Carte identità cartacee non scadono più il 3 agosto
Il Governo italiano ha approvato una proroga che permette alle carte d'identità cartacee non scadute di rimanere valide in Italia fino alla loro naturale scadenza, superando il blocco precedentemente fissato dal Regolamento UE per il 3 agosto 2026
Un salvagente inviato dal Governo Meloni che elimina le code
che stanno creando problemi ai comuni.
Ligonzo (CISL FP):
“Bene lo stop alla corsa agli sportelli, ora il Comune organizzi una
transizione ordinata”
La decisione assunta dal Consiglio dei Ministri sulla
validità delle carte d’identità cartacee non ancora scadute rappresenta una
misura di buon senso, che può contribuire ad alleggerire la pressione sui
cittadini e sugli uffici anagrafici dei Comuni.
Lo dichiara Fabio Ligonzo, Coordinamento Enti Locali CISL FP Taranto Brindisi,
intervenendo dopo il Consiglio dei Ministri di ieri 16 giugno 2026, che va
nella direzione auspicata proprio dallo stesso dirigente sindacale.
“La corsa alla sostituzione immediata della carta d’identità cartacea con la
Carta d’Identità Elettronica rischiava di scaricare sugli sportelli comunali un
carico difficilmente sostenibile, soprattutto in una fase in cui i servizi
demografici sono già chiamati a garantire attività essenziali con organici
ridotti, procedure complesse e una domanda crescente da parte dell’utenza”, afferma
Ligonzo.
Per la CISL FP Taranto Brindisi, il rinvio degli effetti più rigidi del termine
del 3 agosto 2026, con il mantenimento della validità delle carte cartacee fino
alla naturale scadenza per specifiche finalità e nei rapporti con la Pubblica
Amministrazione e con i soggetti che erogano pubblici servizi, evita
un’emergenza amministrativa annunciata, su tutti i comuni, soprattutto quelli
del meridione.
“È una scelta che va nella direzione giusta, perché consente di evitare code,
tensioni agli sportelli e disagi inutili per cittadini, anziani, lavoratori e
famiglie. Ma sarebbe un errore leggere questa misura come un liberi tutti. La
transizione alla CIE resta un obiettivo necessario, solo che va governata con
programmazione, personale adeguato e strumenti organizzativi seri”, prosegue
Ligonzo.
La possibilità per i Comuni di rilasciare, nelle more dell’emissione della
Carta d’Identità Elettronica, un documento provvisorio di identità rappresenta
inoltre uno strumento utile per garantire continuità amministrativa e tutela
concreta dei cittadini.
“Il punto politico e organizzativo è chiaro: non si può continuare a chiedere
ai lavoratori degli uffici demografici di assorbire ogni nuova scadenza
nazionale senza un corrispondente rafforzamento del personale, senza agende
sostenibili e senza una comunicazione chiara all’utenza. Il problema non è solo
la CIE. Il problema è che ogni nuova procedura, se non accompagnata da risorse
e organizzazione, diventa pressione sui dipendenti e disservizio per i cittadini”.
La CISL FP del Comune di Taranto chiede quindi all’Amministrazione comunale di
utilizzare questa finestra temporale per predisporre un piano ordinato di
gestione delle richieste, rafforzare gli sportelli anagrafici, evitare
concentrazioni improprie di appuntamenti e garantire informazioni chiare alla
cittadinanza.
“Questa decisione del Governo offre tempo. Ma il tempo non serve a rinviare il
problema: serve a risolverlo. Il Comune di Taranto deve cogliere l’occasione
per rafforzare i Servizi Demografici, tutelare il personale e garantire ai
cittadini un servizio efficiente, accessibile e dignitoso. La digitalizzazione
funziona solo se cammina insieme alle persone che ogni giorno la rendono
possibile negli uffici pubblici”, conclude Ligonzo.
FABIO LIGONZO
COORDINAMENTO ENTI LOCALI CISL FP TARANTO BRINDISI

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