Taranto - No alla procedura hotspot! La città prenda parola
Riceviamo
e pubblichiamo integralmente nota dell’associazione Hermes Academy di Taranto sottoscritto da una pluralità di associazioni e singoli cittadini
“No alla procedura
hotspot! La città prenda parola.” Hermes Academy Onlus ed Arcigay Taranto
aderiscono all’appello pubblico della Campagna Welcome ed invita a partecipare
all’assemblea di venerdì 20 alle ore 19.00 in Piazza Maria
Immacolata (presso l’aula studio di Officine Tarantine, in caso di
pioggia).
“Dati
i picchi degli arrivi negli ultimi giorni in Italia, è chiaro che la capacità
disponibile degli hotspot operativi non è sufficiente per i mesi estivi. Di
conseguenza, l’Italia ha identificato altri luoghi destinati ad ospitare
hotspot, che dovrebbero essere aperti in estate”. Si legge nella terza
relazione della Commissione Ue su ricollocamenti e reinsediamenti. Si
raccomandano, inoltre, azioni per rendere pienamente operativi gli hotspot di
Lampedusa, Pozzallo, Trapani e Taranto e per crearne di “mobili”. Ma da Taranto
prosegue la campagna di sensibilizzazione.
«Con questo appello
ribadiamo il nostro no al sistema hotspot. Abbiamo ascoltato storie incredibili
di donne ed uomini infrangersi contro le barriere fisiche, giuridiche e
politiche delineate nell’ambito della cosiddetta procedura hotspot. Vite
diverse ricondotte forzatamente all’interno di categorie giuridiche, per di più
applicate in maniera arbitraria e ingiusta.
Abbiamo avuto
direttamente a che fare con i problemi innescati dall’avvio del dispositivo
hotspot (anche) a Taranto, dove è attivo da due mesi. Abbiamo visto donne ed
uomini disorientati, vagare per le strade ad alto scorrimento immediatamente
limitrofe alla struttura, senza una meta precisa. Migranti respinti, lasciati
in strada senza un posto nel quale dormire e mangiare, senza alcun tipo di
orientamento, assistenza, supporto, esposti a tutti i rischi connessi alla
precarietà giuridica e sociale. E poi, ancora, donne e uomini rimpatriati, in
base alla nazionalità di origine che, a fronte di percorsi migratori lunghi e
complessi, come messaggio di benvenuto in Europa vengono immediatamente
condotti nei C.I.E. e/o sugli aerei con destinazione il Paese dal quale
fuggono. Solo grazie all’intervento di molti attivisti, su cui non può reggersi
la sorte di tanta gente, sono stati garantiti accoglienza, pasti, orientamento.
Della procedura hotspot
contestiamo:
1. l’idea
complessiva che governa la procedura, secondo la quale i migranti possono
essere selezionati in base alla nazionalità di provenienza, in violazione del
diritto di accesso alla richiesta di protezione internazionale, che è invece
soggettivo e individuale;
2. le singole
procedure (e violazioni) attraverso le quali avviene la selezione e la
differenziazione.
Dal racconto
diretto dei migranti transitati abbiamo appreso che l’informativa legale – che
l’ente in gestione ha l’obbligo di attuare – è, anche quando effettuata,
assolutamente generica e inidonea a far comprendere realmente ciò che avviene
al momento dello sbarco e delle identificazioni. Ad esempio, nessuno dei
migranti che ha ricevuto il provvedimento di respingimento ne ha compreso la
natura e le conseguenze e nessuno ha compreso il contenuto del questionario che
viene somministrato immediatamente dopo lo sbarco, in base al quale, di fatto,
si viene respinti. A detta di chi lo somministra, infatti, i migranti
sceglierebbero (evidentemente senza che nessuno spieghi loro le conseguenze e
le alternative) di autodichiararsi “migranti economici”.
Inoltre in nessuna
maniera l’hotspot di Taranto può essere configurato come un centro chiuso: le
persone condotte all’interno, in ogni fase della procedura, hanno il diritto di
spostarsi all’esterno della struttura. Ogni prassi contraria è, nei fatti, una
detenzione illegittima, non essendo prevista in nessuna legge, e una grave
violazione del diritto alla libera circolazione.
Inoltre, la
procedura hotspot è una prassi extralegale: non è regolamentata dalla
legislazione nazionale ma è frutto di accordi di indirizzo politico tra il
governo italiano e le istituzioni europee e poi le procedure seguite (anche con
finalità detentive), in assenza di apposita previsione normativa, sono una
grave violazione della legge italiana e delle normative comunitarie. Non è
accettabile, inoltre, che venga impedito l’accesso alla struttura agli enti di
tutela che si occupano di orientamento legale. Non rivendichiamo la possibilità
di accedere all’interno della struttura al fine di democratizzare il
funzionamento dell’hotspot. Al contrario, chiediamo che sia garantito l’accesso
a tutti i soggetti che si occupano di tutela giuridica delle e dei migranti
come strumento di inchiesta/denuncia delle prassi illegittime/controllo sulle
procedure in corso, al fine di circostanziare e specificare gli elementi di
critica nei confronti del funzionamento dell’hotspot.
Non è più il tempo
di esprimere generica indignazione e sdegno. Occorre costruire una rete di
forze politiche, associative, sindacali e di movimento che prendano parola,
contestando la pericolosità delle prassi in atto. L’hotspot non può essere una
fabbrica di etichette che, una volta applicate arbitrariamente ai migranti che
vi vengono condotti, segnano la qualità della vita, la soglia di ricattabilità
e la rilevanza dello sfruttamento (sessuale, lavorativo, ecc) alla quale chi è
in fuga viene esposto. Anche Taranto può e deve fare la sua parte.»
A seguire, le adesioni all’appello di Campagna Welcome Taranto
giunte da numerose realtà, che dimostrano che Taranto è una città sensibile ed
attenta ai temi dei diritti e dell’accoglienza.
Ammazza
che piazza
Off-Topic
– sala studio Officine Tarantine
Palestra
popolare Claudio Morabito
Libera
Open
Borders – Sguardi Migranti
Bottega
del mondo Equociqui
Arci
Puglia
ArciGay Taranto
Chiesa
Valdese
Valentina
Petrini – giornalista
Gaetano
De Monte – giornalista
Alessandro
Leogrande – giornalista/scrittore
Marco
Cardellicchio – giornalista
Francesco
Casula – giornalista
Peacelink
WWF
Legambiente
Taranto
ACT
Puglia
Possibile
Verdi
Taranto
Rifondazione
comunista e giovani comunisti Taranto
Sinistra
anticapitalista Taranto
Gianni
Liviano – consigliere regionale
Dante
Capriulo – Consigliere comunale Taranto
Associazione
politica Altra Puglia
Associazione
Arca
Associazione
LOA
Associazione
Babele
Associazione
OHANA
Associazione
Ammostro
Comitato
verità per Taranto
ABFO
Arci
comitato territoriale
Arci
On the Road Castellaneta
Arci
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Arci
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Arci
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