Flash mob di Greenpeace in 22 città d'Italia, 'oil men' contro le trivelle

"Il no alle trivelle - spiegano - è anche un no alla politica energetica del governo fondata sulle vecchie e sporche fonti fossili". "Il 17 aprile gli italiani hanno la possibilità di fermare le piattaforme più vicine alle nostre coste. Producono solo il 3% del gas di cui l’Italia ha bisogno, e lo 0,8% del nostro consumo annuo di petrolio, ma lo fanno inquinando, e molto. Come dimostra il rapporto 'Trivelle Fuorilegge' di Greenpeace, che evidenzia concentrazioni preoccupanti di sostanze tossiche e cancerogene nei fondali vicini alle piattaforme e nelle cozze che ci crescono sopra", sottolinea Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace.
Secondo Greenpeace, "il voto del 17 aprile ha un portata politica più ampia del merito tecnico del quesito referendario. È una data in cui si potrà democraticamente smentire l'indirizzo energetico del governo, che da due anni a questa parte ha individuato nelle misere riserve nazionali di gas e petrolio l'unico orizzonte di sviluppo energetico per il Paese". L'associazione invita "tutti i cittadini italiani a votare 'sì' al referendum del prossimo 17 aprile, per fermare le trivelle e favorire la transizione verso le energie rinnovabili".
Condividi su Facebook

Commenti

Post popolari in questo blog

Borraccino: "Vertenza call center commessa ENEL, a fianco ai lavoratori"

AVS Taranto: no alla deregolamentazione del lavoro nei call center ENEL

Scena muta della Meloni sullo scandalo Paragon