Il XXI, il secolo dell’Economia del Terrore
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| Foto di Dariusz Sankowski da Pixabay |
Coloro che hanno frequentato, come lo scrivente, gli studi universitari in ambito giuridico ricorderanno che, durante il primo esame di Filosofia del diritto, veniva insegnato che di fronte a una dittatura in grado di annullare i diritti sul piano formale, l'unica reazione possibile consisteva nell’“alzare gli occhi al cielo”.
Questo perché il diritto non è un
cancellino di gomma, non è un fazzoletto umido usa e getta. E del resto un testo di
diritto non può descrivere come si fa una rivolta popolare per sovvertire il
dittatore.
L’aggressione commessa dagli
Stati Uniti è l’ennesima dimostrazione della morte prolungata del diritto
internazionale, ma soprattutto l’evidenza di come la Carta delle
Nazioni Unite sia solo carta straccia per la potenza egemonica in
declino, gli USA.
Al centro dell’attacco al
Venezuela e della cattura di Nicolas Maduro ci sono il controllo strategico
delle più grandi riserve di idrocarburi al mondo e di immense risorse naturali
presenti nell’Orinoco.
L’analisi geopolitica va fatto su diversi fronti: l’interno, il regionale ed il globale.
Passando al fronte interno non è
per niente affatto una questione di difesa dei valori di libertà e democrazia
l’aggressione. Non è neanche un tema di equilibri politici tra la maggioranza e
l’opposizione. Le dichiarazioni di Trump su Machado, subito dopo la cattura di
Maduro, dimostrano come lo stesso governo statunitense non abbia fiducia nella
figura di Machado (altro che premio Nobel per la Pace, dovrebbe essere stata
condannata per incitazione costante all’uso della violenza. Del resto, sia lei
che la pseudo opposizione sono espressione della destra più violenta e
antiquata del Venezuela).
Dal punto di vista regionale, le
condanne del Messico, Colombia, Brasile e Cile confermano che per lo meno le
socialdemocrazie progressiste latinoamericane hanno avuto il coraggio di
prendere posizione di fronte a tale aggressione, ben sapendo d’essere – sia il
Messico che la Colombia ed il Brasile – nel mirino di Trump: il Cile con la
vittoria di Kast è già passato all’estrema destra.
La sfida sulle risorse del
Venezuela mette dunque in evidenzia la competizione tra i
BRICS+ e gli USA. Del resto il Venezuela ha fatto richiesta di aderire ai Brics
già alla fine del 2024, ma il veto del Brasile lo impedì. Nonostante tutto
il Venezuela è d’interesse strategico sia per la Cina che per la Russia.
Tale aggressione è un altro
tassello della sfida globale. Un’altra guerra che riflette la la lotta per l’egemonica
globale. Ed é effettivamente sul fronte globale dove va concentrata
l’analisi per capire ancora meglio il perché di tale aggressione. Come
detto in precedenza, siamo di fronte ad una serie di guerre in diversi
continenti che evidenziano la scontro tra Cina ( e i BRICS+) e gli Stati Uniti.
D’altronde l’aver aumentato le
spese militari, fino a portarle al 5% del Pil – come nel caso dell’UE nel 2030
-, vuol dire che siamo di fronte a una vera e propria Economia del
Terrore che cerca la sua crescita attraverso la guerra per
l’accaparramento delle risorse naturali, in un momento storico in cui la
rivoluzione tecnologica ha sempre più bisogno dei cosiddetti minerali rari e –
della gestione di quelle ultime – risorse di idrocarburi che possono dare
ancora vita e forza – almeno per i prossimi 100 anni – a chi li possiede.
Ma a quest’analisi bisogna aggiungere almeno altri due elementi.
In primis il
parallelismo tra le azioni politiche di questo secondo governo Trump e le
azioni pre seconda guerra mondiale della Germania nazista. Entrambi i governi
hanno evidenziato la necessità dello spazio vitale per l’accaparramento delle
risorse naturali ed il ripudio verso qualsiasi forma di diritto internazionale.
Alla fine, per entrambi, invadere per interessi propri giustifica qualsiasi
azione politica e militare.
In secondo luogo – ritornando al
motivo dell’aggressione al Venezuela e alla cattura di Maduro – resta il
sospetto di un’azione con il consenso dell’establishment venezuelano. Delcy
Rodriguez, Padrino y Diosdado Cabello sono apparsi tranquilli e con la situazione
sotto controllo nonostante abbiano catturato Maduro senza un solo sparo o
opposizione dell’esercito.
La real politik alla
fine si manifesta sino agli estremi e forse, data l’impossibilità di un
rovesciamento politico da parte degli Stati Uniti, in accordo con
l’establishment venezuelano per togliere di mezzo Maduro e continuare con il
progetto politico chavista (magari un pó più light) ha permesso
questo scenario.
Ma in definitiva, la violazione
della sovranità di un paese sovrano e la violazione a ciò che resta del diritto
internazionale (che è morto senza dubbio con il genocidio di Gaza) sono gli
elementi che in questo momento storico particolare mettono il mondo di fronte a
un futuro incerto, in cui la guerra sarà purtroppo il leitmotiv dell’economia. (da agenzia Pressenza elaborazione nostra)

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