"Non voglio finire in cella con Salah" scrive il terrorista prima di farsi saltare


"Non voglio ritrovarmi in una cella con Salah Abdeslam". E' quanto ha scritto Ibrahim El Bakraoui, il kamikaze che si è fatto esplodere all'aeroporto di Bruxelles, in un computer che era stato buttato nella spazzatura ed è stato ritrovato dalla polizia, secondo quanto ha riportato il procuratore federale belga Frederic Van Leeuw.

Salah Abdeslam è in qualche modo l’architrave dell’attentato. Il fatto che sia stato arrestato e la paura che lui parlasse sono stati i detonatori del tutto. Del resto i media avevano parlato – nei giorni scorsi e subito dopo il suo arresto - della disponibilità di Salah a collaborare e ciò viene anche spiegato da quello che è stato trovato nel computer; difatti il procuratore dichiara che nel testo il kamikaze afferma di "essere nel panico, di non sapere che fare, di essere ricercato ovunque".

Il riserbo estremo in questi frangenti, trattandosi di terrorismo internazionale, deve essere la regola. Stiamo di fronte a soggetti socialmente disadattati, idioti non scolarizzati, ben distanti dal terrorismo rosso di italica fonte. Soggetti reclutati spesso dalla delinquenza comune. Questo spiega anche il fatto che gli stessi erano ben noti alle forze dell’ordine belghe. Tutte queste cose ci fanno capire che siamo di fronte a un nemico ben pericoloso perché imprevedibile e per molti aspetti del tutto nuovo. 

Il computer è stato trovato durante le operazioni condotte a Schaerbeek, dove la polizia è andata martedì sera nel covo dei terroristi dove sono stati ritrovati - ha precisato ancora il magistrato - "15 chili di esplosivo, acetone, acqua ossigenata e chiodi".

Il procuratore ha spiegato che Ibrahim El Bakraoui è stato identificato tramite le impronte digitali, mentre il secondo terrorista deceduto nelle esplosioni non è stato identificato. Quindi dei tre uomini che appaiono nel fermo immagine della registrazione delle telecamere di sicurezza di Zaventem ne è stato identificato uno solo, dal momento che non è stata confermata l'identificazione circolata oggi sui media del cosiddetto 'terzo uomo' come Najim Laachraoui.


Il procuratore ha poi confermato che negli attentati di ieri sono state uccise 31 persone e 270 ferite.

Un ultima notizia, circolata in queste ore, riguarda un autista di taxi che ha condotto i terroristi con le loro valigie. Si sa che inizialmente avevano chiesto un furgone ma l'agenzia ha travisato e ha mandato un semplice taxi. Per questo non tutte le valigie sono entrate nell'auto e una è stata lasciata in camera. Il taxista ha capito che qualcosa non andava e solo dopo lo scoppio ha chiamato la polizia e tornando dal punto di prelievo è stata recuperata la valigia e disinnescata. Ora questo fatto ci fa riflettere su come andrà gestito il futuro rispetto alla capacità di un taxista di poter comunicare subito, senza farsi vedere, qualche sospetto. Le tecnologie della comunicazione ci aiutano e usiamole. 
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