Taranto - La CNA interviene sul Bando per Guide e accompagnatori turistici della Provincia
A proposito
del bando per l’abilitazione alla attività di guida e di accompagnatore turistico
ci preme sottolineare alcuni elementi:
· la CNATurismo e Beni
Culturali della PUGLIA ha sollevato il problema in febbraio e il 9 marzo ha inviato per PEC al
Presidente della Provincia di Taranto una lettera in cui considerava
inopportuno il bando e ne chiedeva il ritiro o la sospensione, in attesa che
fosse chiaro il quadro amministrativo di riferimento.
A quella
lettera non c’è stata alcuna risposta. Anzi, da parte degli uffici si è
continuato tranquillamente a sostenere che l’efficacia del bando era
confermata.
C’è stata il
29 una riunione delle province, delle parti sociali con l’assessore Capone e il
suo staff; e la provincia di Taranto era di fatto assente dal momento che era
rappresentata da funzionari che non avevano alcun potere decisionale. E
comunque ha inviato il chiaro messaggio che non intendeva recedere da quanto
già fatto
A questo
punto il problema diventa politico; nel senso che denunciamo innanzitutto il
tentativo della provincia di Taranto di fare cassa a spese dei partecipanti
(da tutte le province)
al bando,
posto che chi parteciperà ai bandi nelle
altre province, secondo la nuova normativa regionale, non dovrà versare i 100
euro previsti per Taranto, perché il corso sarà a carico della Regione.
Inoltre vi è
un problema sostanziale per cui non si può guardare alle guide come soggetti da
spremere per dare loro un patentino, producendo nuove schiere di precari e disoccupati;
ma il problema è di prendere coscienza che le guide saranno strategiche nella
prospettiva del Piano regionale; e che su di esse e sulla loro capacità di
“raccontare” la Puglia si baserà buona parte del successo della crescita di
quello che correttamente è definito “turismo esperienziale”, in una condizione
nella quale le guide avranno successo se legate alla filiera del turismo, alla
sua “catena del valore”, organizzate in
reti lunghe che superino i confini regionali e intercettino, laddove il turismo
si organizza, i flussi e la committenza, superando la deriva corporativa e
individualista in cui diversamente saranno costretti a rifluire.
Non sarebbe
male che il presidente della Provincia di Taranto facesse trapelare in
proposito, il suo pensiero. Se non vogliamo che questa sia l’ennesima tegola
che cade sulle martoriate sorti di questa terra.
Noi
continueremo comunque a presidiare i territori e a lavorare in direzione del
Piano Strategico regionale che ci pare, in questo momento, l’unica luce in
fondo al tunnel soprattutto per la provincia ionica.

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