Intervista di Frank Schwalba-Hoth a Silvia Polidori
Nata a L’Aquila, vive in Belgio ed è avvocata, funzionaria europea e
poetessa
Intervista di Frank
Schwalba-Hoth – ex politico tedesco, membro fondatore dei Verdi tedeschi ed ex
parlamentare europeo (https://en.wikipedia.org/wiki/Frank_Schwalba-Hoth) – a Silvia Polidori,
nata a L’Aquila, avvocato, funzionaria europea, poetessa e
progettista di bio-architettura. Nell’intervista emerge il percorso
professionale ed umano di Silvia Polidori, che partita dall’Abruzzo, ha
vissuto e lavorato per oltre vent’anni in vari paesi europei. Silvia Polidori
vive attualmente a Bruxelles (Belgio) dove lavora per il Parlamento
europeo e scrive libri.
Frank: Benvenuti. Quello che vi aspetta nei prossimi minuti è l'inizio di un nuovo podcast. Per questo podcast, abbiamo scelto il nome ‘Frankly Brussels’. Perché? Perché io, Frank, sarò il moderatore, e presenterò i personaggi più influenti di Bruxelles.
Perché un nuovo podcast? Tutti i podcast in lingua inglese ambientati a Bruxelles si concentrano più sulla politica che sulla vita, i valori, le idee e le attività delle centinaia e migliaia di attori dell'UE. Ciò che manca è un podcast che metta in luce, di volta in volta, un personaggio di spicco della "bolla" di Bruxelles.
In agosto 2026, abbiamo
invitato Silvia Polidori, italiana, avvocata, funzionaria
europea, poetessa pluripremiata e progettista di bio-architettura. Grazie
infinite, Silvia Polidori, per aver accettato di venire qui su questa
scalinata emblematica del Parco Leopold
di Bruxelles. C'è una famosa foto del 1927 dove siamo seduti ora, con Marie Curie, Albert Einstein, ed altri Premi
Nobel. Tutti erano qui e tra le altre cose discussero per la prima volta la
teoria quantistica, che ora è fondamentale per l'informatica. E perciò ho
scelto questo luogo emblematico perché io e te potessimo parlare.
Cara
Silvia, ora ho alcune domande. La prima domanda è: da dove
vieni, dove sei nata?
Silvia: Mi aspettavo che mi chiedessi: perché sei venuta con un cane, il mio
cane SUN!
Frank: Il tuo famoso cane, certo!
Silvia: Non è solo il mio cane, sta diventando il
mio assistente ed è una delle fonti d'ispirazione dei miei libri. Per questo ha
il diritto di essere qui 😊.
Sono nata in Abruzzo, una
bellissima regione d'Italia, e in particolare in una città chiamata L'Aquila,
che si trova in montagna, sugli Appennini.
Frank: l’Abruzzo, dove non ci sono cani, ma
ancora lupi!
Silvia: sì,
in realtà abbiamo lupi normali, non lupi bianchi come il mio cane-lupo SUN.
Frank: L'Aquila è una città famosa, nota per
la sua storia, dove ci fu un terremoto.
Silvia: Sì, in effetti abbiamo avuto diversi
terremoti nella storia, quindi possiamo dire che è una città dinamica dal punto
di vista geologico.
Frank: e le tue radici sono solo italiane, o
c'è qualcos'altro?
Silvia: Le mie radici sono italiane, anche se il mio
cognome è originariamente greco, Polidori. Quindi lo sento nel profondo del
cuore, c'è qualcosa lì.
Frank: Quando eri più piccola, qual era la tua
principale occupazione oltre ad andare a scuola?
Silvia: A cominciare dal fatto che vengo dall'Aquila, che è una delle città più fredde d'Italia, perché è circondata da montagne innevate, ho sempre amato scalare le mie montagne.
E penso che venire da una città che si trova in una valle e salire in montagna mi ha permesso di apprezzare la vista più ampia delle vette. Questo è anche un simbolo del fatto che nella vita, dopo sacrifici, dopo aver camminato e camminato, superando gli ostacoli, si può finalmente raggiungere un traguardo che si vuole. Pensavo sempre al bene degli altri.
Ero appassionata di alcune forme d'arte, come la
danza classica e il pianoforte. E di notte scrivevo già poesie.
Frank: Qual
era il tuo sogno per la vita dopo aver smesso di ballare, arrampicare e andare
a scuola?
Silvia: beh, in realtà volevo fare del bene per le
persone. Per gli studi, pensavo che il mezzo concreto fosse la legge, perché è
ciò che possiamo usare come strumento per il bene.
Frank: e hai studiato legge dove?
Silvia: a Teramo, dall'altra parte della montagna principale della mia città,
il Gran Sasso.
Frank: e sempre in Italia, o ti sei trasferita
in un'altra città, in un altro paese per studiare?
Silvia: ho fatto gli studi in Italia, e poi ho
deciso di lasciare l'Italia per andare a Bruxelles per lavoro.
Frank: ah, ma perché Bruxelles?
Silvia: Per l'ambiente internazionale e per
l'apertura verso culture e lingue diverse, e per le differenze in generale,
soprattutto tra le persone.
Frank: e dove lavori a Bruxelles, con l'Unione
Europea?
Silvia: Certo, ho lavorato per molte istituzioni e
agenzie europee, e non solo a Bruxelles, ma anche a Praga, per tre anni.
Frank:
Ora, la poesia. Hai iniziato già da giovanissima. Qual è stata la reazione di
amici, colleghi e familiari quando hai mostrato loro le tue poesie?
Silvia:
scioccati!
Frank: scioccati?
Silvia: Non perché scrivessi poesie, ma perché le
condividessi con gli altri. Fino ad allora
era qualcosa che tenevo per me. Poi
una mia amica poetessa mi ha convinto a pubblicare le mie poesie.
Frank: e dove le hai pubblicate per la prima
volta?
Silvia: in Italia, ma già a livello internazionale, perché scrivo e pubblico in
tre lingue.
Frank: tre?
Silvia: traduco io stessa l’italiano, il francese e l’inglese.
Frank: quando leggo in francese, italiano o
inglese, il contenuto è lo stesso?
Silvia: beh, in poesia non si può dire esattamente
la stessa cosa, perché ogni poesia è una creazione artistica unica. Quindi,
quando traduco, posso cambiare qualcosa per trasmettere la stessa emozione.
Frank: Quando
ho sentito parlare di te per la prima volta qui a Bruxelles, mi è stato detto:
"Ah, quella è la scrittrice che ha vinto tanti premi internazionali".
È vero?
Silvia: Beh, sì. Negli ultimi anni ho ricevuto diversi premi.
Frank: Quanti?
Silvia: Circa 70.
Frank: Cosa? Settanta?
Silvia: Sì. E non
solo in Italia, ma anche in Svizzera, in Francia.
Frank: Wow! E ho sentito anche la voce che ci sarà un
nuovo premio in un paese del Nord Africa.
Silvia: Beh, in
realtà ho appena tradotto uno dei libri più premiati, con 15 riconoscimenti
internazionali, in due lingue extraeuropee, ovvero cinese e arabo.
Frank: Wow. Ho anche incontrato un tuo amico che mi ha
detto che anche tu lavori e studi nel campo dell'intelligenza artificiale. È
vero?
Silvia: Ho scritto
il mio primo saggio su questo argomento, "La poesia nell'era
dell'intelligenza artificiale", per analizzare la questione e trasmettere
il messaggio che la poesia, a mio avviso oggi, è ancora più utile per l'essere
umano come mezzo creativo per nutrire la sua anima.
Frank: Ma l'intelligenza artificiale non ha anima.
Anche tu usi l'intelligenza artificiale per la tua poesia?
Silvia: Io no, ma
ho fatto una ricerca e un esperimento. Ho quindi testato l'intelligenza
artificiale specificamente per la poesia.
Frank: Su quale argomento?
Silvia: Sugli
stessi argomenti delle mie poesie.
Frank: Cosa di concreto?
Silvia: Ho
confrontato le mie poesie con quelle prodotte dall'IA sul tema dell'amore.
Frank: Amore? Wow, meraviglioso.
Silvia: Sul tema
della felicità anche. E ho anche chiesto all'intelligenza artificiale di
comporre una poesia su SUN, il mio cane e, nello specifico, una poesia su SUN e
l'osso di prosciutto.
Frank: Una poesia sull'amore, sulla felicità o sul tuo
cane, prodotta da te, prodotta anche da un'intelligenza artificiale. C'è
differenza? Come giudicheresti la differenza tra una produzione di Silvia
Polidori e una prodotta da un'intelligenza artificiale?
Silvia: In realtà,
ci sono alcuni criteri che l'intelligenza artificiale stessa ha evidenziato
quando le ho chiesto di fare il paragone, come un certo background filosofico
che renderebbe le poesie più umane o l'uso della rima.
Frank: Dato che ho studiato letteratura, tra le altre
cose, pensi che sarei in grado di distinguere il tuo lavoro da quello prodotto
da un'intelligenza artificiale?
Silvia: Penso di
sì, Frank.
Frank: Grazie. Ora, sei una persona perfetta. E quindi,
vuoi vivere una vita perfetta 😉 E quindi, ho
sentito che hai lasciato Bruxelles. Prima vivevi sulla costa belga. E poi hai
deciso una cosa strana: costruire una casa senza cemento, senza pietre. È vero?
Silvia: Sì, è
vero. Sono nel bel mezzo di un grande progetto. Non ho mai costruito una casa e
ora sto cercando di costruirne una fatta di legno e paglia.
Frank: Paglia, legno e argilla messi insieme per
costruire una casa. Wow.
Silvia: E la forma
della casa l'ho ideata io. Quindi, ho progettato la casa, ne ho realizzato la
scultura, un dipinto e ho dato tutto questo al mio architetto che poi ha
prodotto i progetti.
Frank: Questo significa che sei una specie di
coltellino svizzero umano. Avvocato, ricercatore al Parlamento europeo e in
altre istituzioni dell'UE, poeta pluripremiato, architetto e padrone di un
cane. Congratulazioni per essere venuta con me sulle scale dove sedevano i
premi Nobel! Spero che molte altre persone ti incontrino, leggano le tue poesie
e ti conoscano soprattutto qui a Bruxelles, questa città cosmopolita. Grazie.
Silvia: Grazie,
Frank. Un grande onore per me!
***
Frankly Brussels - Episodio 2: Silvia Polidori
Intervista disponibile sul canale YouTube
‘Brussels Crow’ @Brusselscrow a questo link: https://youtu.be/lZrWIZecWgY?si=Vmrg4HfdN0Gz-FN3 con sottotitoli
anche in italiano.

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