Sud in Movimento - I ritardi dell'informatizzazione della pubblica amministrazione
Riceviamo
e pubblichiamo integralmente nota di Sud in Movimento
di Andrea Cometa
Tra le varie necessità che si riscontrano nelle pubbliche
amministrazioni, ce n’è una per cui ho sempre avuto una particolare attenzione.
Parlo della migrazione verso sistemi digitali e quindi informatizzazione
spinta.
Il governo nel 2010 ha recepito dalla commissione Europea le
indicazioni strategiche contenute nell’agenda digitale, il cui scopo è
“sfruttare al meglio il potenziale delle tecnologie dell’informazione e della
comunicazione per favorire l’innovazione, la crescita economica e la
competitività”.
Oggi a distanza di 6 anni sono stati fatti pochi passi nella
direzione indicata, tra questi la Fattura Elettronica che è uno strumento utile
alle imprese che hanno come cliente la pubblica amministrazione, la cui utilità
non è tangibile in maniera diretta per il cittadino.
Bisogna spingere ancora sul pedale dell’acceleratore,
soprattutto se contestualizziamo il tutto nelle amministrazioni locali. Oggi
c’è tanto da fare e fortunatamente esistono anche una moltitudine di strumenti
con licenza open, il cui utilizzo impatterebbe positivamente nella ordinaria
gestione dei flussi amministrativi. Le licenze open source o software liberi,
hanno diversi vantaggi tra cui il costo a regime, la trasparenza, sicurezza e
proprietà svincolata da un unico soggetto; approfondire l’argomento è utile e
basta una ricerca per capire qualcosa in più.
Oggi molte attività amministrative sono compromesse da una
lentezza inaccettabile, ragion per cui si è fatta una analisi di quelli che
sono strumenti, funzioni ed abitudini, individuando nella piena adozione del
CAD (Codice Amministrazione Digitale) la soluzione. L’informatica è la cura,
immaginiamo la nostra città dotata di un collaudato sistema che azzera tempi,
fornisce indicatori, eroga dati ed ha come unica priorità il cittadino.
È un sistema che funziona e che facilità la vita a tutti,
ogni amministrazione dovrà consentire a cittadini ed imprese i pagamenti
informatici e l’inoltro di istanze per via telematica. Attrezzare la casa
comunale con un URP (Ufficio Relazioni con il Pubblico) anche virtuale, vorrà
dire abbattere tempi da parte degli operatori ma soprattutto da parte dei
cittadini, senza trascurare il grande vantaggio di metterci in diretto contatto
senza intermediari e tutti con la stessa identica possibilità. Monitorando
contemporaneamente le attività svolte dagli operatori e fornendo indicatori
utili a comprendere e migliorare eventuali disservizi interni.
La migrazione verso il digitale vuol dire anche innovazione
e soprattutto apertura, oggi una pubblica amministrazione innovativa non può
fare a meno di rendere aperti ed accessibili i dati, infatti si parla spesso di
Open Data; i dati in quanto finanziati da denaro pubblico, devono ritornare ai
contribuenti, e alla comunità in generale, sotto forma di dati aperti e universalmente
disponibili. Sempre nel rispetto della privacy, i dati possono essere di natura
economica, geografica, climatica, statistica e via dicendo; immaginiamo per un
attimo cosa potrebbe portare l’incrocio dei dati geografici, statistici e
climatici in una città a forte rischio di dissesto idrogeologico; oppure la
semplice analisi dei dati degli impianti semaforici (di nuova generazione) al
fine di migliorare la viabilità.
Le opportunità sono tante, dobbiamo coglierle ed iniziare a
percorrere la strada del progresso, poi sarà tutto a portata di click.
Sud in Movimento

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