il Premio “Città del Galateo” celebra il valore umano della parola
Quando
la cultura diventa ponte:
A
Roma, nella Sala Capitolare del Senato della Repubblica, la XIII edizione del
Premio Internazionale d’Eccellenza “Città del Galateo – Antonio De Ferrariis”
rinnova il suo messaggio di pace, memoria e dialogo tra i popoli.
Ci sono eventi che non si limitano a premiare un’opera, un percorso o un talento. Ci sono appuntamenti che diventano luoghi dell’anima, spazi in cui la cultura smette di essere parola astratta e si fa incontro, riconoscenza, responsabilità condivisa. Il Premio Internazionale d’Eccellenza “Città del Galateo – Antonio De Ferrariis”, giunto alla sua XIII edizione, appartiene a questa rara famiglia di esperienze: nasce dalla memoria di un grande umanista salentino e continua a parlare al presente con la forza mite e necessaria della conoscenza.
L’8 ottobre 2026, dalle ore 15.00 alle 18.30, la Sala Capitolare del Senato della Repubblica, nel Complesso di Palazzo della Minerva a Roma, accoglierà una cerimonia dal forte valore simbolico.
Non sarà soltanto una premiazione, ma una celebrazione corale di donne e uomini che, attraverso la letteratura, l’arte, la ricerca, il giornalismo, l’impegno civile, la spiritualità, lo sport e la formazione, hanno scelto di lasciare un segno luminoso nella società.
Il Premio, promosso dall’Associazione Culturale Internazionale VerbumlandiArtAps presieduta da Regina Resta, custodisce nel proprio nome una radice antica e una visione moderna. Antonio De Ferrariis, detto il Galateo, fu uomo di sapere, medico, filosofo, umanista capace di guardare oltre i confini del proprio tempo. A lui si ispira una manifestazione che, anno dopo anno, rinnova un messaggio limpido: la cultura non divide, non alza muri, non crea distanze; la cultura accoglie, illumina, unisce.
In un tempo spesso attraversato da fratture, incomprensioni e smarrimenti, il Premio “Città del Galateo” sceglie di indicare una direzione diversa: quella del dialogo. Lo fa chiamando a raccolta personalità provenienti da mondi differenti, accomunate da una stessa vocazione: trasformare il proprio talento in servizio, la propria competenza in testimonianza, la propria opera in dono per gli altri.
Attorno al Premio si intrecciano storie di studio, di poesia, di ricerca, di impegno istituzionale e umano. La presenza dell’Alto Patrono Cardinale Fernando Filoni, della madrina Suor Rebecca Nazzaro, del presidente onorario Francesco Lenoci, del presidente di rappresentanza per la cultura Hafez Haidar, del presidente di giuria Goffredo Palmerini e della presidente del Premio Regina Resta restituisce il profilo di una manifestazione che unisce autorevolezza e sentimento, rigore e calore, istituzione e comunità.
Ogni nome premiato, ogni opera segnalata, ogni riconoscimento consegnato racconta una parte di questo grande mosaico. Dai vincitori del concorso letterario agli insigniti speciali, dagli autori italiani agli autori stranieri, dagli studiosi agli artisti, dai professionisti ai rappresentanti del mondo dello sport, il Premio celebra il merito come energia civile e la bellezza come forza capace di educare lo sguardo.
Particolarmente intensa sarà l’esecuzione, in anteprima nazionale, dell’inno dedicato ad Antonio De Ferrariis, con testo di Regina Resta e musica del Maestro Giuseppe Papaianni. In quel momento la parola diventerà suono, la memoria si farà canto, e il Salento — terra di luce, pensiero e accoglienza — entrerà idealmente nel cuore delle istituzioni repubblicane, portando con sé l’eredità di un umanesimo ancora vivo.
La
XIII edizione del Premio Internazionale d’Eccellenza “Città del Galateo –
Antonio De Ferrariis” non guarda soltanto al passato, ma lo trasforma in
promessa. Ricorda che la cultura è memoria, ma anche futuro; è radice, ma anche
apertura; è identità, ma anche capacità di riconoscersi nell’altro. Per questo,
la cerimonia dell’8 ottobre non sarà soltanto un evento da raccontare, ma un
segno da custodire.
Perché quando la cultura diventa ponte, nessuno resta davvero lontano. E quando la parola si fa incontro, anche il futuro appare più umano.


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