Taranto – Durante il Consiglio Comunale - Liviano al Sindaco Stefàno: “Lei crede che in città ci siano duecentomila fessi?
“Buon giorno signor sindaco, come va il torcicollo? Sa,
glielo chiedo perché a proposito della relazione degli ispettori della
Ragioneria dello Stato lei rispose che quello che più la preoccupava in quel
momento era il suo torcicollo. Ah!, L’è passato? Sono veramente contento di
questo. Sindaco, ma davvero crede che qui (in Consiglio comunale, ndr) ci sono
trentadue fessi. Veramente lei crede che in città ci siano duecentomila fessi?”.
Gianni Liviano, consigliere comunale di Noi democratici
per le città che vogliamo nonché consigliere regionale, ha da poco preso la
parola. E lo ha fatto subito dopo l’intervento del sindaco Stefàno a proposito
dell’ispezione inviata al Comune di Stato dal ministero Economia e finanze. Un
intervento, quello del primo cittadino, che non ha risposto alle attese dei
consiglieri comunali di opposizione che quel chiarimento avevano espressamente
chiesto.
E Liviano non le manda certo a dire al sindaco Stefàno
rimproverandogli il fatto che avrebbe dovuto fornire risposte “non soltanto
tecniche ma anche politiche” dal momento che il sindaco stesso “è anche
assessore al Bilancio. Sarebbe utile -ha aggiunto Liviano - che dopo nove
anni e mezzo di suo governo che lei ogni tanto si assumesse le sue
responsabilità. Ho seguito con attenzione l’incipit del suo intervento ed è
stato, come sua consuetudine, uno scaricare le responsabilità sui dirigenti e
sugli uffici salvo poi verificare, da parte nostra, che undici dirigenti sono
cambiati in sei anni. E’ come se la politica avesse completamente rinunciato al
suo ruolo di gestione, come se fosse completamente terza, come se avesse
avocato ai tecnici ogni tipo di scelta e avesse deciso di non entrarci. Allora
se avete deciso di non c’entrare niente allora andatevene, e andiamocene, a
casa”.
Poi l’affondo finale, quello che Liviano ha sferrato
all'indirizzo del sindaco entrando nel merito della questione. “Non è
certamente irrilevante la discordanza dei bilanci depositati nel settore
Direzione Finanza e quelli approvati dal Consiglio e depositati nell'ufficio
Giunta. Quanto meno denota una disorganizzazione evidente perché è dalle poste
di bilancio che uno ha disposizione prevede spese o liquida incombenze. Un
altro appunto degli ispettori riguarda la mancanza di attendibilità dei dati
del bilancio di previsione e dei criteri perché un bilancio risponda ai criteri
di veridicità. Questi bilanci non sono attendibili quando l’avanzo di gestione
inserito nel bilancio di previsione 2011 è diverso da quello emerso dal
consuntivo del 2010. Così come quando gli ispettori dicono che l’avanzo di
gestione messo in un titolo di spesa piuttosto che in un altro è un atto che va
ad influire in maniera incisiva sul Patto di stabilità rendendo nulli i suoi
risultati. Questo significa - ha aggiunto Liviano - che i risultati
obiettivo dei Patti di stabilità non risultano veritieri perché calcolati
su poste di bilancio allocate in maniera errata nel bilancio stesso, stiamo
parlando del fatto che per raggiungere l’equilibrio di bilancio si è detto nei
bilanci di previsione che si sarebbero riscosse delle entrate tributarie
completamente differenti rispetto a quelle che sono state effettivamente
riscosse e completamente differenti da quelle dell’anno precedente”.
Per non parlare “dei danni erariali prodotti dalla sua gestione
sindacale” dal momento che, ha sottolineato con forza il consigliere comunale
di opposizione, “sono stati accesi nuovi mutui nelle more di mutui
precedentemente contratti e non utilizzati. E’ questo che ci stanno dicendo gli
ispettori: che è stato causato un danno erariale alle casse del Comune”.
Poi c’è tutta la partita legate alle partecipate “che a
lei, sindaco, non può sfuggire. Insomma, sindaco, la prego di aver maggior
rispetto per la sua intelligenza, per la nostra intelligenza, per l’intelligenza
della città perché raccontare che qualcosa possa essere sfuggito perché c’è
stato un cambio di sede degli uffici è veramente una barzelletta megagalattica.
E un città che sta soffrendo - ha poi concluso Liviano - non ha
bisogno delle sue barzellette”.

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