Al 70% le firme per il NO e c'è tempo fino al 31 gennaio
Analisi del Raggiungimento del Quorum Referendario Valutazione delle firme raccolte e proiezioni fino al 31 gennaio 2026
Il raggiungimento del quorum è sempre stato uno degli ostacoli principali in ogni iniziativa referendaria, ma in questo caso ha un altro significato, con il referendum già indetto dalle camere, significa battere l'arroganza dell'esecutivo.
Al 12 gennaio 2026, i dati mostrano che il 70% del totale necessario (500 mila firme) è già stato raggiunto, a 19 giorni dalla scadenza del 31 gennaio. Quest' analisi si propone di esaminare il trend delle firme raccolte e di valutare le prospettive di superamento del quorum entro la data stabilita.
Cosa stabilisce la legge per il referendum costituzionale?
L'Ufficio centrale per il referendum presso la Corte di cassazione ha 30 giorni dalla presentazione per decidere sulla legittimità della richiesta. In caso di irregolarità, i promotori hanno 5 giorni per presentare deduzioni e 20 giorni per sanarle, dopodiché l'Ufficio si pronuncia in 2 giorni.
Indizione del referendum: In seguito alla comunicazione
dell'ordinanza che ammette il referendum, il Presidente della Repubblica, su
deliberazione del Consiglio dei ministri, indice la consultazione con
proprio decreto entro 60 giorni.
Data del voto: Il referendum si svolge in una domenica (con
operazioni di voto estese al lunedì successivo) tra il 50° e il 70° giorno successivi
all'emanazione del decreto di indizione.
Va da sé che la consultazione richiesta, come prevede la Costituzione, direttamente dal popolo, assume un nuovo connotato di richiesta referendaria e rimette in discussione la deliberazione del governo Meloni che ha stabilito il 21 e 22 marzo. Stante i nuovi tempi, se il decreto di indizione della Cassazione, dopo il computo delle firme, è per la metà di febbraio il 50esimo giorno è dopo Pasqua tra il 10 aprile (50esimo giorno) e il 30 aprile (70esimo giorno)
Il comitato per il NO vuole procrastinare la campagna per recuperare il gap informativo dovuto al bombardamento dei fautori del SI che godono dell'appoggio governativo.
Fu cosi anche per il referendum proposto da Renzi nel 2016 che, all'avvio, pareva esplodere di consenso, mentre la campagna del No lo bloccò col 59,1% dei voti,
Il referendum popolare è stato lanciato prima di Natale e, fino ad oggi, sono state raccolte una media di 15.676 firme al giorno.
Questo ritmo
costante riflette un alto livello di mobilitazione e partecipazione,
probabilmente favorito anche dall’urgenza e dal coinvolgimento sociale che il
tema del referendum suscita e quel recupero di informazione su richiamato. E' indubbio che conterrà anche un giudizio sul governo di Giorgia Meloni. Soprattutto per ciò che riguarda i cittadini che da questa riforma proposta non avrebbero alcun beneficio sulla lungaggine dei processi, non risolve la carenza di organici ecc..
Proiezione delle Firme fino al 30 Gennaio
Considerando che mancano ancora 19 giorni alla scadenza, se
si riuscisse a mantenere la media giornaliera di 15.676 firme, si potrebbero
raccogliere firme sufficienti. Non diciamo oltre per scaramanzia.
IL 70 per cento è un ottimo trend e questo risultato rappresenta un segnale positivo per il comitato promotore e per tutti i cittadini coinvolti, che possono guardare con fiducia alla conclusione della raccolta firme.
· Percentuale raggiunta al 12 gennaio: 70%
· Firme raccolte fino ad ora: 344.000
· Media giornaliera: 15.676 firme
·
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Foto di Venita Oberholster da Pixabay

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