Caso Ilva: CNI ingegneri a disposizione proprie competenze per valutare i progetti in campo - VIDEO
di Debora Giorgi
Roma - Nel corso della conferenza stampa di stamane il Consiglio
Nazionale degli Ingegneri ha presentato il convegno "Ripensare l'industria
siderurgica in Italia. Ilva: attualità e prospettive", in programma a
Taranto nella metà di settembre. Zambrano: "Non propendiamo per una soluzione o
l'altra.
Una volta che la politica renderà note le proprie scelte, metteremo a
disposizione le nostre competenze per operare una verifica oggettiva dei
progetti in campo".
Emiliano:
"Questo convegno sull'Ilva di Taranto è una sorta di intervento
patriottico col quale voi ingegneri mettete assieme tutti gli elementi che
possano aiutare chi di dovere a prendere una difficile decisione"
Si è
tenuta stamane, presso la sede del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, la
conferenza stampa di presentazione del convegno "Ripensare l'industria
siderurgica in Italia. Ilva: attualità e prospettive", che si terrà a
Taranto nella metà di settembre.
"L'impegno degli ingegneri italiani sul caso Ilva
parte da lontano - ha detto Armando Zambrano, Presidente del CNI, nel suo
intervento iniziale -. Oltre al tema della sicurezza, nostro compito
istituzionale, già nel 2014 ci eravamo chiesti quale potesse essere il futuro
della siderurgia italiana, attraverso una ricerca del nostro Centro Studi. Nel
frattempo si sono succeduti tanti decreti salva Ilva che, però, non hanno
portato ad alcuna soluzione. A questo proposito vogliamo dire che noi non
promuoviamo o sosteniamo alcun orientamento specifico, non propendiamo per una
soluzione o l'altra. Ciò che vogliamo fare, una volta che la politica renderà
note le proprie scelte, è mettere a disposizione le nostre competenze per
operare una verifica oggettiva dei progetti in campo, basata sulla tutela
dell'ambiente, della sicurezza e della salute dei cittadini".
Il
tema, già di fondamentale importanza, è diventato di strettissima attualità
dopo la recente notiziadell'avvio di un procedimento, da parte della Corte
europea dei diritti umani di Strasburgo, a carico dello Stato italiano per non
aver tutelato la vita e la salute dei cittadini di Taranto dagli effetti nocivi
delle emissioni del polo siderurgico di Taranto. In questo modo si ripropone
l'urgenza di individuare una "soluzione ragionevole" ad un problema
che non riguarda il solo territorio pugliese, ma l'intero Paese.
"Di Ilva si parla da tanto tempo - ha aggiunto poi
Antonio Curri, Presidente dell'Ordine degli Ingegneri di Taranto -. Noi
ingegneri vogliamo dire la nostra sul tema, avendo tutte le competenze
necessarie per farlo". Gli fa eco il Consigliere CNI Angelo Masi,
promotore del convegno: "Dall'indagine effettuata dal nostro Centro Studi
risulta che gli ingegneri italiani sono ancora favorevoli alla produzione da
parte dell'I lva, purché vengano offerte tutte le garanzie possibili. A questo
punto attendiamo che la politica faccia la sua
parte.
Una volta esaminati decreti e norme, saremo pronti a dare il nostro contributo
tecnico. In questo senso il convegno di settembre sarà un importante momento di
confronto".
E' stata quindi la volta del
Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano che ha manifestato vicinanza
nei confronti degli ingegneri, i cui pareri sul caso Ilva in passato sono stati
spesso ignorati, al pari di quelli degli stessi pugliesi."Considero il
vostro un intervento patriottico - ha detto Nel senso che con questo convegno
sull'Ilva di Taranto puntate a mettere assieme tutti gli elementi che possano
aiutare chi di dovere a prendere una difficile decisione". Ha poi
aggiunto: "Senza un approccio tecnico alle questioni non si ottiene nulla.
Il quadro a Taranto è complesso. La storia dell'Ilva è drammatica. Intanto
pende un processo presso la Corte d'Assise di Taranto che parte dall'ipotesi
che i fumi nell'aria abbiano avvelenato la catena alimentare e dove la Regione
è parte civile. Poi ci sono le procedure di infrazione delle normative europee.
Infine, l'ipotesi che i decreti del Governo sull'Ilva non siano compatibili con
la dichiarazione dei diritti dell'uomo. Insomma, siamo di fronte ad una vicenda
complicata che necessita di accurate valutazioni tecniche e per quelle servono
gli ingegneri". Su alcune questioni specifiche
si è soffermata, in conclusione, Barbara Valenzano, Direttoredel Dipartimento
mobilità, qualità urbana, opere pubbliche, ecologia e paesaggio della Regione
Puglia, la quale tra le altre cose ha detto: "Il grande problema dell'Ilva
è che è difficile immaginare oggi un impianto del genere così vicino ad una
città come Taranto che si definisce europea".
Alla
conferenza ha partecipato anche il deputato del Movimento Cinque Stelle Davide
Crippa che, oltre a sottolineare un problema di tempistiche, ha sollevato dubbi
in merito alle intenzioni degli imprenditori coinvolti di conservare la
produzione dell'Ilva così com'è. A questa obiezione sia Zambrano che Emiliano
hanno auspicato che il convegno di settembre spinga la politica a fare scelte
precise, a decidere, per esempio, se l'Ilva è strategica oppure no. A quel
punto gli ingegneri faranno le proprie valutazioni tecniche e il governo della
Regione quelle politiche.
Ing Angelo Masi con nsigliere nazionale del CNI che ha promosso l iniziativa intervistato da Deborah Giorgi
Intervista Emiliano - Deborah Giorgi
Valenzano conferenza stampa roma
Intervista Curri presidente ordine ingegneri Taranto

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