Omne da En mu


Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 13,1-15. 
Prima della festa di Pasqua, Gesù, sapendo che era giunta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, dopo aver amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine.
Mentre cenavano, quando gia il diavolo aveva messo in cuore a Giuda Iscariota, figlio di Simone, di tradirlo,
Gesù sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava,
si alzò da tavola, depose le vesti e, preso un asciugatoio, se lo cinse attorno alla vita.
Poi versò dell'acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l'asciugatoio di cui si era cinto.
Venne dunque da Simon Pietro e questi gli disse: «Signore, tu lavi i piedi a me?».
Rispose Gesù: «Quello che io faccio, tu ora non lo capisci, ma lo capirai dopo».
Gli disse Simon Pietro: «Non mi laverai mai i piedi!». Gli rispose Gesù: «Se non ti laverò, non avrai parte con me».
Gli disse Simon Pietro: «Signore, non solo i piedi, ma anche le mani e il capo!».
Soggiunse Gesù: «Chi ha fatto il bagno, non ha bisogno di lavarsi se non i piedi ed è tutto mondo; e voi siete mondi, ma non tutti».
Sapeva infatti chi lo tradiva; per questo disse: «Non tutti siete mondi».
Quando dunque ebbe lavato loro i piedi e riprese le vesti, sedette di nuovo e disse loro: «Sapete ciò che vi ho fatto?
Voi mi chiamate Maestro e Signore e dite bene, perché lo sono.
Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i vostri piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri.
Vi ho dato infatti l'esempio, perché come ho fatto io, facciate anche voi». 
                                                                   *
In cena Domini ( sarà stasera la celebrazione dell’ultima cena di Gesù) io ricevo l’illuminazione linguistica sempre desiderata: il ‘tutto’, in lat. omnis, omne, corrisponde al sumero En mu, ‘Signor. nome che dà nome a tutti i nomi’ via lettura circolare del zumero.
omnis, -e: adjectif et pronom correspondent au gr. paz, pada, pan ”tous, toute; toutes”, le neutre omne traduit dans la langue philosophique le gr. td pan. Au singulier, omnis a le sens indefini “toute espéce de”; omnis homo “tout homme” […][1]
Il genere neutro omne si presta alla traslitterazione dal sumero, lingua priva di terminativi di discernimento dei generi maschile e femminile.
en
   n., dignitary; lord; high priest or priestess; ancestor (statue); diviner [EN archaic frequency].
  v., to rule.
  adj., noble (cf., uru16 [EN] (-n))[2].


mu
 n., name; word; year – where the words that follow could be a year formula; line of a tablet, entry; oath; renown, reputation, fame (cf., gu10  -kin, kig2, message) [MU, archaic frequency].
 v., to name, to speak (cf., mug –chisel-).
 Prep., because; to; toward; in.
 Emesal dialect for gis/ges. Also with additional Emesal meanings: sky; instructions; fire; house; great. Also Emesal dialect form for gis2,3/ges2,3/us, man, male, penis[3].
La sillaba mu va collegata con la sillaba me, in memoria del me.lam.mu,
ovvero del lampo creativo sumero che univa il mu al me nell’antico archetipo DA DUE UNO che deve confrontarsi col moderno DA UNO DUE per far corrispondere la mente, lat. mente, sumera te.men.
Qua, omen, presagio divinatorio, sarebbe[4] u.men, dove men sarebbe ‘corona’ di u, ‘tutto’.
Più importante ai fini del riconoscimento della validità interlinguistica e interreligiosa del mu, i termini Shamo, ‘uterosha del MU’, cioè l’isola delle armi di Giunone (quam Iuno fertur terris magis omnibus unam/ posthabita coluisse Samo Aen. 1, 15)
e Musha, Mosè in arabo, che offre MU-SHA per SHA-MU.
Poiché sono l’unico a proporre la Lettura Circolare del Zumero ponendola alla fonte della lingua, fu dingua secondo Marius Victorinus, come riferiscono Ernout e Meillet (ovvero ding(ir)ua), io lodo GESH.BU, -Albero buono-, di regalarmi
EN MU - Omne, tutto.





[1] A. Ernout, A. Meillet, Langue latine, Paris, Librairie C. Klincksieck, 1959.
[2] John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006 : 61.
[3] John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Los Angeles, Logogram Publishing, 2006 : 176.

[4] Condizionale che dà credito al dubbio avanzato da Ernout e Meillet che il termine sia stato inventato in antico.   CARLO FORIN

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