Mauritania, diario di viaggio – Parte 2
Continua il racconto del viaggio, che vede me e Rossana a Zouerat, nella zona mineraria a nord della Mauritania.Il primo sguardo alle case intorno dà subito l’idea di un’immensa povertà
Il mercato e i negozi
Nel mercato “coperto” – un misto di garage e capannoni col
tetto di lamiera – i carretti tirati da asini rappresentano il principale mezzo
di trasporto delle merci. Non ci sono orti o coltivazioni: viene venduta
pochissima frutta e verdura, per lo più importata e di pessima qualità. Occorre
quindi acquistare qua e là il meno peggio. Sulle bancarelle di tessuti sono
esposte soprattutto centinaia di melfe, teli unici coloratissimi e
senza cuciture che, legati con alcuni nodi, coprono l’intero corpo compreso il
capo. Ma, non essendovi turismo, la vendita è assai ridotta e non si comprende
come possa dare da vivere. Poco altro. Tanti bambini scalzi che, se possono,
comprano qualche piccola golosità o lattine di “bibite spazzatura”. Nei negozi
piccolissimi locali solitamente senza finestre, viene stipato scatolame vario,
acqua in boccioni da 20 litri, pochissima frutta, pesata su vecchie bilance. Si
può trovare un po’ di tutto, ma a prezzi tutt’altro che adeguati allo stipendio
(quando c’è) di chi lavora, intorno ai 200 euro al mese. Una baguette di
3 etti costa 35 centesimi quindi un kg di pane costa circa 1 euro, un litro di
latte 1 euro e mezzo, così come un chilo di banane. La carne si aggira sui 7-10
euro al kg, ma viene consumata prevalentemente nelle grandi feste o in
occasioni particolari. Quotidianamente le famiglie consumano soprattutto cous
cous di cereali poveri, come il miglio o il più economico riso spezzato, con
poche verdure (carote e cipolle) e fagioli.
Slide show: mercato, negozi e venditori ambulanti
I trasporti
Poi vi sono decine di auto private, anche belle, o furgoni
Toyota che appartengono ai più benestanti. Un giovane, con una battuta, mi dice
che le macchine belle sono di dipendenti del governo o della miniera, oppure di
chi traffica droga.
Leggo infatti che la
Mauritania è considerata un hub logistico per il transito della cocaina
proveniente dal Sud America, grazie alle sue coste (quando arriva via mare),
alla vasta estensione desertica (dove viene spesso stoccata) e ai grandi
confini difficilmente controllabili, per transitare poi verso Nord attraverso
il Sahara occidentale e il Marocco, o verso est (Mali e Niger) e raggiungere
l’Europa. Esiste un legame stretto tra narcotraffico e gruppi terroristici,
come Al Quaeda, che offrono protezione al passaggio della droga in cambio di
finanziamenti per le armi.
Bambine e bambini: il sistema educativo
L’età media in Mauritania è di circa 18 anni (in Italia 48
anni), il che significa che metà della popolazione ha meno di 18 anni, con un
tasso di fecondità di 4,5 figli per donna ed una mortalità infantile di 70 per
mille (in Italia è inferiore al 3 per mille).
In Mauritania a fronte di 5 milioni di abitanti nascono
circa 178 mila bambini all’anno, cosa che presupporrebbe un investimento enorme
nel sistema educativo, oltre che sanitario. A Milano, su 1 milione e mezzo
circa di abitanti, ci sono circa 9000 nati all’anno. Nella sola regione di
Zouerat, di circa 60 mila abitanti, si stimano 2000 nascite all’anno. Più di
cinque volte tanti.
Infine una curiosità: girando per le strade non di rado ci
si imbatte in strutture basse, uffici blindati con nomi impegnativi scritti in
due lingue, arabo e francese, come per esempio “Direction Regional de
l’Education e du System d’Enseignement” o altre definizioni di questo
tenore. Mi dicono che a volte ci entra qualcuno, forse un funzionario, ma
nessuno sa a cosa servano. Sono riuscita ad entrare in uno di questi edifici:
bello internamente, con un custode che mi ha mostrato “la sala riunioni”. Nulla
di più.
Qualcuno, più anziano, a volte parla qualche parola di
francese, ma sembra che nelle scuole pubbliche venga insegnato sempre meno… per
una questione di identità, dicono.
Nella terza parte parleremo delle miniere, della schiavitù e
del Governo del paese.
Fine 2^ parte

Commenti
Posta un commento
Commenti non moderati comportarsi civilmente