Intelligenza artificiale per le politiche pubbliche
Presentata alla Camera dei Deputati una piattaforma di intelligenza artificiale per le politiche pubbliche
Dalla ricerca scientifica alla sanità, il progetto
sviluppato da Università Foro Italico e MDPI offre nuovi strumenti
per analizzare dati, individuare tendenze e supportare le decisioni strategiche del Paese
di Silvia Gambadoro
ROMA – Big data, intelligenza artificiale e Open Science
come strumenti per comprendere l’evoluzione della ricerca e orientare le
politiche pubbliche. È il tema al centro della conferenza stampa “Data
Intelligence per le politiche pubbliche”, ospitata alla Camera dei Deputati su
iniziativa dell’onorevole Antonio Baldelli, presidente dell’Intergruppo
parlamentare “AI, Empowerment e Mercati Emergenti”.
Al centro dell’incontro la presentazione di un sistema di
analisi sviluppato dalla collaborazione tra l’Università di
Roma "Foro Italico" e MDPI, pensato per
trasformare grandi quantità di dati scientifici in informazioni utili alla
programmazione istituzionale, alla ricerca e all’innovazione. A moderare i
lavori è stata Angelica Bianco, presidente della Commissione
“Empowerment, Etica e Legalità” dell’Intergruppo parlamentare “AI, Empowerment
e Mercati Emergenti”.
«L’intelligenza artificiale non è un processo inevitabile: è
una scelta politica, industriale e culturale. Il compito delle istituzioni non
è inseguire il cambiamento tecnologico, ma governarlo, dotandosi degli
strumenti necessari per anticipare gli scenari futuri e rafforzare la
competitività del Paese», ha affermato Baldelli.
Il progetto è stato illustrato da Andrea Perlato, Head of Data Analytics di MDPI, e Daniele Raimondi, Senior Data Scientist dell’organizzazione, che hanno evidenziato le potenzialità di una piattaforma in grado di analizzare la produzione scientifica internazionale, individuare tendenze emergenti e mettere in relazione il posizionamento dell’Italia con il contesto globale. Attraverso algoritmi di intelligenza artificiale, analisi statistica e strumenti avanzati di data intelligence, il sistema consente di monitorare l’evoluzione dei principali ambiti della ricerca, individuare nuove aree di sviluppo e confrontare le dinamiche scientifiche dei diversi Paesi. Le elaborazioni presentate hanno evidenziato, tra l’altro, la crescente capacità competitiva di Cina e India nella produzione scientifica e tecnologica internazionale, accanto alla necessità per l’Europa di rafforzare il proprio ruolo nei settori più innovativi e strategici.
Nel corso dell’iniziativa, il professor Vincenzo
Romano Spica, ricercatore dell’Università Foro Italico e presidente della
III Commissione “Sanità, Università e Ricerca” dell’Intergruppo, ha mostrato
alcune possibili applicazioni dello strumento nei settori della sanità, della
ricerca e dell’innovazione, con particolare attenzione alla capacità di leggere
fenomeni complessi e sostenere la definizione delle policy.
“Questo progetto è un risultato per la III Commissione dell’Intergruppo, ma soprattutto un punto di partenza. Grazie all’intelligenza artificiale possiamo analizzare e interpretare oltre 200 milioni di pubblicazioni scientifiche in pochissimo tempo, trasformando una massa enorme di dati in conoscenza utile per orientare le decisioni pubbliche, valutare le politiche e le tendenze per comprendere dove si sta dirigendo la ricerca italiana e l’innovazione, a livello europeo o globale”, ha sottolineato Spica.
L’incontro ha evidenziato il valore strategico dell’Open Science e dell’intelligenza artificiale nella costruzione di nuove forme di collaborazione tra, Istituzioni, università, ricerca e industria. Una prospettiva che punta a trasformare i dati in conoscenza e la conoscenza in decisioni pubbliche più consapevoli, in particolare nei campi della salute, delle tecnologie emergenti e della competitività scientifica e industriale dell’Italia.



Commenti
Posta un commento
Commenti non moderati comportarsi civilmente