Grottaglie tra realismo e utopia
Di Francesca Romana Micera Mi è bastato ascoltare i diversi comizi elettorali, in vista delle prossime Elezioni Amministrative che si terranno anche nella nostra cittadina, il prossimo cinque giugno, per avvertire, forte e chiaro, il clima di capillare sfiducia nei confronti della dimensione politica locale, da parte dei miei concittadini. Così come m'è parso che l'epidermide concettuale che riveste i programmi, le persone, le parole, sia porosa di un vuoto contenutistico pressoché imbarazzante. In quest'ultimo periodo, si è consolidata, in me, l'idea secondo cui la politica è passione. Di essa soltanto si nutre e con essa soltanto può avanzare la pretesa di sfamare una collettività. I grandi comunicatori politici non sono urlatori improvvisati. Né si fregiano del carisma non certo travolgente del direttore d'azienda, che s'è scordato che, più che elencare fantomatici punti di programmi elettorali, è lì per smuovere gli animi. Magari, si potrebbe part...