Ambiente, popolazione e consumo di suolo
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| Foto di mehrunissa da Pixabay |
Dinamiche demografiche e consumo di suolo: finanziamenti per la rinaturalizzazione in Puglia
Nel periodo 2019–2025 l’analisi del quadro demografico
italiano mostra una progressiva contrazione della popolazione residente, pari a
–1,5%, corrispondente a circa 882 mila abitanti in meno. Dietro il dato medio
nazionale vi sono tuttavia profonde differenze territoriali, sia per intensità
sia per distribuzione geografica.
Le riduzioni più notevoli si presentano nel Mezzogiorno e
nelle aree interne. Il Molise registra il calo più elevato (–5,2%), seguito da
Basilicata (–5,1%) e Calabria (–4,2%). In Sardegna la popolazione diminuisce
del –3,8%, mentre la Campania perde il –2,9% dei residenti. Sicilia e Marche mostrano
una contrazione del –2,6%, mentre in Puglia, Umbria e Abruzzo si è sul –2,5%.
Anche la Valle d’Aosta registra una riduzione significativa (–2,3%).
Nel 2025, la popolazione residente in Puglia è stimata in
3.874.166 unità, con una diminuzione dello 0,42% rispetto al 2024, confermando
una tendenza decrescente ormai strutturale. Tale dinamica solleva criticità
rilevanti in termini di sostenibilità sociale, economica e territoriale,
richiedendo politiche di interventi mirati su natalità, flussi migratori,
attrattività territoriale e riequilibrio generazionale.
Il Rapporto del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente SNPA per il 2024
“Consumo di suolo, dinamiche territoriali e
servizi ecosistemici”, evidenzia un progressivo incremento delle superfici utilizzate,
possiamo definirle “consumate”, con effetti significativi sulla qualità
ambientale e sugli ecosistemi. Nel 2024, in 15 regioni risulta consumato oltre
il 5% del territorio, con valori massimi in Lombardia (12,22%), Veneto (11,86%)
e Campania (10,61%).
Riguardo al consumo annuo, quello maggiore si registra in
Emilia-Romagna (circa 1.000 ettari), dove si presenta anche il più elevato
livello di recupero, con l’86% del suolo consumato classificato come
reversibile. Per il consumo dell’anno seguono Lombardia (834 ettari), Puglia
(818 ettari), Sicilia (799 ettari) e Lazio (785 ettari). Gli incrementi
percentuali più elevati del 2024 si osservano in Sardegna (+0,83%), Abruzzo
(+0,59%), Lazio (+0,56%) e Puglia (+0,52%).
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| Foto di THỌ VƯƠNG HỒNG da Pixabay |
L’analisi dei due fenomeni mostra come la relazione tra crescita demografica e consumo di suolo non sia più lineare. In molti dei contesti analizzati, il consumo del territorio continua ad aumentare anche in presenza di una popolazione stabile o in diminuzione.
Ciò è riconducibile a modelli insediativi dispersi, quindi alla riduzione della dimensione media dei nuclei familiari e alla crescita delle superfici adibite ad usi non residenziali, quali infrastrutture, logistica e aree commerciali.
Scelte di pianificazione territoriale.
Ne deriva un aumento del consumo di suolo pro capite, che dipende sempre più anche dalle scelte di pianificazione territoriale.
Le preoccupanti conseguenze ambientali includono la perdita
di suolo agricolo, l’incremento del rischio idrogeologico e una maggiore
pressione sugli ecosistemi. Per tali motivi, le politiche più recenti puntano
alla riduzione dell’ulteriore consumo di suolo e alla promozione della
rigenerazione urbana.
Il Rapporto SNPA evidenzia anche esperienze positive di
rinaturalizzazione. Con il termine ripristino si indica il ritorno del
suolo ad una condizione naturalizzata, spesso in seguito della rimozione di alcuni
cantieri. Nel 2024 tali interventi hanno interessato 5,2 km², in diminuzione
rispetto agli 8,2 km² del 2023. Un esempio significativo è il caso dell’Emilia-Romagna,
dove sono stati ripristinati 143 ettari, principalmente attraverso la
rinaturalizzazione di cave dismesse e la chiusura di cantieri infrastrutturali.
Il tema del ripristino del suolo è stato affrontato a
livello europeo con l’approvazione, il 23 ottobre 2025, della prima Direttiva
sul suolo, che definisce un quadro comune per il monitoraggio della salute dei
suoli e il contrasto al loro degrado. In tale contesto, il sistema di
monitoraggio SNPA ha rappresentato un punto di riferimento rilevante.
Rinaturalizzazione dei suoli degradati o in via di degrado, in ambito urbano e periurbano”
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| Foto di hartono subagio da Pixabay |
A livello regionale, in Puglia, con la Determinazione n. 443 del 16 ottobre 2025, è stato approvato il Bando “Rinaturalizzazione dei suoli degradati o in via di degrado, in ambito urbano e periurbano”, finanziato tramite il Fondo per il contrasto al consumo di suolo. Il Bando è rivolto agli Enti Locali della Regione Puglia e finanzia interventi di rinaturalizzazione destinati alla realizzazione di aree verdi ad uso pubblico, nelle aree urbane e extraurbane.
La procedura di selezione è articolata in tre fasi consecutive
la cui competenza è affidata alla Regione Puglia (Fase 1), all’Autorità di
Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale (Fase 2) e al Ministero
dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (Fase 3).
Un aspetto estremamente rilevante riguarda il termine per la
presentazione delle istanze, inizialmente fissato in 60 giorni dalla
pubblicazione sul BURP, è stato prorogato al 30 gennaio 2026 (con
Determinazione Dirigenziale n. 580 del 17 dicembre 2025), fornendo così una
opportunità ulteriore per gli enti locali pugliesi.



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