Solo la conoscenza rende l’Uomo libero di Umberto Calabrese


Leggo da più parti, affermazioni tipo, la colpa è dell’occidente, il risentimento degli islamici inizia con le Crociate, lottiamo contro i nuovi crociati.
Allora è tutta colpa di noi europei, siamo andati in tempi remoti a colonializzare, i Paesi mussulmani, creando quest’odio atavico?
Quanti di voi hanno controllato queste affermazioni?
La risposta è no. 
La storia è chiara. La storia ci racconta esattamente il contrario, non fummo noi europei, cristiani a invadere Paesi mussulmani, ma è esattamente il contrario, le crociate iniziarono dopo vari secoli, e come risposta a stragi, violenze.
Vediamo cronologicamente come andarono le cose.
L'espansione islamica è quel fenomeno verificatosi a partire dal VII secolo ad opera dei seguaci dell'Islam: dapprima arabi, poi anche Persiani, Turchi, Berberi, Indiani o Africani che riuscirono a conquistare un vastissimo impero, con un'espansione proseguita fino al XVIII secolo grazie all'Impero ottomano e all'Impero Moghul. Sebbene l'unificazione delle tribù beduine fosse iniziata con lo stesso profeta Maometto, egli non era interessato alla creazione di un vero e proprio Stato, per cui l'espansione vera e propria viene in genere datata a partire dalla sua morte nel 632, nei tre continenti dell'Asia, dell'Africa e dell'Europa
Tralascio Africa e Asia e parlerò solo dell’Europa.
Con la conquista del litorale del Mediterraneo sud-orientale, gli Arabi ottennero, oltre ad Alessandria e Antiochia, due dei più grandi porti ed empori del tempo, anche la capacità di creare presto una flotta con ottimi marinai. Nel 649 venne attaccata Cipro e nel 652 si registrarono modeste scorrerie in Sicilia.
649 attaccano Cipro, La prima crociata fu indetta il 27 novembre 1095.
Procediamo nella cronologia.
Nel 711, con una numerosa flotta comandata dal berbero Tariq Ibn Ziyàd, i musulmani misero piede in Spagna, nella già razziata baia di Algesiras. Con circa 10 000 uomini sconfissero le truppe visigote di Roderico tra Algesiras e Cadice, dirigendosi speditamente su Siviglia, Cordova e, nel 713, Toledo. Nel 714 venne occupata l'Aragona ed entro il 720 la Catalogna e la Settimania. Anche in questo caso la repentinità della conquista viene spiegata con la complicità della popolazione, in particolare degli ebrei, degli ariani (i re Visigoti si erano da tempo convertiti al cristianesimo "romano") e delle fazioni nemiche a Roderico.
Nel 717, sul fronte orientale, i musulmani avevano posto l'assedio a Costantinopoli, con a capo dei due schieramenti Maslamah, fratello del califfo e il basileus Leone III, il quale riuscì a fatica a respingere l'assalto grazie all'uso del "fuoco greco", vasi di terracotta o vetro pieni di nafta e quindi infiammabili, che distrussero la flotta araba, impedendo temporaneamente l'espansione verso la Penisola balcanica.
Nel 718 venne occupata Narbona, nel 721 i mussulmani arrivarono a Tolosa e nel 725 conquistarono Nimes e Carcassone. Autun fu incendiata il 725 o il 731, mentre ormai tutta la Provenza, insieme al bacino del Rodano, era teatro delle loro scorrerie.

Papa Gregorio II seguiva con trepidazione gli sviluppi temendo per i Franchi, "figli primogeniti della Chiesa di Roma" fin dal battesimo di re Clodoveo. Incoraggiò il duca d'Aquitania Oddone a resistere a Tolosa e inviò agli assediati alcuni tessuti che avevano coperto l'altare di San Pietro, che vennero ridotti in brandelli e inghiottiti dai guerrieri cristiani come rito parasacramentale.
Nella penisola iberica frattanto però resistettero focolai di resistenza cristiana, in particolare nelle asperità dei Pirenei e dei Monti Cantabrici, dai quali il goto Pelagio organizzò nel 720 il principato delle Asturie, che circa venti anni dopo si trasformò in regno con capitale a Oviedo (fondata nel 760).
Secondo una tradizione molto radicata i musulmani vennero fermati con la battaglia di Poitiers del 732 (o 733) dal carolingio Carlo Martello. In realtà tale avvenimento ebbe una risonanza mitica, legata al Ciclo carolingio, che probabilmente oltrepassò la sua reale importanza storica. Negli anni successivi infatti le razzie non terminarono ma si assisté piuttosto a un graduale esaurirsi della spinta araba, forse la naturale conclusione del processo di espansione. Nel 734 infatti, per il tradimento del duca di Provenza Moronte, veniva presa Avignone e contemporaneamente veniva saccheggiata Arles. Nel 737 gli arabi arrivarono a saccheggiare la Borgogna, dove prelevarono un'enorme quantità di schiavi da portare in Spagna. Carlo Martello era impegnato nelle continue campagne nel sud della Francia, ma i continui doppi giochi di alleanze trasversali e tradimenti rende impossibile una netta divisione tra i due schieramenti, tanto che ad alcuni franchi le scorrerie musulmane fecero perfino comodo, all'interno di una lotta per il potere molto complessa.
Nel 751, sul fronte orientale, la battaglia di Talas segnò la spartizione dell'area altaica tra musulmani e Impero cinese della dinastia Tang.
Nel Mediterraneo gli Arabi (detti talora Saraceni) conquistarono la Sicilia, toccarono la Sardegna e la Corsica, oltre che un tratto della costa provenzale e parte della Calabria, della Puglia e della Campania.
La prima crociata fu indetta il 27 novembre 1095.
Invasione della Sicilia
Il dominio islamico sulla Sicilia (Ṣiqilliyya) iniziò a partire dallo sbarco a Mazara del Vallo nell'827 e terminò con la caduta di Noto nel 1091.
Cessò di esistere nel 1072 con la presa di Palermo da parte dei normanni.
Precedentemente, intorno al 700, era stata occupata l'isola di Pantelleria da ʿAbd al-Malik b. Qaḥṭān

Invasione della Spagna

La conquista islamica della Penisola iberica avvenne tra il 711 e il 718.
In alcune fasi importanti della storia europea, la Spagna ha detenuto un ruolo significativo, come nel periodo della Reconquista, nel quale i regni delle regioni interne della Penisola iberica hanno progressivamente respinto dal territorio l'occupante arabo che, insediatosi con il califfato e con le successive dinastie, era stato presente in Spagna dall'VIII secolo d.C., sino al definitivo allontanamento nel 1492, ad opera di Ferdinando d'Aragona e Isabella di Castiglia.
Fu avviato il completamento della conquista delle Isole Canarie e nel 1492, le forze di Castiglia e Aragona presero l'Emirato di Granada, chiudendo l'ultimo baluardo di 781 anni di presenza della dominazione islamica in Iberia. Il trattato di Granada garantì tolleranza religiosa verso i musulmani.
Il sultanato di Granada cadde nel gennaio 1492 nelle mani delle congiunte corone di Castiglia e Aragona e dei rispettivi re, Isabella di Castiglia e Ferdinando II d'Aragona. Il 2 gennaio i Re Cattolici entrano vittoriosi in Granada, con il crocifisso in mano e mettono la parola fine alla Reconquista.
L'anno 1492 segnò anche l'arrivo nel Nuovo Mondo di Cristoforo Colombo, grazie ad un viaggio finanziato da Isabella. Quello stesso anno, in Spagna, agli ebrei fu ordinato di convertirsi al cattolicesimo, pena l'espulsione dai territori spagnoli durante l'Inquisizione spagnola. Pochi anni dopo, a seguito di disordini sociali, i musulmani furono espulsi nelle stesse condizioni.
Quindi gli arabi assaltano, invadono territori europei dal 649, il territorio europeo lato occidente è libero solo 10 mesi prima della scoperta dell’America 1492. Mentre nell’Europa dell’est bisogna aspettare la fine della prima guerra mondiale, La prima crociata fu indetta il 27 novembre 1095.
Ma dovremmo sentirci colpevoli, per quello che sta succedendo oggi per mano di una minoranza di nazi-islamici, che ci rimproverano le crociate, e per un manipolo di pennivendoli, che non si prendono il disturbo di controllare come andarono nella realtà i fatti. 
Se l’occidente, se l’Europa ha commesso errori e ne ha commessi, questi errori non sono certo attribuibili alle crociate dell’Europa cristiana. Questo la cronologia storica non lascia dubbio alcuno.

                
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