Oggi è San Roberto, il santo dei Bobby inglesi

 

Oggi si celebra San Roberto di Newminster, celebre abate vissuto tra il 1100 e il 1159.

Mi ha sempre affascinato il monachesimo delle origini cristiane. San Benedetto, nato a Norcia, in Umbria, fu il padre del monachesimo occidentale e visse tra il 480 e il 547 d.C. Erano ancora i primi secoli del cristianesimo: basti pensare che solo 167 anni prima Costantino I aveva promulgato l’Editto di Tolleranza, permettendo ai cristiani di professare liberamente la propria fede. In prospettiva storica, un secolo e mezzo è un tempo breve, soprattutto in un’epoca in cui i cambiamenti avvenivano molto più lentamente.

Eppure, il monachesimo benedettino divenne un motore turbo per la diffusione della chiesa nel medioevo.  Ascetismo, profezie, contemplazione, il nuovo testamento divenne più chiaro e nacque la ricerca teologica, ma non solo, i benedettini gettarono le reti per  raccogliere tutta la cultura greca e universale per trascriverla dopo che eventi storici avevano distrutto la biblioteca di Alessandria d’Egitto. Grazie ai monaci abbiamo i grandi della Filosofia, della drammaturgia, dell’arte greca fra noi. 

San Roberto nacque a Gargrave, in Inghilterra, intorno al 1100. La sua vicenda si inserisce nella diffusione in Europa, e anche in Inghilterra, dell’Ordine cistercense di Cîteaux, che ebbe uno dei suoi principali centri nell’abbazia di Chiaravalle, guidata da San Bernardo.

Studiò a Parigi e, tornato in patria, fu ordinato sacerdote e nominato rettore.

Nel 1132 si unì ai monaci della nuova fondazione di Fountains. Per la sua saggezza e pietà si distinse presto tra i confratelli e, pochi anni dopo, gli fu affidata la fondazione di Newminster, secondo monastero cistercense del paese, al quale diede grande impulso.

Come guida della comunità, si dedicò soprattutto alla formazione spirituale dei giovani, per i quali scrisse trattati e commenti ai libri sacri. Insegnò soprattutto con l’esempio, vivendo nella carità e nella preghiera.

Dopo la sua morte, avvenuta nel 1159, i monaci di Newminster continuarono a venerarlo come modello per i cistercensi e per i fedeli, anche se non fu mai canonizzato ufficialmente dalla Chiesa. 

Ripensandoci, credo che i miei genitori abbiano scelto il mio onomastico guardando il calendario di giugno del 1953, il mese in cui sono nato.

Probabilmente per questo il santo del 7 giugno attirò subito la loro attenzione.

Ho sempre pensato che il santo inglese a cui si facesse riferimento fosse questo abate cistercense. L’ordine cistercense prende il nome da Cîteaux, in Borgogna, dove nacque come ordine di diritto pontificio.

L’abbazia di Newminster, infatti, si trova nel nord-est dell’Inghilterra, nella contea di Northumberland.

Per questo ho associato a lui i Robert più noti, da De Niro a Redford, fino a Roberto I, re di Scozia.

Non così per il papa: pur portando il nome Robert, il suo santo di riferimento è San Roberto Bellarmino, che si celebra il 17 settembre. È il giorno in cui arrivano gli auguri anche a me, perché Bellarmino, gesuita vissuto nel pieno Rinascimento, è una figura più nota nella Chiesa.

Approfondendo, però, ho scoperto che esistono altri santi inglesi con questo nome.

San Roberto Southwell fu un sacerdote gesuita e un poeta di grande talento. Visse in un’epoca in cui il cattolicesimo era perseguitato in Inghilterra e svolse clandestinamente il suo ministero a Londra per diversi anni, finché non fu tradito, imprigionato, torturato e infine impiccato a Tyburn. La sua memoria liturgica cade il 21 febbraio.

La rete segnala anche un altro santo: San Roberto di Knaresborough (1160-1218), un eremita inglese noto in tutta Europa nel Medioevo per la sua vita di carità. Di lui, però, non sono riuscito a trovare il giorno della memoria liturgica. E questo é tutto. Buon onomatisco a me.

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