvare l'impianto di Taranto, in barba alle direttive Ue, e in particolare l'immunità civile e penale data dal governo Renzi al commissario straordinario. L'eurodeputata segnala anche come, nonostante tutti questi aiuti che...