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Le parole pesano

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  Le parole pesano. Possono farsi carico delle contraddizioni del mondo, restituendoci tutta la loro articolata complessità, oppure agire al contrario: semplificare la realtà fino a svuotarla. C’è un momento in cui le parole, staccandosi dalla storia che le ha generate, diventano gusci vuoti, o peggio, armi retoriche destinate non a spiegare il presente, ma a renderlo illeggibile. È partendo da questa consapevolezza che, dalle colonne del quotidiano israeliano Haaretz, il giornalista Bradley Burston ha lanciato una provocazione necessaria: «It’s Time to Stop Talking About Zionism» (È tempo di smettere di parlare di sionismo). La tesi di Burston è tanto semplice quanto radicale: l’uso ipertrofico e polarizzato del termine «sionismo» nel discorso pubblico contemporaneo è diventato non solo inutile, ma attivamente dannoso. Si inserisce in una guerra di termini che, usati in senso ideologico, impedisce di affrontare l’unica vera urgenza: la realtà materiale dell’occupazione, dei di...