Il grido di Tiro: il Libano arde, il mondo tace e il male vince
Ascoltate. Sentite il rombo dei caccia israeliani che squarciano il cielo di Tiro , quella città che ha visto nascere la civiltà stessa, dove Fenici e Greci camminarono sulle stesse pietre che ora si sgretolano sotto le bombe. Tremila anni di storia ridotti in polvere. Tremila anni di memoria cancellati in un istante. E mentre il fuoco divora le case, le moschee, le chiese, i templi di un popolo che ha resistito a tutto — ai Persiani, ai Romani, ai Crociati, il mondo guarda altrove. Perché? Perché il male, quando è organizzato, quando è finanziato, quando è potente, non ha bisogno di nascondersi. Si pavoneggia. Si nutre della nostra indifferenza. Israele non sta combattendo una guerra. Sta compiendo un genocidio. E lo fa con la stessa metodicità con cui un macellaio sgozza il bestiame: prima li avverte di scappare, poi li bombarda mentre fuggono, poi spiana ciò che rimane con i bulldozer, e infine pianta la sua bandiera su terra rubata. È la stess...