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Visualizzazione dei post con l'etichetta terrorismo

"Volevano colpire l'ambasciata di Israele a Roma", sei arresti per terrorismo

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Vasta  operazione antiterrorismo  nei confronti di 6 presunti estremisti islamici, alle prime ore di questa mattina, in diverse province della Lombardia e del Piemonte. Moutaharrik (uno degli arrestati oggi, ndr)  voleva colpire un attentato all'Ambasciata di Israele in Roma , chiarendo di avere contattato soggetto albanese per procurarsi le armi, non riuscendo nell'intento. Questa la conversazione intercettata ad Moutaharrik: "Ci sono tante, tante storie, amico mio io una volta mi sono alzato e messo a progettare .. ho detto che voglio picchiare (inteso come colpire e far esplodere)  Israele a Roma. Si ... l 'Ambasciata. ..  e sono andato da un ragazzo albanese a Varese e gli ho detto di procurarmi una pistola, la volevo comprare da lui e forse lui si è insospettito di me e mi ha girato le spalle, quante volte l'ho chiamato ma mi ha trovato la pistola, mi ha trovato la pistola, ma lui .....questo che ti dicevo era nell'anno 2009". Le persone arres...

Salah estradato in Francia. L'avvocato: "Ha l'intelligenza di un posacenere vuoto"

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"È un piccolo cog... ne di Molenbeek, che viene dalla micro delinquenza, uno che segue non certo un leader". Così  Sven Mary, l'avvocato difensore di Salah Abdeslam  , unico sopravvissuto tra gli autori degli attentati di Parigi, in un’intervista a 'Libération'. "  Ha l’intelligenza di un posacenere vuoto  - ha aggiunto poi il legale - È l’esempio perfetto della generazione Gta (Grand Theft Auto) che pensa di vivere in un videogioco". "Gli ho chiesto - ha detto ancora Mary - se avesse letto il Corano. La sua risposta è stata: ho letto la sua interpretazione su internet. Per le menti semplici come lui il web è perfetto, è il massimo che possa capire". Ma Sven Mary non si limita a descrivere il suo cliente. Spiega anche il suo "disagio" nel difenderlo e che più volte ha pensato di rinunciare a seguire il caso. "Non è facile addossarsi una difesa che non mi porta nulla, se non scocciature", ha detto, rivelando che più v...

Pakistan - Lahore, strage di bambini cristiani al parco divertimenti

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Di Umberto Calabrese  Decine di morti (tra i 40 e i 53 a seconda delle fonti) e circa 200 feriti in un parco divertimenti di Lahore in Pakistan. Secondo fonti locali un nazi-islamico si sarebbe fatto esplodere all'ingresso del parco che era affollato di famiglie. Le vittime sarebbe soprattutto donne e bambini.  Rivendicato l'attentato: volevano colpire i cristiani, oggi (ieri ndr), giorno di Pasqua a Lahore, in Pakistan; la Croce di Cristo la vediamo "… eretta nelle nostre sorelle e nei nostri fratelli uccisi, bruciati vivi, sgozzati e decapitati con le spade barbariche e con il silenzio vigliacco" (Dalla via Crucis di Venerdì scorso Papa Francesco) e anche oggi nel silenzio assordante sessanta morti innocenti nel parco giochi, bimbi con le loro mamme e i loro papà, i loro nonni, tutti rei solo di essere cristiani. Ma non vedrete palazzi colorarsi della bandiera del Pakistan, nessuno su Facebook metterà la sua faccia con i colori del Pakistan, s...

Deradicalizzare è il nuovo modo di combattere il terrorismo

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Se ne parla in rete, ora anche in Belgio, in Francia, è lo strumento per spostare in giù il livello dello scontro, far capire a chi si è spostato avanti, a causa di una propaganda martellante dello stato islamico, che si può tornare indietro. Sarà senz'altro anche compito dei mussulmani che non hanno sposato la violenza, quelli che hanno sempre detto che il terrorismo è fuori dal Corano, come da ogni religione, che è solo delinquenza pura, terrore e basta.  Togliere il brand a questi scalmanati, isolarli, come vanno isolati coloro che si nascondono dietro finti protagonismi libertari come Anonimous per colpire la libera informazione.  Ora più che mai occorre informare per colpire, dire la verità per far impallidire la menzogna, occorre difendere la libertà vera che si ravvisa nei volti dei bambini e delle donne migranti che sono la maggior parte di coloro che fuggono; la parte più debole, sempre quella. Rimandarli indietro significa ucciderli. Lo dobbiamo dire, a...

Stop soldi a Isis dice la Clinton, noi lo diciamo da termpo

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  Per combattere Isis c'è "bisogno che le banche europee smettano di finanziare il terrorismo, che gli aerei europei effettuino missioni in Iraq e Siria, e che le forze speciali europee partecipino all'addestramento delle forze locali anti-Isis sul territorio". Lo afferma Hillary Clinton. "I terroristi cercano di mettere a rischio i valori democratici, ma non avranno successo", ha quindi aggiunto. Noi lo diciamo da tempo. In  questo post del 25 maggio 2015 scrivevamo:  Togliete il bancomat all'Isis, subito, chiudete loro i riforn imenti! E' risaputo che dietro l'avanzata di questi assassini ci sia un impero economico. Quando, nei siti di disinformazione si parla di rapporto tra Usa e Isis, il fondo di verità è un altro, sono nazioni, amiche degli Stati Uniti, che sono alleate dell'Isis. Questo spiega in parte la titubanza nella risposta. Se non analizziamo questo aspetto su chi armi Isis e su quali siano le sue fonti finanziar...

La nostra normalità, la nostra paura vincerà il Terrorismo di Umberto Calabrese

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La paura ci rende coraggiosi ed è la paura che ci ha fatto evolvere e creare la nostra civiltà. Non chiudetevi nelle case, nel privato: è quello che vogliono i terroristi islamici! Certamente dobbiamo essere prudenti, essere informati e seguire alla lettera le disposizioni che le autorità ci diranno di seguire. Ma provare paura è cosa naturale, la provarono i nostri avi, e la proveranno i nostri discendenti, senza paura l'uomo non evolve. Non è forse la paura di non avere da mangiare, che ci trasformò da nomadi in agricoltori? Non è forse la paura di non avere acqua da bere che fece dell'antica Roma il più grande Impero, che sì, si impose con le armi, ma si impose soprattutto con la sua capacita di portare l'acqua con i suoi acquedotti in tutto il mondo conosciuto... la paura ci rende forti, e coraggiosi. La nostra Civiltà dell'Amore, dell’umanesimo, la nostra civiltà cristiana, la nostra solidarietà, il nostro progresso con le sue ombre e luci, l'emancipa...

"Non voglio finire in cella con Salah" scrive il terrorista prima di farsi saltare

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"Non voglio ritrovarmi in una cella con   Salah Abdeslam". E' quanto ha scritto Ibrahim El Bakraoui, il kamikaze che si è fatto esplodere all'aeroporto di Bruxelles, in un computer che era stato buttato nella spazzatura ed è stato ritrovato dalla polizia, secondo quanto ha riportato il procuratore federale belga Frederic Van Leeuw. Salah Abdeslam è in qualche modo l’architrave dell’attentato. Il fatto che sia stato arrestato e la paura che lui parlasse sono stati i detonatori del tutto. Del resto i media avevano parlato – nei giorni scorsi e subito dopo il suo arresto - della disponibilità di Salah a collaborare e ciò viene anche spiegato da quello che è stato trovato nel computer; difatti il procuratore dichiara che nel testo il kamikaze afferma di "essere nel panico, di non sapere che fare, di essere ricercato ovunque". Il riserbo estremo in questi frangenti, trattandosi di terrorismo internazionale, deve essere la regola. Stiamo di fronte a ...

Bruxelles, il racconto di un'italiana: "Ero vicina alla metro, ho avvisato chi stava arrivando"

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Come tutte le mattine stava  passando davanti all’ingresso della Maelbeek Metro Station , in pieno centro di Bruxelles a pochi passi dalle istituzioni dell'Unione europea "e improvvisamente sono arrivate tre auto della polizia che si sono messe di traverso sulla strada. I poliziotti, armi in pugno, sono entrati in fretta e furia nella metro. Ho visto che sono arrivati  altri blindati della polizia  e dei vigili del fuoco e lì ho capito che c'era stata un'esplosione anche lì. Ho deciso di tornare indietro e  avvisare chi si stava recando alla stazione ". E' la testimonianza di Elena Lai, giovane cagliaritana che lavora a Bruxelles in una importante società di consulenza internazionale, raggiunta telefonicamente dall’Adnkronos dopo l'esplosione alla Maelbeek Metro Station.  "Abito in un quartiere molto vicino alle istituzioni comunitarie dove c’è una piazza con numerosi ristoranti e bar, un ritrovo conviviale dove ci si ritrova spesso seduti ai ...

"C'erano corpi e sangue ovunque", i racconti dei testimoni degli attentati di Bruxelles

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Abbiamo visto le persone saltare in aria e poi cadere pesantemente a terra". " Ci sono corpi smembrati ovunque ". "C'è sangue dappertutto". Sono questi alcune delle  scioccanti testimonianze scritte su Twitter  da coloro che si trovavano all’aeroporto diBruxelles Zaventem al momento delle esplosioni che hanno devastato la sala partenze, provocando numerosi morti. Secondo quanto hanno raccontato diverse persone al giornale 'La Libre Belgique', i boati delle esplosioni sono stati preceduti da  spari e urla in arabo . "Ero nella hall delle partenze, al Gate 10 quando ho sentito la prima esplosione, verso le 7 e 45 - ha detto Marie-Odile - Molte persone si sono messe a correre verso l'uscita. Poi c'è stata una seconda esplosione fra il gate 8 e il 9.  Dei pezzi del soffitto sono caduti . E' scoppiato il panico. Ho visto feriti, ma non gravi". Philippe Lenaerts si trovava nei pressi dell'aeroporto con il suo taxi. ...

Bruxelles: risposte chiare e non emotive! nota di Umberto Calabrese

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Bruxelles 34 le vittime della follia dell'Isis che rivendica la strage ancora presto per sapere se fra le innocenti vittime ci sono italiani. La Farnesina raccomanda ai connazionali che sono a Bruxelles di restare a casa o negli uffici, ricordo il numero dell'unità di crisi 0636225. Ho avuto modo di avere notizie dei tanti amici che ho a Bruxelles, e Strasburgo stanno bene grazie a Dio. Credo che sia necessario una maggiore collaborazione fra i Servizi segreti europei. Siamo in guerra le nostre libertà sono a rischio, ma credo che nel rispetto dei provvedimenti che saranno presi, la migliore risposta è continuare nelle nostre quotidianità, nella nostra cultura, nel nostro gusto e rispetto della vita, nel nostro essere europei. I barbari non sono alle porte sono entrati sono nelle nostre città, ma questo non è una debolezza se sapremo, non farci prendere dal panico, se sapremo continuare con gioia la nostra vita quotidiana, nel rispetto ed attuazione delle inevitabili misu...

Attacco al cuore dell'Europa,.la terza guerra mondiale a pezzi

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Non sarà l’ultimo atto, la guerra è in atto. Lo dicono soprattutto loro, difatti dal Cairo l’Isis rivendica gli attentati compiuti oggi nella capitale belga Bruxelles. Con una nota diramata dall'agenzia di stampa "Amaq", che fa capo al gruppo terroristico, tramite il social network"Telegram", la responsabilità della serie di attentati che hanno provocato la morte di 26 persone, sottolineando la velocità con la quale sono stati messi a segno. Nel messaggio di rivendicazione non si trovano altri particolari circa l'attacco ma si promette, alla fine, l'esecuzione di ulteriori attentati in Europa.    Quindi siamo in questa terza guerra mondiale a pezzi come dice il Papa e come crediamo noi.  Il cuore dell’Europa è colpito. Sentire la cronaca alla radio della capitale del Parlamento Europeo che blocca le frontiere e la città significa tanto.  Questa è una guerra di fronte alla quale nessuno è preparato, dove la fonte dalla quale si abbeverano quest...

Bari - In fuga dal terrorismo - Dagli scenari di guerra agli attacchi in Europa

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Il Coordinamento della provincia di Bari degli attivisti del Partito Socialista Europeo, (Attivisti PES), organizza il dibattito dal titolo: “ In fuga dal terrorismo. Dagli scenari di guerra agli attacchi in Europa ”. Appuntamento a Bari, venerdì 11 marzo alle ore 18:00, presso lo Spazio Giovani sito in Via Venezia 41, sulla Muraglia del Borgo antico. Un incontro “vista mare” nel corso del quale, partendo dalle testimonianze dirette di chi il terrorismo l'ha vissuto sulla propria pelle, si parlerà di come le organizzazioni terroristiche agiscano negli scenari di guerra e nelle aree di crisi, e delle modalità attraverso le quali tale fenomeno venga recepito nel Vecchio continente, con importanti ripercussioni psicologiche, sociali e culturali per i cittadini europei. Sulla scorta della viva testimonianza di alcuni migranti provenienti da diverse aree di crisi (Afghanistan, Siria, Nigeria, ecc.), interverranno: il Dott. Mario D'Alessandro, Operator...