Il 28 si spegne l'area a caldo dell'Ilva - la posizione di Europa Verde
La Corte d’Appello civile di Milano ha respinto la richiesta di sospensiva presentata da Acciaierie d’Italia ed ex Ilva, confermando lo spegnimento dell’area a caldo dello stabilimento ex Ilva di Taranto entro il 28 ottobre.
La decisione è stata accolta con soddisfazione da Europa Verde, che ha espresso
apprezzamento anche nei confronti dell’associazione Genitori Tarantini e dei
legali che hanno seguito la vicenda.
Secondo i rappresentanti del partito, il pronunciamento della magistratura
evidenzia le responsabilità politiche accumulate negli ultimi quindici anni
nella gestione della questione industriale e ambientale tarantina. Europa Verde
sottolinea inoltre che il diritto alla salute, alla vita e a un ambiente
salubre non può essere subordinato alle esigenze della produzione industriale.
Nel loro intervento, gli esponenti del movimento precisano di non voler
sottovalutare le difficoltà che lo spegnimento degli impianti potrebbe
comportare per lavoratori e famiglie. Per questo chiedono l’avvio di una transizione
che superi la contrapposizione tra tutela della salute e diritto al lavoro.
Tra le proposte indicate figurano un piano straordinario per Taranto, misure
per garantire reddito e continuità occupazionale ai lavoratori diretti e
dell’indotto, il reimpiego del personale nelle attività di smantellamento degli
impianti e nelle bonifiche, oltre a strumenti specifici come prepensionamenti
per chi ha svolto mansioni usuranti o è stato esposto all’amianto e incentivi
all’esodo.
Europa Verde chiede anche che le bonifiche vengano avviate rapidamente e
diventino il primo cantiere della nuova fase di sviluppo della città. In questa
prospettiva, il partito propone una diversificazione dell’economia locale, la
valorizzazione del territorio e l’istituzione di una no tax area per attrarre
nuovi investimenti produttivi.
Secondo i firmatari, Taranto deve costruire un futuro meno dipendente dalla
monocultura dell’acciaio, puntando su un modello di sviluppo capace di creare
lavoro senza aggravare le condizioni ambientali e sanitarie del territorio.
La gestione della transizione, secondo Europa Verde, dovrebbe avere una cabina
di regia a Taranto e prevedere un tavolo interministeriale composto da tecnici
finanziati dal governo. Il percorso, si legge nella nota, dovrebbe coinvolgere
lavoratori, sindacati, cittadini, imprese, istituzioni, università e mondo
della ricerca.
La nota è firmata da Giovanni Carbotti, coportavoce AVS/Verdi Taranto; Gregorio
Mariggiò, coportavoce provinciale AVS/Verdi; Rosa D’Amato e Riccardo Rossi,
commissari regionali AVS/Verdi; Antonio Lenti, consigliere comunale AVS/Verdi
Taranto.

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