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LA VITA DI...La mia rinascita – Racconto

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Ricevo e con il suo permesso pubblico questo racconto autobiografico di Daniela Lelli col quale ha vinto un primo premio ad un concorso locale ed il primo premio al Salone del libro a Torino... e come aggiunge nel messaggio che socializzo, “L’importante non sono i premi ma il sapere che è arrivato il concetto che la possibilità di rinascere c'è sempre  Di Daniela Lelli  Il turno di notte sconvolge sempre il mio equilibrio, non riesco mai a recuperare il sonno perso; di solito l’ora tragica, se non ci sono emergenze, corrisponde alle 4/5 del mattino quando vorresti avere a disposizione un letto per tuffarti dentro anche tutta vestita.  Durante questi momenti mi riprometto sempre, una volta arrivata a casa, di andare subito a dormire, ma poi passa l’ora critica, do le consegne alla collega, prendo il caffè ed ecco che d’incanto mi passa il sonno. L’aria del mattino contribuisce alla ripresa e anche se mi impongo di andare a letto una volta arrivata a ca...

La corsa di Luisetta, sette anni dopo il terremoto

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Storie fantastiche dal cratere aquilano racconto di  Luigi Fiammata Comincio da qui. Quasi all’incrocio con la strada per Pizzoli. In salita, da Cansatessa verso L’Aquila. Ho il sole negli occhi, che è già alto; me la sono presa comoda, stamattina. Sono le otto e mezzo. Ma, oggi, per me, è un giorno importante. L’hanno ridipinta di viola, quella casa. Di sicuro è una scelta scaramantica. Non lo sapevo che, tutta quella terra libera, l’avessero riempita di materiali per l’edilizia. Sembra un accampamento sporco. Recintato. Dentro ci sono anche i prefabbricati, come se già volessero iniziare a costruire, anche qui, che ci giocavo col mio cane, prima. Ci devo riuscire. Stamattina, è la prima volta, che ci provo, dopo sette anni, precisi. Sono venuta qui, ad iniziare da qui, perché ci abitavo, qui. In quella casa dietro questa recinzione a maglie di ferro, e pali. Anche da questa parte, un magazzino di materiali da costruzione all’aperto; là, in alto, luccicano le cime ...

Le leggende del castello nero racconto fantastico di Iginio Ugo Tarchetti

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Concludo la pubblicazione dei racconti di questo straordinario autore de l'800 con questo capolavoro. Tarchetti, qui in foto, è molto amato da amanti dell'horror nella letteratura, come Edgar Allan Poe. Ma è nostro, intanto, patrimonio nazionale e per questo gli siamo riconoscenti per averci dato le emozioni di una lettura appassionata e coinvolgente. Buona lettura  «Non so se le memorie che io sto per scrivere possano avere interesse per altri che per me - le scrivo ad ogni modo per me. Esse si riferiscono pressochè tutte ad un avvenimento pieno di mistero e di terrore, nel quale non sarà possibile a molti rintracciare il filo di un fatto, o desumere una conseguenza, o trovare una ragione qualunque. Io solo il potrò, io attore e vittima a un tempo. - Incominciato in quell'età in cui la mente è suscettibile delle allucinazioni più strane e più paurose; continuato, interrotto e ripreso dopo un intervallo di quasi venti anni, circondato di tutte le parvenze dei sogni...

La lettera u (manoscritto di un pazzo) - racconto di Iginio Ugo Tarchetti

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In questo racconto, tratto dal libro. " Storie Fantastiche" di Ugo Tarchetti, uno dei maestri della scapigliatura milanese, la parola è data a un personaggio che ha una sorta di teatralità nel suo modo di esplicarsi. Un tormentone, monologo che ha certamente il suo effetto scenico. Non è un caso che troviamo in rete l'immagine di una associazione di Milano, la Compagnia del The che omaggia questo autore milanese del XIX° secolo.  U! U! Ho io scritto questa lettera terribile, questa vocale spaventosa? L'ho io delineata esattamente? L'ho io tracciata in tutta la sua esattezza tremenda, co' suoi profili fatali, colle sue due punte detestate, colla sua curva abborrita? Ho io ben vergata questa lettera, il cui suono mi fa rabbrividire, la cui vista mi riempie di terrore? Sì, io l'ho scritta. Ed eccovela ancora: U Eccola un'altra volta U Guardatela, affissatela bene - non tremate, non impallidite - abbiate il coraggio di sos...