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L’emigrazione italiana e la Ciociaria

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Nella plurisecolare vicenda della storia dell’Italia la emigrazione ne rappresenta l’evento più terribile e traumatico e allo stesso tempo più glorioso e importante: si calcola che negli anni a partire dalla seconda metà del 1800,  circa trenta  milioni di italiani hanno abbandonato le loro terre: una cifra spaventosa che  nessun’altra nazione  registra di siffatta colossale entità! E’ quando ha scritto  Michele Santulli , docente universitario e studioso della ciociaria sul ‘Il Corriere Nazionale –  www.corrierepl.it , Calcolando i successori e gli eredi di tutta questa umanità disperata ma intrepida e coraggiosa, all’estero è presente, oggi, un’Italia numerosa una volta e mezzo quella originaria! La nemesi altrettanto terribile e sconfortante vuole che questi circa ottanta-novanta milioni di originari italiani sparsi in tutto il pianeta, specie quelli  in qualche modo sentimentalmente ancora legati alle antiche radici,  in questi ulti...

LondonONEradio, la radio italiana a Londra, ma aperta al mondo

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La comunicazione per gli italiani all’estero: come e perché, secondo il fondatore Philip Baglini di Goffredo Palmerini LONDRA – Tra gli innumerevoli aspetti dell’emigrazione italiana, che ancora sfuggono ad una conoscenza non epidermica, ma seria e consapevole, c’è la questione della comunicazione. Esiste, infatti, un’insospettata e vasta rete di stampa italiana all’estero, costituita da giornali, periodici, testate on line, radio e televisioni. Davvero un efficiente sistema di mezzi di comunicazione che copre gran parte del pianeta, se si considerano i continenti e i paesi raggiunti in un secolo e mezzo dall’emigrazione italiana. Alto il potenziale dei lettori, sia tra gli oriundi italiani nel mondo - che le stime attestano intorno agli 80 milioni - sia tra gli italiani in patria. Una rilevazione di cinque anni fa ha censito all’estero ben 775 testate: 455 tra giornali, periodici e testate on line, cui s’aggiungono 274 radio e 46 televisioni che trasmettono prog...

Monsignor Ottavio SILVESTRI un grande sacerdote abruzzese a Brooklyn

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Piccoli cammei di grandi abruzzesi nel mondo Di  Geremia Mancini * Monsignor   Ottavio SILVESTRI ,   un grande sacerdote abruzzese. A lui migliaia e migliaia di bambini e di poveri emigranti italiani debbono tutto. La chiesa che realizzò divenne un punto di riferimento religioso, umano e soprattutto un “ricovero degli ultimi”. Era per tutti “Papà Ottavio”. Un grande uomo. Monsignor Ottavio SILVESTRI era nato a   Sant’Egidio alla Vibrata   (Teramo) il 30 maggio 1875. Dal 1885 a 1897 fu ospite del Seminario di Ascoli Piceno e nel dicembre del 1897 fu ordinato sacerdote. Negli   Stati Uniti   giunse nel 1906 e solo nel 1911 divenne cittadino americano. Ma da subito si impegnò a creare mense per i poveri e a sostenere in ogni modo i suoi connazionali.  Erano in molti a chiamarlo “Papà Ottavio”.  Nel 1919 acquistò un terreno su cui nel 1921 costruì ed inaugurò la Parrocchia di San Giuseppe, a  Brooklyn . Questa...

Eugene Victor Alessandroni, da avvocato imbattibile a giudice di Philadelphia

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di Geremia Mancini * Eugene Victor (Eugenio Vittorio) Alessandroni nasce il 24 gennaio 1887 a Capestrano (L’Aquila), da Pierluigi e Carmela Jafolla. Il piccolo Eugene arriva negli Stati Uniti nel 1891 e già da piccolo mostra una straordinaria capacità di apprendimento. La nuova lingua diventa subito la sua e in futuro la userà nella aule dei tribunali con straordinaria maestria. Lui sarà il primo di ben 8 figli. Ma la strada di questo ragazzo figlio di emigranti non è facile. Da subito aiuta i genitori nel loro negozio di alimentari ed in particolare nella consegna a domicilio. E la sera si dedica agli studi. Raccontava che spesso si addormentava, per la stanchezza, sui libri. Ma Eugene aveva capito da subito che la strada del riscatto passava necessariamente dagli studi.   Geremia Mancini Spinge anche i fratelli a migliorarsi e ci riesce, tanto che la famiglia Alessandroni produrrà una ventina di prestigiosi avvocati di Philadelphia . Contestualmente al lavoro...

Palerno - Le associazioni protestano presso la Regione sul servizio emigrazione e immmigrazione

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Le Associazioni storiche che rappresentano l’emigrazione siciliana nel mondo, riunite a Palermo martedì 5 Aprile, preoccupate sul piano politico istituzionale dell’assenza  di ogni e qualsiasi intervento o attenzione  che riguardi milioni di siciliani nel mondo e più recentemente la grave emorragia di risorse intellettuali  e professionali maturatesi in Sicilia,  che rappresentano il consistente fenomeno della nuova emigrazione costrette ad emigrare all’estero, denunciano quanto segue. La principale causa di tale crisi nasce dalla dismissione in via amministrativa di una legge regionale, la 55/80, che ha costituito per diversi lustri modello e riferimento legislativo di altre Regioni; Il mancato impinguamento di spesa di tale legge impedisce il contatto con le comunità emigrate nel mondo e il suo gruppo dirigente espresso dalla Consulta regionale dell’emigrazione  e dell’immigrazione che pertanto non può riunirsi, come non si riunisce, a differenza d...

Nella tragedia dei profughi e rifugiati il dramma dei bambini: la storia di Malik

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Malik è un bambino siriano di 4 anni . Vive in un seminterrato a Ghouta, nei sobborghi a est di Damasco, quando il gas di un  attacco chimico colpisce  lui, sua madre Khulud e la sorellina.  Qualche mese dopo  lo stomaco di Malik inizia improvvisamente a gonfiarsi e a fargli male . All'ospedale di Damasco, la mamma scopre l'atroce diagnosi:  Malik ha un tumore ai reni  e viene operato. Ma in un paese in guerra, può una madre essere sicura che suo figlio abbia tutte le cure necessarie? Khulud non ha altra scelta che fuggire dalla Siria, portare Malik e la sorellina in Giordania. Arrivati al campo di Za'atari, Malik viene subito trasferito al  Jordan University Hospital  dove inizia la chemioterapia.   Oggi Malik sta meglio e l'ultima risonanza magnetica non mostrava più tracce del tumore. La sua storia è il simbolo della sofferenza, ma anche della forza di milioni di siriani vittime di una guerra crudele che domani entrer...