Trump il massimo propalatore di notizie false
Foto o un video fino ad alcuni anni fa rappresentavano la prova che un evento si fosse verificato.
Ora non è più così. Assistiamo al
proliferare dei deepfake, cioè, contenuti come foto, video ma anche
registrazioni vocali creati dall’intelligenza artificiale generativa partendo
da immagini e voci di persone realmente esistenti.
I deepfake hanno un potenziale distruttivo,
anche perché grazie ai social e ai sistemi di messaggistica immediata possono
essere creati e diffusi molto velocemente, cosa che può mettere in crisi i
debunker, cioè i cosiddetti cacciatori di bufale, che non riescono a stare
dietro a tutti questi contenuti.
Nel caso dell’operazione in Venezuela, i deepfake hanno segnato conferenze stampa e reti sociali. La falsificazione dei video che riguardano il popolo venezuelano è verificabile come fact checking all’indirizzo
https://apnews.com/article/trump-venezuela-fact-focus-32631eb5cf2e3679d816a59f8464cdc7.
Letteralmente fact checking vuol dire “verifica dei fatti”.
Una serie di immagini fabbricate
sul blitz in Venezuela iniziava a circolare dopo la cattura di Maduro. Il presidente Donald Trump ha contribuito al
diluvio, condividendo diversi video che, a suo dire, mostravano venezuelani che
festeggiavano l'operazione.
Nel frattempo, immagini inventate dell'arresto di Maduro sono state ampiamente condivise su diverse piattaforme.
Ecco uno sguardo più approfondito ai fatti.
Prima verifica risultata falsa: video di una
grande folla che inizia a correre in una strada buia mostra i venezuelani che
festeggiano dopo la cattura di Maduro.
Questo è falso. Il video, girato dall'alto, mostra gli studenti
dell'Università della California, Los Angeles, che partecipano lo scorso
dicembre alla "Undie Run", una tradizione trimestrale durante la
quale gli studenti corrono in mutande il mercoledì sera della settimana degli
esami finali.
Trump è stato tra coloro che
hanno travisato il video. Nella versione che ha condiviso su Truth Social, si
sente la folla applaudire a gran voce mentre una musica sinistra risuona in
sottofondo. Una didascalia recita: "Il Venezuela festeggia, i Democratici
piangono". I punti visibili delle zone sono chiaramente identificabili: il
Wasserman Football Center e il Meyer and Renee Luskin Conference Center.

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