Climate change ignorato, derive continenti e terremoti
L’uomo potrebbe anche non esserci. O si? Molti indicatori, alcuni scienziati, rapporti, pubblicazioni indicano, che il folle comportamento sta portando l’uomo come specie verso la sesta estinzione.
Quattrocentoquaranta milioni di anni fa, a causa del
raffreddamento e del conseguente notevole abbassamento degli oceani quasi i due
terzi delle specie marine si estinse.
La replica si ebbe 375 milioni di anni fa, e ancora nel
Permiano- Triassico 250 milioni di anni fa quando 9 specie su 10 scomparvero,
poi 200 milioni di anni fa, a causa di un notevole aumento di temperatura e
l’ultima 65 milioni di anni fa quando scomparvero anche i dinosauri, che
avevano dominato per 165 milioni di anni.
Queste citazioni per entrare nel vivo della storia della
formazione dell’Italia 250 milioni di anni fa e la sua scomparsa fra 100
milioni di anni causata dallo schiacciamento prodotto dal movimento della zolla
africana, che sarà entrata nell’Europa inghiottendo tutto il Mediterraneo e con
esso l’Italia.
La storia necessita di qualche nota riguardante la deriva
dei continenti spiegata con la teoria della tettonica delle zolle. Una specie
di corazza ricopre tutta la Terra. Una corazza, che si chiama litosfera, dello
spessore di un centinaio di Km, fatta di materiale rigido soggetto a fratture.
Sotto la litosfera c’è l’astenosfera costituita da materiale
deformabile che si trova ad alta temperatura. Il materiale dell’astenosfera che
si trova in profondità sale, in superficie si raffredda e ritorna giù formando
così un movimento circolare.Questo movimento provoca la rottura in grandi
placche della litosfera che è rigida. Placche che si muovono trasportando come
zattere oceani e continenti.
La storia della Terra negli ultimi 500 milioni di anni è la storia del formarsi e frantumarsi di un grandissimo continente chiamato Pangea che vuol dire “tutte le terre”. Grosse zolle tettoniche che trasportavano continenti che vagavano per il globo, in un processo di avvicinamento che è finito 250 milioni di anni fa con la formazione della Pangea e il sollevamento di una catena montuosa i cui resti sono oggi gli Appalachi e gli Altopiani dell’Europa centrale.
Intorno a 200 milioni di anni fa il Pangea cominciò a dividersi. Una grandissima lacerazione orizzontale lo tagliò, in due supercontinenti il Gondwana e la Laurasia con in mezzo il mare denominato Tetide. Successivamente la Laurasia si divise in Nordamerica ed Eurasia mentre da Gondwana nacquero Sudamerica, Africa e India che inizio il suo viaggio di 8 mila km verso l’Asia. Circa 70 milioni di anni fa anche l’Africa inizio a risalire verso nord avvicinandosi all’Europa e restringendo il mare della Tetide.
Oggi l’Himalaya è la prova della collisione dell’India verso l’Asia e che ancora continua come la zolla africana che sta spingendo verso nordest contro quella euroasiatica che ha determinato il sollevamento delle Alpi e restringe sempre più l’antica Tetide che chiamiamo Mediterraneo e con esso l’Italia. La velocità di spostamento è di alcuni centimetri l’anno.
La maggior parte del territorio italiano, in origine
apparteneva al continente africano tranne la Sardegna che è tutta europea. La
spinta africana dura da 13 milioni di anni dando origine alla deriva del blocco
adriatico verso nord est. Insomma l’Africa ci spinge verso la ex Jugoslavia,
l’Adriatico scomparirà e le due coste si salderanno. In una fase successiva
scomparirà l’Italia schiacciata fra Africa ed Eurasia.
Tempo di realizzazione di questo processo? Cento milioni di
anni l’Africa sarà penetrata nell’Europa. Terremoti e vulcani sono collegati
allo scontro tra i blocchi. Oggi la placca adriatica, nel suo movimento verso
est urta nella sua parte meridionale contro una struttura continentale ben
consolidata, la Grecia settentrionale e l’Albania. Solo la Sardegna è salda e
non ha memoria di terremoti. Negli ultimi 3500 anni i terremoti in Italia sono
stati 30 mila in media uno ogni 13 mesi.
Dal 500 d.C quindi negli ultimi 2500 anni ci sono stati in
Italia 560 terremoti tra 8 e 11 grado della Mercalli. In Italia tra il 1996 e
il 2016 si sono prodotti danni per catastrofi naturali (dissesto idrogeologico
e terremoti) per 58 mld di dollari (Fonte ANIA).
In Europa sei dei 10 terremoti più devastanti e costosi si
sono verificati in Italia. Alcuni anni fa una ricerca riportata sul
“Journal of global and planetary change “da 2 scienziati della NASA
e basato sulla teoria della tettonica a placche dimostrava
l’aumento del numero dei terremoti e della loro distruttività dovuta ai
cambiamenti climatici.
Tutta la superficie della Terra è in continuo movimento.
Terremoti e vulcanesimo sono direttamente legati allo scontro tra blocchi, tra
queste “zattere”. Secondo la teoria dei due scienziati americani, la forte
diminuzione dei ghiacciai al polo nord, e quella minore al polo sud,
alleggerisce il peso che grava sulle “zattere “continentali, provocando una
modifica del loro movimento, alterando il precarissimo equilibrio esistente. Da
questa situazione deriva l’aumento dei terremoti.
L’altro effetto, determinato dal riscaldamento globale,
secondo tale teoria, è quello delle onde anomale. Rischi altissimi quindi nel
paese geologicamente instabile e oggetto dell’avvicinamento dell’Africa
all’Eurasia e con in più queste ulteriori tensioni di alterato equilibrio
dovuto alla deglaciazione.
Memoria storica sui terremoti, instabilità geologica, scioglimento dei ghiacciai non hanno prodotto quella politica di messa in sicurezza sismica del paese e puntato invece su infrastrutture viarie e ferroviarie.
Addirittura il progetto av Brescia/Verona è stato elaborato utilizzando le norme costruttive del 1996 invece di quelle del 2008 e prescindendo dalla classificazione sismica del territorio. Rilievi fatti dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici ma sembra ignorato considerato che il progetto è stato comunque approvato. (ARTICOLO DEL 2018 ANCORA ATTUALE)

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