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Taranto vuole giustizia, la pretende e se la prende

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  “La Corte d’appello accoglie la richiesta di inibitoria e (…) ordina la sospensione dell ’ attivit à produttiva dell ’ area a caldo dello stabilimento Ilva di Taranto, assegnando a queste ultime il termine di giorni novanta, decorrente dall ’ ultima comunicazione del provvedimento, per il completamento delle operazioni di sospensione sotto la sorveglianza dell ’ autorità di controllo”: cinque righe tra la narrazione di Taranto, città inquinata e il suo futuro. Cinque righe - tra le 45 pagine dell’ordinanza della Corte d’appello di Milano - che aprono il mondo a una comunità per quattordici anni umiliata, offesa, tradita. Cinque righe attese da quasi tre lustri: una vita, in pratica. Cinque righe che racchiudono tutte le migliaia di ore di assemblee, le manifestazioni per strada, i sit-in, i pres ì di davanti alla Prefettura o a Palazzo di ci ttà. E l ’ attesa. S ì , quelle cinque righe le attendevamo perch é sentivamo che questa fosse la volta buona. L ’ azione inibitor...