Il Parco delle Cesine, un ecosistema a difesa della costa

 

Dune costiere: alle Cesine per scoprire gli ecosistemi che proteggono le coste

Nell'ambito del progetto ReMaRe, una visita aperta a cittadini, giovani e famiglie per conoscere il ruolo chiave delle dune contro erosione ed eventi estremi  

Conoscere per proteggere il presente e il futuro delle coste. È questo il filo conduttore del field visit che si è svolto il 12 settembre nella Riserva Naturale le Cesine e Oasi del WWF, organizzato dalla Riserva nell'ambito del progetto ReMaRe – Recupero Marino e costiero per comunità Resilienti.

Alla visita guidata hanno partecipato oltre 70 persone, tra cui molti giovani e bambini.

 

Un'occasione di approfondimento e confronto dedicata a uno degli ecosistemi più preziosi e fragili del Mediterraneo: le dune costiere. Ambienti naturali spesso percepiti semplicemente come cumuli di sabbia, ma che rappresentano sistemi complessi, fondamentali per la biodiversità e per la protezione delle coste dagli effetti dell'erosione e degli eventi climatici estremi.

Ad accompagnare i partecipanti in questo percorso, di oltre due ore, alla scoperta del territorio, sono stati due esperti che hanno dedicato importanti studi e questo tratto di costa e a cui sono profondamente legati. 

Il geologo del CNR Marco Delle Rose ha illustrato la storia geologica dell'area, ripercorrendo la formazione e l'evoluzione di questo tratto di litorale attraverso gli studi condotti sulle dune delle Cesine. Uno sguardo al passato geologico del territorio che permette di comprendere meglio le dinamiche che ancora oggi modellano la costa e di interpretarne le attuali fragilità.

A raccontare invece il patrimonio vegetale delle dune è stato Piero Medagli, botanico dell'Università del Salento e studioso di fama internazionale. Proprio nelle Cesine, Medagli ha mosso i primi passi della sua attività di ricerca botanica, dedicando negli anni numerosi studi alla vegetazione di quest'area.

La flora dunale svolge infatti un ruolo fondamentale non solo per la conservazione della biodiversità, ma anche per la stabilità stessa delle dune. Le specie vegetali contribuiscono a trattenere la sabbia, favorendo la formazione e il mantenimento di questi ecosistemi e rendendoli più capaci di resistere alle pressioni naturali e antropiche.

Il field visit ha rappresentato un momento concreto per osservare direttamente sul campo come geologia, vegetazione e dinamiche costiere siano profondamente interconnesse. 

“Le dune – dichiara Giuseppe De Matteis Direttore della Riserva Naturale le Cesine - rappresentano il confine, la barriera che separa l'immensità del mare dalla ricca riserva di biodiversità della palude costiera. Una barriera dinamica, ricca di scambi e necessaria a equilibri delicati. Oggi grandi e piccini hanno potuto conoscere forze e debolezze di un sistema naturale che richiede attenzione e spesso necessita di cure." 

Proteggere le dune significa proteggere la costa, la biodiversità e le comunità che vivono questi territori. In un Mediterraneo sempre più esposto agli effetti della crisi climatica, dell'erosione costiera e della pressione antropica, conoscere il funzionamento degli ecosistemi naturali diventa il primo passo per immaginare strategie di adattamento più efficaci e sostenibili. 

È proprio in questa direzione che si inserisce ReMaRe – Recupero marino e costiero per comunità Resilienti, il progetto di cui WWF Italia e la Riserva Naturale le Cesine sono tra i partner, che si impegna a rigenerare gli habitat dell’Adriatico meridionale e a costruire, insieme alle comunità locali, un futuro più sano e sostenibile per il mare e per chi lo vive.

La natura non è soltanto qualcosa da proteggere: è una delle nostre più importanti alleate per affrontare le sfide del futuro.

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