Taranto - UDC interviene sulle criticità del carcere
Messina (UDC): Gravi criticità negli ambienti sanitari del carcere di Taranto, tutelare operatori e detenuti
Sono ormai quotidiane le segnalazioni
e le testimonianze che giungono alla mia attenzione da parte degli operatori
sanitari che operano nelle strutture sanitarie della casa circondariale
“Carmelo Magli” di Taranto.
In ogni segnalazione è evidente il
senso di disperazione di chi si reca a lavoro con senso di responsabilità, ma
allo stesso tempo si avverte la frustrazione di chi è costretto a “vivere” in
un ambiente non consono. Questo perché, dalle segnalazioni ricevute, gli
ambienti sanitari del carcere presentano criticità strutturali non tollerabili
e condizioni igienico-sanitari al limite della decenza: parliamo di condizioni
che minano seriamente la sicurezza degli stessi operatori.
In particolare, solo per portare
qualche esempio, mi riferisco all’assenza di spogliatoi e servizi igienici
dedicati al personale sanitario con conseguente obbligo per gli operatori
sanitari di recarsi dalle proprie abitazioni al luogo di lavoro e viceversa,
indossando la divisa. Questa dinamica è in palese contrasto con le norme
igienico-sanitarie e di prevenzione del rischio biologico. Al “Magli” siamo in presenza
di un unico bagno promiscuo che viene utilizzato da circa una trentina di
operatori, carenza di armadietti per la custodia degli effetti personali,
condizioni igienico-sanitarie e di sicurezza lavorativa non conformi ai
principi previsti dal d.lgs. 81/2008, infermerie collocate in ambienti non
conformi agli standard di sicurezza, privi di impianti di climatizzazione, che
portano a inevitabili ripercussioni sul benessere degli operatori e sulla
corretta conservazione dei farmaci e dei presidi sanitari, personale
infermieristico che, presso il padiglione Jonio, è frequentemente costretto a
soggiornare in locali chiusi e anch’essi privi di climatizzazione, con una
grave carenza di personale di Polizia Penitenziaria che non consente di poter
far operare in maniera adeguata e in totale sicurezza durante l’apertura delle
sezioni detentive.
È facile intuire che tutte queste
situazioni, che violano la normativa vigente in materia di tutela della salute
e della sicurezza nei luoghi di lavoro, sono una grave lesione ai diritti dei
lavoratori.
Per queste ragioni, ho chiesto un
incontro con il Prefetto di Taranto, al fine di avviare un confronto che possa
portare a delineare un percorso condiviso per la soluzione delle problematiche.
Inoltre, in qualità di Consigliere
del Comune di Taranto, ho chiesto al direttore del “Magli” di programmare una
mia visita istituzionale presso gli ambienti sanitari della stessa casa
circondariale, in maniera tale da poter effettuare un sopralluogo.
In chiusura, voglio approfittare di
questo intervento per ribadire anche un altro aspetto, che ho già affrontato
qualche tempo fa: il benessere dei detenuti. Quel benessere che molte volte
viene compromesso dai problemi di sovraffollamento delle stesse carceri oppure
per la mancanza degli affetti, la sensazione di disperazione, la mancanza di
aspettative in relazione alla pena da espiare e quella incapacità di affrontare
lo stress della stessa vita in carcere.
Ragioni queste, per le quali
sollecito pubblicamente il sindaco di Taranto Piero Bitetti ad accelerare la
nomina del garante dei detenuti con l'auspicio che venga individuata fra i
partecipanti al bando del Comune di Taranto, la figura di spessore con il
miglior curriculum e con maggiore esperienza. Come istituzione abbiamo il
dovere di contribuire al miglioramento del sistema carcerario in tutte le sue
sfaccettature.

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