Venezuela, doppia scossa killer: almeno 164 vittime
Si scava senza sosta tra le macerie degli edifici crollati. La presidente ad interim Delcy Rodríguez, ha dichiarato lo stato di emergenza.
Chiuso per “danni gravi alle infrastrutture”, l'aeroporto internazionale di Maiquetía.
Il Venezuela è stato colpito da un violentissimo terremoto, uno così non succedeva da più di 125 anni. Diversi gli edifici crollati anche a Caracas dove si scava senza sosta tra le macerie per salvare le persone rimaste intrappolate sotto i calcinacci. Il governo ha dichiarato lo stato di emergenza. Si teme un disastro di vasta portata. Il bilancio provvisorio delle vittime dei due terremoti che hanno colpito il Venezuela è salito a 164, mentre almeno 971 persone sono rimaste ferite, secondo il bollettino ufficiale diffuso dalla presidente a interim Delcy Rodriguez sulla televisione di stato. Oltre 10 mila persone risultano disperse, secondo un sito web creato per raccogliere le segnalazioni delle persone non rintracciabili.
Centinaia le persone scappate in strada e un bilancio (di sangue) destinato inevitabilmente a salilre: due potenti scosse (quasi) gemelle di magnitudo 7.2 e 7.5 a distanza di 39 secondi hanno trafitto il paese. “È stato come essere in un film dell’orrore”, la testimonianza di un sopravvissuto. Un sisma di magnitudo 7.7 fu registrato vicino alla costa del Paese sudamericano il 29 ottobre 1900, secondo l'archivio dell'Usgs.
Verifiche della Farnesina sugli italiani in Venezuela
Intanto, Antono Tajani, ha parlato con l’ambasciatore
d’Italia a Caracas, Giovanni De Vito, ed è stato informato degli effetti del
potente terremoto. Mentre è ancora in corso una valutazione dei danni e del
numero delle vittime, il ministro degli Esteri ha chiesto all'ambasciata di
verificare in particolare la situazione degli italiani, aggiungendo che
"l’Italia è pronta a prestare assistenza e chiederemo alla Ue di attivare
il 'meccanismo di protezione civile Ue' che coordina e finanzia interventi di
emergenza in situazioni del genere".
Chiuso l'aeroporto internazionale di Maiquetía
Chiuso per “danni gravi alle infrastrutture”, l'aeroporto
internazionale di Maiquetía, lo scalo principale del Venezuela. L’epicentro del
sisma è stato registrato vicino a Morón, città costiera (nella parte
centro-settentrionale del Paese) che dista circa 200 chilometri dalla capitale
venezuelana. Il terremoto è stato avvertito anche in Colombia. Gli Stati Uniti
hanno pure attivato l’allarme tsunami (poi rientrato) per Porto Rico, le
Isole Vergini Americane e le Isole Vergini Britanniche.
Danni all'ambasciata francese
L'ambasciata di Francia a Caracas ha subito danni
materiali. Lo ha reso noto il ministero degli Esteri francese, precisando che
tutto il personale diplomatico è stato contattato ed è "al sicuro".
"Allo stato attuale non disponiamo di informazioni che segnalino vittime
francesi", ha affermato il Quai d'Orsay, aggiungendo che i servizi
dell'ambasciata e del ministero restano mobilitati e in contatto con la
comunità francese presente nel Paese per fornire assistenza. In Venezuela
risultano registrati presso i servizi consolari circa 2 mila cittadini
francesi. La Francia si è inoltre detta "pronta a esaminare, insieme ai
suoi partner europei, i mezzi per rispondere alle necessità più urgenti della
popolazione venezuelana", in particolare attraverso il meccanismo europeo
di protezione civile qualora le autorità venezuelane dovessero richiederne
l'attivazione.
Panico tra i venezuelani
Un boato terrificante poi una pioggia di calcinacci:
le immagini che circolano sul web restituiscono la disperazione e la paura dei
venezuelani. Agenti di polizia e vigili del fuoco sono al lavoro a Caracas per
salvare la vita a chi è rimasto intrappolato dal cemento. "Questo
terremoto è stato il secondo evento di una coppia sismica. La scossa principale
di magnitudo 7,5 è stata preceduta, con un intervallo di 39 secondi, da una
scossa preliminare di magnitudo 7,2", ha spiegato lo United States
Geological Survey, l'agenzia scientifica degli Stati Uniti che analizza i
terremoti.
Edifici crollati a Caracas
Non si hanno ancora notizie certe su eventuali vittime, ma
si registrano “feriti e crolli di edifici”, ha confermato il ministro
degli Interni Diosdado Cabello per poi invitare la popolazione a “mantenere la
calma e ad abbandonare gli edifici danneggiati”.
A Caracas tante persone si sono riversate in strada. Carmen
Guedez, 69 anni, era nella stessa stanza della sorella costretta a letto quando
ha avvertito la prima scossa. "L'intensità aumentava sempre di più",
ha raccontato la donna “Ho visto le finestre iniziare a muoversi e poi tutto ha
cominciato a tremare".
Le zone maggiormente colpite
Da una prima valutazione del governo, gli stati di Trujillo,
Carabobo, Miranda e La Guaira sono stati i più colpiti. Freddy Tovar,
coordinatore della Rete sismologica nazionale della Colombia, ha dichiarato di
aver ricevuto oltre 200 segnalazioni di scosse in tutto il Paese. "Le
caratteristiche di questo evento sismico fanno prevedere possibili repliche,
che potrebbero essere avvertite distintamente anche sul territorio
colombiano", ha avvertito.
Più di due milioni di visualizzazioni in poco tempo sono
state raccolte da un video che riprende il momento del sisma all’aeroporto
Simon Bolivar di Maiquetía. Si sente un frastuono spaventoso, poi le urla
delle persone che cercano riparo, mentre il soffitto crolla e la polvere invade
un corridoio dell’aeroporto.
La fuga dei giocatori di baseball
Un altro filmato di un minuto e ventidue secondi postato su
X mostra il sisma avvertito in campo durante una partita di baseball nello
Stadio Universitario di Caracas. Mentre il lanciatore si stava
preparando a riprendere il gioco, l’arbitro posizionato dietro il battitore si
è allontanato allarmato, guardando il cielo. A un certo punto le immagini
mostrano il terreno tremare e i giocatori mettersi in fuga, seguiti dal
pubblico sceso dalle tribune per cercare riparo.
Nella storia recente del Venezuela, Paese ad alto rischio
sismico, le scosse più violente si sono verificate nel nord-est nel 1997
(causando 73 vittime) e a Caracas nel 1967 (con un bilancio di 236 morti).
Trump: "Gli Stati Uniti sono pronti ad aiutare subito il Venezuela"
Mentre si contano vittime e danni si muove anche la macchina
internazionale per fornire assistenza al paese sudamericano. Il presidente Usa,
Donald Trump ha assicurato un immediato sostegno a Caracas. "Gli Stati
Uniti sono pronti, disponibili e in grado di aiutare! Ho dato disposizioni a
tutte le agenzie del nostro governo affinché si preparino a intervenire
rapidamente", ha dichiarato.
Rodriguez ringrazia per la solidarietà
La presidente ad interim Delcy Rodriguez ha ringraziato i numerosi leader stranieri che hanno offerto assistenza al Venezuela dopo il devastante terremoto che ha colpito il Paese, riservando una menzione speciale al presidente statunitense Donald Trump. Trump, ha affermato Rodriguez, "è stato in contatto permanente con il governo venezuelano, offrendo sostegno e solidarieta'". AGI
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