Sul giornalismo musicale ecco i dati dell'Osservatorio
La filiera chiede alfabetizzazione: cosa racconta la prima rilevazione operativa dell’Osservatorio
Dati, analisi e prime direttrici di lavoro verso il tavolo comunicazione-informazione
La prima rilevazione operativa dell’Osservatorio sulla
Comunicazione Musicale Italiana restituisce un dato che va oltre la saturazione
delle redazioni.
Il problema non riguarda soltanto la quantità di comunicati,
la pressione sulle inbox o la difficoltà crescente di ottenere attenzione dai
media.
Riguarda la filiera stessa.
Dalla rilevazione diffusa a oltre 7.000 contatti selezionati
tra giornalisti, blogger, direttori artistici, uffici stampa, label,
management, booking, operatori culturali e professionisti del settore, con
oltre 6.400 aperture registrate, più del 75% di completamento delle domande
chiuse e 285 risposte aperte raccolte tra questionario, rilanci da parte dei
media e feedback di settore, emergono tre richieste su tutte:
- criteri
condivisi;
- formazione
professionale;
- un tavolo
operativo tra comunicazione e informazione.
Il dato più indicativo è proprio questo: tra gli strumenti
ritenuti necessari compaiono percorsi di alfabetizzazione sia per gli
artisti sia per gli addetti ai lavori.
Significa che il comparto musicale italiano non ha soltanto
bisogno di una maggiore preselezione dei progetti, ma di competenze minime
condivise.
Non basta più chiedersi perché le redazioni siano sommerse
da proposte non pertinenti, perché molti comunicati vengano archiviati dopo
pochi secondi o perché la semplice uscita di un brano digitale venga ancora
presentata come una notizia autosufficiente.
La criticità più rilevante arriva prima, nel momento in cui
un progetto viene valutato, preparato, proposto, promesso, inviato, raccontato
o restituito all’artista come risultato.
Arriva nella distinzione, spesso ancora sottile o resa opaca
da alcune pratiche di mercato, tra promozione e informazione. Tra pubblicazione
organica e spazio acquistato. Tra comunicato stampa e pitch. Tra recensione,
intervista, pubbliredazionale e copertura editoriale.
Arriva nella conoscenza dei tempi redazionali, nella
gestione corretta degli embarghi, nella costruzione delle mailing list, nella
qualità dei materiali, nella trasparenza dei report e nella capacità di capire
se una proposta abbia davvero un motivo per arrivare a una testata.
Per questo la rilevazione non può restare una fotografia del
problema, ma deve diventare una base di lavoro.
La saturazione, da sola, non spiega tutto. Dire che
“arrivano troppe mail” è ormai insufficiente.
La domanda più utile è un’altra: quante di quelle
mail avrebbero dovuto partire?
Il documento completo in calce a questa newsletter raccoglie
i dati e le prime evidenze della rilevazione in una lettura estesa articolata
in 19 sezioni: dalla premessa metodologica alla composizione dei partecipanti,
dalla valutazione della notiziabilità ai materiali stampa, dagli invii non
pertinenti all’impreparazione tecnica degli artisti, fino al tema più delicato
emerso dai risultati: la richiesta di alfabetizzazione espressa dalla
filiera e rivolta soprattutto a sé stessa.
Perché formare gli artisti è necessario, ma oggi non è
sufficiente.
Serve anche una formazione di base per chi comunica,
intermedia, promette, seleziona, valuta, riceve e trasforma un progetto
musicale in proposta mediatica.
È in questo passaggio che abbiamo iniziato a strutturare il
lavoro di InformArtisti™, progetto nato per intervenire prima che
l’impreparazione diventi pratica quotidiana, richiesta fuori misura,
aspettativa irrealistica o terreno favorevole a servizi poco trasparenti.
Se l’Osservatorio misura dove il rapporto tra comunicazione
e informazione si inceppa, InformArtisti™ lavora sulla fase precedente: quella
in cui artisti, team e operatori devono acquisire gli strumenti minimi per
comprendere cosa significhi comunicare un progetto musicale, cosa possa
realisticamente fare un ufficio stampa, cosa non debba promettere nessun
professionista serio e quale sia la differenza tra visibilità, copertura
editoriale, promozione, posizionamento e lavoro culturale sul progetto.
Non serve costruire barriere, né stabilire chi possa o non
possa lavorare nella comunicazione musicale.
Serve, piuttosto, riconoscere che un mercato senza linguaggi
comuni produce fraintendimenti continui: artisti esposti a promesse
irrealistiche, uffici stampa costretti a svolgere un lavoro di educazione non
previsto, media chiamati a filtrare materiali non pertinenti, operatori che
confondono strumenti diversi e report che rischiano di alimentare aspettative
non aderenti alla realtà.
Tra i contributi raccolti tornano alcuni nuclei molto
chiari: la necessità di una selezione più accurata a monte, l’urgenza di
materiali stampa più ordinati e utilizzabili, la stanchezza verso gli invii
indistinti, la difficoltà di coordinamento tra uscite, la richiesta di una
notiziabilità reale già nel pitch e il bisogno di percorsi di preparazione per
artisti e operatori.
Una delle risposte aperte sintetizza bene la direzione:
«Probabilmente avere una notiziabilità reale già nel
pitch aiuterebbe a filtrare.»
È da qui che deve partire il lavoro.
Nei mesi estivi, l’Osservatorio inizierà a preparare il
primo tavolo operativo comunicazione-informazione previsto per settembre.
Come anticipato, non sarà un incontro di rappresentanza; non
sarà una tavola rotonda generica sullo stato del settore; non sarà un confronto
destinato a esaurirsi in considerazioni già note.
L’obiettivo sarà, invece, quello di lavorare su strumenti
concreti:
- una scheda
preliminare di comunicabilità, per capire prima dell’invio se un
progetto dispone davvero di materiali, contesto, tempi e motivo
editoriale;
- una griglia
di pertinenza progetto-media, per ridurre gli invii indistinti e
rafforzare il rapporto tra chi propone e chi riceve;
- una Carta
minima della Comunicazione Musicale Responsabile, come base volontaria
di buone pratiche su trasparenza, embargo, follow-up, materiali stampa,
reportistica e distinzione tra organico e paid;
- percorsi
di alfabetizzazione per artisti, team, comunicatori e figure intermedie
della filiera, anche attraverso il lavoro di InformArtisti™, con
l’obiettivo di rendere più chiari ruoli, limiti, responsabilità, tempi,
materiali, aspettative e dinamiche reali del rapporto con i media;
- un primo
tavolo di lavoro tra comunicazione e informazione, orientato a casi
concreti, procedure minime e strumenti realmente utilizzabili.
Il questionario resta aperto per chi desidera contribuire.
La credibilità della comunicazione musicale non nasce quando
una mail entra in redazione. Nasce prima. Nel modo in cui un progetto viene
selezionato, preparato, indirizzato, raccontato e restituito all’artista.
L’Osservatorio ha come obiettivo quello di trasformare le
criticità ormai riconosciute in terreni operativi, dove chi comunica e chi
informa possano confrontarsi non solo su ciò che non funziona, ma su ciò che si
può costruire per lavorare meglio.
Per leggere il documento completo con dati,
grafici, risposte e prime direttrici operative: https://drive.google.com/file/d/1WN0pourtBUfJbpoTvP7a0865q1k1MmEq/view?usp=drive_link
Chi desidera inviare osservazioni più articolate, proposte,
criticità ricorrenti o indicazioni utili alla costruzione del tavolo di
settembre può scrivermi direttamente a ufficiostampa@musicandmediapress.it
In questa fase, ogni contributo realmente circostanziato può
aiutare a trasformare il confronto in uno strumento di lavoro più funzionale
per tutti.
Il confronto, però, può avere valore solo se si traduce in
strumenti.
Per questo i prossimi mesi saranno dedicati alla raccolta di
ulteriori contributi, alla definizione delle prime proposte e alla preparazione
del tavolo di settembre.
Per capire quali criteri possano aiutare tutto il comparto a
lavorare meglio.

Commenti
Posta un commento
Commenti non moderati comportarsi civilmente