Taranto - Difesa: organici dimezzati

 

CISL FP: «Ministero della Difesa, a Taranto organici dimezzati e lavoratori senza indennità da otto mesi»  

Straordinari e turni non pagati, posti di guardia chiusi e occupazione a rischio: «La cronaca di un fallimento annunciato»  

Taranto, 11 Giugno 2026. Protesta del personale di vigilanza del Ministero della Difesa di Taranto. Organici ridotti, straordinari e turni non pagati, posti di lavoro a rischio: cronaca di un fallimento annunciato

Alta tensione nell'assemblea dei lavoratori della vigilanza del Ministero della Difesa dell'area ionica alla presenza del Segretario Territoriale Cisl Fp Umberto Renna e di Massimo Ferri del Coordinamento Nazionale Difesa Cisl Fp.

I dipendenti hanno denunciato l’assenza di un serio piano di ripianamento dell’organico che, per la prima volta, ha portato alla temporanea chiusura di alcuni posti di guardia.

Un sistema surreale che, con organici al 50%, impone ai lavoratori di intensificare le attività di controllo, a seguito della congiuntura internazionale, ma che non paga da 8 mesi le indennità di turno e neppure gli straordinari che pure i dipendenti sono obbligati a fare per garantire la continuità del servizio.

“È grave la condizione di centinaia e centinaia di lavoratori monoreddito che sono stati colpiti prima delle altre categorie dalla riduzione degli organici” riferisce Umberto Renna”le condizioni di lavoro già insostenibili sono acuite da un ingiustificato ritardo nei pagamenti che vede l’inerzia dell’Amministrazione della Difesa”

“È necessario un interpello straordinario anche nazionale” prosegue Renna “unitamente alla richiesta di prevedere un adeguato numero posti nel territorio nei prossimi concorsi”.

“È la cronaca di un fallimento annunciato” precisa Massimo Ferri “figlia della sciagurata riorganizzazione del 2018 sperimentata nel territorio ionico, alla quale i lavoratori si erano opposti prefigurando quello che sarebbe accaduto. Il problema degli organici è al centro dell’iniziativa politica della Cisl Fp Difesa” prosegue Ferri “ed è solo riportando l’organico della Difesa a 30.000 unità dagli attuali 16.000 presenti potremo risolvere le criticità di tutte le categorie professionali della Difesa.

Dopo l’assemblea una delegazione è stata ricevuta dal Comando Territoriale Marittimo Sud sensibile alle problematiche sollevate e disponibile a ricercare le soluzioni, ad incominciare da un interpello nazionale.

L’incontro odierno è propedeutico all’incontro con il Capo di Stato Maggiore della Marina, programmato a Roma il 16 giugno, a cui la Cisl Fp Difesa porterà, insieme alle criticità che riguardano tutti i lavoratori del Paese, le ragioni della odierna protesta, che sono di carattere economico ed organizzativo.

Incomprensibili, infatti, i dinieghi di Maristat ai cambi di profilo pur necessari per garantire le attività, personale di Maristanav sottratto alle proprie mansioni per essere impiegato in ufficio, un sistema di gestione delle presenze (Gestpers) che continua a calcolare le ferie ad ore in violazione del contratto di lavoro, personale di vigilanza discriminato nello straordinario e da una inspiegabile ripartizione nazionale che colpisce tutto il territorio ionico.

“Se aggiungiamo che l’Arsenale di Taranto è al palo rispetto agli investimenti previsti negli altri stabilimenti e appare confinato in una attività turistico- museale, la misura è colma e richiede una mobilitazione senza precedenti dei lavoratori” conclude Renna. 

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