Fragagnano (Taranto) “Passio Christi Freganium et Passio Christi Tarentum”
Due eventi culturali legati alla Rievocazione Storica della“ Passione
Vivente di Cristo”
in programmazione Domenica 20 Marzo a
Fragagnano e Martedì 22 Marzo a Taranto alle ore 18,00.
di Vincenzo Ludovico
Fragagnano (Ta) – Fin dalle prime luci dei freddi mesi autunnali,
nel cuore del piccolo e preistorico borgo di Fragagnano, la macchina
organizzativa del meraviglioso e singolare evento rievocativo della “Passione Vivente” è totalmente in
fervore per realizzare e promuovere un evento tragico ma al tempo stesso toccante,
legato alla rievocazione storica degli ultimi momenti di vita di Nostro Signore
Gesù. Col titulus “Passio Christi” si intende concretizzare la sofferenza
e l'interminata agonia di Gesù
Cristo che hanno portato alla
sua morte. Insieme all'incarnazione e
alla successiva risurrezione, scrive uno dei due grandi misteri del Cristianesimo
Antico. Gli ultimi avvenimenti della “Passio
Christi” vengono ancora oggi celebrati e concretizzati dai cristiani di
tutto il mondo nella cosiddetta "Settimana Santa", settimana che
precede la Santa Pasqua. Le storie
della Passione di Cristo, in latino, dunque, Passio Christi traggono umilmente origine direttamente
dai Vangeli. L'uso
sottende la radice etimologica,
dal verbo latino “patior”,
"patire" inteso come "soffrire". In seguito il
termine si è esteso per indicare il racconto del supplizio subìto dai santi martiri della
Chiesa.
I vangeli canonici, dunque, rappresentano le principali fonti cronologiche
relative agli avvenimenti del processo e della Passione di Gesù Cristo, morto
sulla croce e risorto dissigillando la tomba litica, per la salvezza del genere
umano. Gli strumenti di tortura utilizzati nella Passio
Christi sono quegli oggetti che,
secondo la tradizione antica, furono usati per la flagellazione e la crocifissione di Gesù, come il “flagellum” la verga, la, croce, i chiodi e la corona
di spine. Secondo un'antica tradizione cristiana, gli oggetti della Passione furono
ritrovati intorno al IV secolo
d.C. da Elena, madre dell'imperatore Costantino
I, poi considerata santa soprattutto per questo motivo. Sotto la giurisdizione dell'Impero romano,
l’atto della flagellazione era una pratica, normalmente eseguita prima della crocifissione,
infatti erano utilizzati flagelli con
piccole lamine di metallo o
addirittura frammenti di ossa,
all’estremità. Questo stratagemma portava facilmente ad una deturpazione e seri
traumi fisici, come la lacerazione della pelle o la perdita degli occhi. Perdendo molto
sangue, a causa delle ferite riportate, la vittima subiva un forte shock ipovolemico. I Romani riservavano questa tortura ai non cittadini, come stabilito
nella “Lex Porcia” e nella “Lex
Sempronia”, datate tra il 195 e il 123 a.C.
Il
poeta Quinto Orazio
Flacco riporta l'Horribile
Flagellum” nelle sue Satire,
descrivendo la fine di queste pratiche. Prima di allora la fustigazione prima
della condanna a morte mediante taglio della testa era comune anche per i
cittadini romani, infatti i fasci littori, che precedevano ciascuno dei due consoli,
simboleggiavano il potere di punire con le verghe e di eseguire poi anche
l'estrema punizione con il taglio della testa tramite la scure posta la centro
di ciascun fascio littorio. In età romana, colui che doveva essere punito,
veniva legato ad una piccola colonna o ad un cippo, così che potesse piegarvici
sopra le sue membra martoriate. Due o più lictores a
coppia alternavano i colpi. Non c'era un limite alle sferzate
inflitte, infatti era il lictor
maximus a deciderlo, anche se
normalmente non erano intenzionati ad uccidere la vittima. La flagellazione rimanda, in contesto cristiano, alla flagellazione e
supplizio di Gesù, episodio in cui Gesù venne
fustigato e flagellato nella sala del pretorio di Ponzio Pilato. La “Via Crucis”, intesa
come allegato successivo alla
flagellazione, è un pio esercizio
della Chiesa cattolica, con cui cristiani ricordano in preghiera il cammino di Gesù verso il Golgota, portando
la sua santissima croce. Essa si compone
tradizionalmente di “ 14 statio”,
stazioni ognuna
delle quali rievoca un momento determinato della Passione Vivente.
L’evento che andrà in
scena Domenica 20 Marzo alle ore 18,00
presso il Comune di Fragagnano e in replica Martedì 22 Marzo presso il Comune
di Taranto, porterà in scena la sacra rappresentazione legata alla rievocazione
storica, che più si addice alla vita di Cristo. L’intera progettazione del
copione e della realizzazione delle diverse scene, è stata curata totalmente
dall’Associazione di Promozione Sociale e Culturale “Terra Nostra Fragagnano”, guidata dai coniugi Orazio Surgo e Romina Massaro,
rispettivamente presidente e regista
della Sacra Rappresentazione. Durante la festività della “Domenica delle Palme”, le vie del centro storico del preistorico
borgo di Fragagnano, saranno invase dalla passione di 200 figuranti circa, che,
armati di amore, presteranno il loro contributo nel portare in scena codesta
rievocazione. L’evento, giunto alla consueta VII edizione, nasce da una piccola
e locale rappresentazione scenica parrocchiale e che grazie all’amore e alla
passione degli organizzanti, è diventata sempre più raffermata in quantità e
qualità. Attraverso anni d’esperienza,
l’Associazione culturale “Terra Nostra Fragagnano”, ha saputo richiamare
l’attenzione e la voglia di riscoprire gli antichi usi e costumi ormai
dimenticati, di gente anche da fuori provincia. “Tale progetto rappresenta una vera e propria concretizzazione
nell’esternare la propria fede e il proprio credo che sfociano in fratellanza,
amore e gioia materializzata dalla resurrezione i Nostro Signore Gesù” -
affermano i coniugi Surgo. “La
realizzazione della Passio Christi, è l’ennesima prova di evangelizzazione che
il nostro paese esprime nel ricordare l’infinita sofferenza che il Cristo ha
provato per salvarci, morendo sulla croce – afferma Don Santo Guarino,
parroco della Parrocchia “Maria SS. Immacolata di Fragagnano”. Alla promozione
dell’evento culturale che avrà luogo a Fragagnano, contribuirà il Comune di
Fragagnano e la Parrocchia sopracitata. Per la realizzazione storica del
copione, che sarà seguito in ogni suo aspetto, l’associazione
organizzatrice si è ispirata
profondamente alle Sacre Scritture e per la parte scenica, si è ispirata alle
due più grandi rappresentazioni cinematografiche: “Gesù di Nazareth” – Zeffirelli e “The Passion” – Mel Gibson.
Nell’ ormai consueta VII edizione,
la nuova scena sarà rappresentata dall’Esorcismo nella Sinagoga di Cafarnao”,
evento miracoloso raccontato nel Vangelo secondo Marco (Mc 1, 21-28) e nel Vangelo secondo Luca (Lc 4, 31-37), scena che avverrà all’incipit della rievocazione sul sagrato
della Parrocchia. Inoltre, saranno utilizzate nuove componenti che si andranno aggiungere alle armature dei
diversi soldati romani, una forma di investimento cospicuo, che l’associazione
“Terra Nostra Fragagnano” ha reso possibile, grazie al contributo di chi ha
creduto in lei in questi anni, per una migliore e sempre più artistica,
rappresentazione scenica. Le altre scene cardine, saranno espresse dall’entrata di Gesù a Gerusalemme che
avverrà lungo il centro storico, l’ultima
cena avverrà in Piazza Risorgimento, Gesù
nell’orto degli ulivi del Getsemani sarà accolto presso una piccola verde
radura. Il processo dei Sommi Sacerdoti sarà
effettuato sul sagrato della Chiesa del Carmine e l’ estremo giudizio di Ponzio
Pilato sarà messo in scena presso il settecentesco Palazzo Marchesale. In
Piazza Regina Elena avverrà la strabiliante esibizione della corte di Erode, e ancora più in là l’impiccagione di Giuda. Il toccante e
psicologico rinnegamento di Pietro,
avverrà su una piccola piazzola antistante al Palazzo Marchesale. Ma gli appellativi toccante e struggente
spettano alla scena cardine della “Passio
Christi Freganium” che è la flagellazione, scena eseguita dai
soldati romani che tortureranno il
povero Cristo accompagnati da struggenti colonne sonore che
rievocheranno antichi dolori. Le battute dei soldati romani saranno interamente
in lingua latina. Il tutto avverrà dinnanzi al portale dell’androne del Palazzo
Marchesale. Continuando più in là, ci sarà l’altra nuova scena, che ricalcherà un
momento di vita familiare resa possibile dall’incontro di una Maria quasi
adulta con il suo figlioletto Gesù. L’altra scena toccante sarà rappresentata
sul sagrato della Parrocchia, che vedrà il concretizzarsi della tanto e
sospirata crocifissione di Nostro Signore Gesù, crocifisso assieme
ai due ladroni, trafitto dalla lancia del soldato romano Cassio Longinus e
supportato dallo straziante dolore di una madre addolorata per la morte del
proprio figlio, morto sulla croce per salvare il genere umano. Ma proprio qui,
la morte e la vita giocheranno l’estrema battaglia che sfocerà nella gioia degli spettatori vedendo
l’ancestrale resurrezione di Nostro Signore Gesù, che sarà accompagnato dal
volo festoso di alcune colombe, dove avverrà inoltre un saluto speciale da
parte dell’Associazione “Terra Nostra Fragagnano” omaggiando gli spettatori con
un piccolo gesto d’affetto. La Passione
Vivente anche quest’anno sarà portata in scena a Taranto, Martedì 22 Marzo 2016
presso il Quartiere Italiamontegranaro –
Viale Liguria. L’intero corteo partirà dall’incrocio con Viale Magna Grecia,
proseguirà per tutta Viale Liguria che sarà ghermita dalla folla accalcante
degli spettatori e terminerà presso il Golgota allestito sul piazzale della
Parrocchia di San Roberto Bellarmino. L’evento della “Passio Christi Tarentum” sarà promossa dall’Associazione
Italiamontegranaro – Confcommercio Taranto.
Eventi culturali da non perdere, dunque, quelli della “Passio Christi” che avverranno il 20 Marzo 2016 presso il Comune
di Fragagnano e il 22 Marzo 2016 presso
il Comune di Taranto alle ore 18,00, organizzati dall’Associazione di
Promozione Sociale e Culturale “Terra
Nostra Fragagnano”.


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