L’Islam religione e la politica di Vito Leucci


Alla luce di quanto accade in Europa e nel Nord Africa e Medio Oriente oggi, volere continuare a portare avanti politiche di integrazione è assolutamente inappropriato poiché costoro non hanno alcuna intenzione di integrarsi in Europa con una popolazione che giudicano con l’appellativo di “infedeli”.

Per l’Islam negare l'affermazione di un'etica scissa dal sacro, è incompatibile con la loro visione del mondo. Quest’aspetto del problema viene da tutti sottovalutato e da alcune parti politiche, specie di sinistra, addirittura negato. Poco attenti costoro ad esaminare le abitudini dei musulmani a chiudersi nel loro ghetto e pretendere di professare le loro fedi al di fuori delle leggi che vigono negli Stati che li ospitano. 

Né costoro adottano leggi dei medesimi Stati instaurando per contro le leggi della sharia, in netto contrasto con quelle degli Stati ospitanti. Gli himam poi, (che sorgono come funghi nominati non si sa bene da chi) anziché professare la parola che dovrebbe portare all’integra
zione, promulgano la fede fondamentalista che in un ordinamento democratico costituisce un attentato alle leggi vigenti.

La politica di integrazione a tutti i costi che il partito democratico italiano ha portato avanti a tutt’oggi (eccessivo esempio le esternazioni della Boldrini) non hanno certo contribuito allo scopo. L’Islam oggi si rivela quel che è. Il fondamentalismo islamico si presenta come una dichiarazione di guerra all'intera civiltà occidentale, di cui rifiuta la democrazia rappresentativa, la libertà individuale e la laicità dello Stato. Non si tratta solo di una guerra difensiva, bensì di una guerra offensiva e imperialista, che cesserà solo quando la religione della Sharia trionferà su tutto il pianeta. Come convivere con essi? Non capisco perché ci si debba noi adeguare alle loro leggi e costumi. Non dovrebbe essere il contrario?
Vito Leucci


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