AVS su Arpa Puglia: "E' in affanno"

 


ARPA Puglia è stata lasciata troppo a lungo in affanno. Ora servono coraggio, verità sul Piano Taranto e un cambio di passo radicale

 

L'audizione in II Commissione consiliare ha certificato una realtà che non può più essere nascosta: ARPA Puglia continua a operare con organici insufficienti, con personale precario e con un piano di rafforzamento, quello dedicato a Taranto, che appare ancora largamente incompiuto.

Non è una questione che riguarda soltanto i lavoratori dell'Agenzia. È una questione che riguarda la salute dei cittadini pugliesi e la capacità della Regione di controllare e prevenire le emergenze ambientali.

Dopo anni di annunci, è arrivato il momento della verità.

Basta emergenze permanenti, ARPA Puglia non può continuare a vivere in una condizione di perenne emergenza organizzativa. La precarietà non è una politica del personale. È un fallimento della programmazione delle priorità.

Non si può chiedere a un'Agenzia che si occupa di monitoraggi ambientali, bonifiche, controlli industriali, supporto alle Procure e tutela della salute pubblica di lavorare con organici ridotti e con personale che vive nell'incertezza.

Le professionalità ambientali si costruiscono in anni di formazione e di esperienza sul campo. Perderle significa indebolire la capacità stessa della Regione di proteggere il territorio.  Per questo chiediamo un piano straordinario di assunzioni stabili e un percorso che riporti progressivamente ARPA Puglia vicino alla propria dotazione organica.

Sul Piano Taranto non accettiamo più silenzi, il Piano doveva rappresentare la risposta straordinaria della Regione al territorio più esposto d'Italia dal punto di vista ambientale.

Oggi, invece, ci troviamo ancora a chiederci quante assunzioni siano state realmente effettuate; quanti posti siano rimasti vacanti; quante professionalità siano andate perdute; quali risorse siano ancora disponibili.

Se, come emerso nel dibattito di questi giorni, il Dipartimento di Taranto è tornato ad avere un numero di funzionari molto vicino a quello del 2016, allora significa che qualcosa non ha funzionato e che qualcuno deve assumersene la responsabilità politica.

Taranto continua a sopportare il peso dell'ex Ilva, delle bonifiche, delle discariche, dei monitoraggi ambientali e sanitari, dei nuovi impianti industriali e delle grandi vertenze ambientali. Non è più tollerabile che proprio il territorio più esposto continui ad avere un presidio ambientale insufficiente.

Per questo chiediamo anche di riprendere il progetto della Scuola di Alta Formazione Ambientale a Taranto, affinché la città diventi non solo il simbolo delle emergenze ambientali, ma anche un centro di formazione e di eccellenza per le competenze ambientali e la transizione ecologica.

La nuova Giunta cambi passo. La stagione della Giunta Emiliano lascia aperte troppe questioni irrisolte.

Infatti accanto al tema del personale e del Piano Taranto c'è un altro principio che non può essere messo in discussione: l'indipendenza dell'Agenzia. ARPA Puglia non è un ente politico. È un presidio tecnico-scientifico al servizio dei cittadini, delle istituzioni e della magistratura.

Per questo guardiamo con forte preoccupazione alle modifiche normative della scorsa consiliatura che hanno introdotto nuovi organi di nomina politica. L'autonomia dell'Agenzia, la sua terzietà e la sua credibilità devono essere rafforzate, non indebolite.

In una regione segnata da alcune delle più gravi emergenze ambientali del Paese, non possiamo permetterci neppure il dubbio che le valutazioni tecnico-scientifiche possano subire condizionamenti esterni.

La sfida è una sola: ricostruire un'ARPA forte. La Puglia ha bisogno di un'ARPA autorevole, indipendente, adeguatamente finanziata e presente sui territori. Perché senza controlli, senza monitoraggi e senza competenze non c'è transizione ecologica, non c'è tutela dell'ambiente e non c'è diritto alla salute.

Su questo Europa Verde – Alleanza Verdi e Sinistra sarà inflessibile e continuerà a chiedere verità, trasparenza e un cambio di passo radicale.

I Commissari regionali EV-AVS, Rosa D'Amato e Riccardo Rossi

 

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