No in bolletta i costi del dissalatore del Tara

 

Taranto - Dissalatore del Tara: presentato reclamo formale ad ARERA e diffida alle autorità competenti

Chiesto di fermare il trasferimento in bolletta di oltre 31 milioni di euro di maggiori costi e di restituire 28 milioni di euro agli utenti pugliesi

La comunità del Tara, i cittadini ionici, le associazioni e i comitati, rappresentati dall'Avv. Nicola Russo, hanno presentato un formale reclamo ad ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) e una diffida indirizzata all'Autorità Idrica Pugliese e ad Acquedotto Pugliese in relazione al progetto del dissalatore sul Tara.

Al centro dell'iniziativa vi è la contestazione dell'incremento dei costi del progetto, approvato dall'Autorità Idrica Pugliese con deliberazione n. 27 del 28 marzo 2025.

Secondo quanto evidenziato nel reclamo, il quadro economico dell'opera sarebbe stato incrementato di oltre 30 milioni di euro, con una quota superiore a 31 milioni destinata a gravare direttamente sulla tariffa idrica e quindi sulle bollette dei cittadini pugliesi.

I firmatari chiedono ad ARERA di non riconoscere tali maggiori costi in tariffa e di avviare tutte le verifiche necessarie sulla conformità e sulla legittimità dell'operazione sotto il profilo amministrativo, regolatorio e contrattuale.

Il progetto è stato affidato mediante appalto integrato "a corpo", una formula che prevede un corrispettivo fisso e invariabile e che attribuisce all'appaltatore il rischio delle variazioni e delle maggiorazioni di costo prevedibili in fase progettuale. Per questo motivo gli extracosti non dovrebbero essere trasferiti agli utenti attraverso la bolletta dell'acqua.

Nel documento viene inoltre richiamata la sentenza del TAR Lombardia n. 1854/2025, successivamente confermata dal Consiglio di Stato con sentenza n. 1582/2026, con la richiesta di procedere alla restituzione di circa 28 milioni di euro relativi a partite tariffarie riferite agli anni 2022-2023 e ritenute non dovute.

Non è possibile scaricare sui cittadini ulteriori costi derivanti da carenze progettuali, soprattutto in considerazione del fatto che non è stata ancora chiarita pubblicamente da Acquedotto Pugliese la destinazione e l'utilizzo della quota di finanziamento PNRR, pari a circa 27 milioni di euro, il cui termine perentorio di utilizzo è scaduto il 31 marzo 2026.

Ci riserviamo di rendere pubbliche ulteriori questioni finanziarie dell'opera che riteniamo meritevoli di attenzione e approfondimento. Non vogliamo e non dobbiamo pagare di tasca nostra la compromissione dell'habitat del Tara.

Chi ha sottoscritto il reclamo:

-  Rete Civica Difesa Fiume Tara

-  Taras Futura

-  Associazione Genitori Tarantini

-  Cittadini Liberi e Pensanti

 - Convocatoria Ecologista Taranto

-  Confederazione COBAS

-  Dis-Education ETS

-  Gambe di Mazinga APS

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