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Drammaturgia sacra medievale: origini, evoluzione, decadenza

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Il fenomeno della drammaturgia sacra medievale, lungo oltre un millennio, al di là di ogni valutazione di genere letterario, è tra le forme creative di maggior suggestione, supportato da genuina adesione, appartenenza, devozione autentica e coinvolgente. di Gabriella Izzi Benedetti *  L’avvento del  Cristianesimo  determina un mutamento profondo delle coscienze. Si modificano sensibilità, obiettivi, senso comunitario, si verifica una rivoluzione globale e irreversibile, che da un lato trova ostilità, dall’altro travolge quanto di decadente era già in atto nel mondo classico, in molteplici aspetti, compresa la formula teatrale.  La drammaturgia classica, durante il Medioevo, prosegue in forma ingenua e grezza, lontana dalla eleganza anteriore, e intanto sorge una produzione legata alla nuova liturgia, che si esprime con dignità linguistica e strutturale, capacità teatrale. Il fenomeno è di livello europeo; le varie realtà sono simili nel passaggio...

Sant’Agostino

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  [Gesù disse ai suoi discepoli]: -Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora -.Poiché nessuno di noi conosce né il giorno né l’ora in cui morrà qua in Terra dobbiamo comportarci bene sempre. Questa ovvietà mi ispira dal ottobre 2003,mese della conversione da agnostico a credente. Sant’Agostino e papa Woityla furono gli interpreti di Dio autori del cambio di vita.Confesso brevemente che, al tempo del liceo, comunicato e cresimato, smisi di praticare Dio in un corso in Castel del Vescovo (e al liceo per un prete, certo di quel che ci diceva a scuola sull’indiscutibilità del matrimonio, ‘sempre stato e praticato così’). Andai all’università, dove il professore di antropologia culturale mi indusse a leggere sant’Agostino a proposito della relatività dei valori.  Lessi la prima volta Le confessioni (libro diventato logoro e riacquistato diverse volte). L’autore restò l’unico filosofo indiscusso nella mia vita da sociologo prevalentemente agnostico. Oggi, lo S...

Santa Maria Maddalena in zumero

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  Di Carlo Forin 10- 5- 26 ore 9,28 Ho aggiunto ai primi quattro lessemi altri due, nun, unu. Siamo già a sei. CARLO PERSONALE contiene Gioia zum. ig. uia ‘aperto alla via’. EN, Signore, tienimi ‘aperto alla uia’. Ore 15,46 11-5-26 ore 4,08, 5,15 Ho chiarito col VII lessema il nome di Dio IL, con l’VIII il nome triadico di Gesù. Col IV lessema ni-EN-te = Il Signore (EN) riporta (te) a sé (ni) il lessema niente indica che niente non significa 0, e tutto è Dio, il Signore. Ore 13,26 Sono già a nove lessemi in tre giorni. 12-5- 26 ore: 0,09 ho il lessema decimo ‘mezzanotte’ a pag. 99 di Halloran. Mi convinco col decimo lessema a costruire il Lessico Zumero dal 12-5-26 fino alla mia morte. Io non ho l’obiettivo di morire. Con ciò andrò avanti kalam, con calma [LA- AM- KA “abbondanza – sia- nell’anima, lemma già computato], senza la fretta che mi caratterizza. Mi correggo operativamente nel carattere e faccio meglio l’opera più importante della mia vita lasciando all...