Mary L. Trump Mio zio va fermato, l'uomo più pericoloso al mondo

 

"E' 'uomo più pericoloso al mondo" Nella trasmissione in Altre Parole su La7, Mary L. Trump, la nipote di Donald Trump fa il quadro esatto dello zio Donald Trump.Gramellini 

Gramellini - Allora Donald Trump aveva un fratello maggiore che si chiamava Freddie, che ha avuto una figlia che adesso fa la psicologa, mi verrebbe da dire che con uno zio così era anche un lavoro che poteva essere il suo e quindi siamo davvero contenti di collegarci con la signora Mary L.Trump.

Gramellini - Buonasera. 

Mary L. Trump Buonasera un piacere essere con voi.

Gramellini Autrice di un libro che già nel titolo diciamo contiene il senso: “Sempre troppo e mai abbastanza, come la mia famiglia ha creato l'uomo più pericoloso al mondo”, ecco, io intanto volevo chiederle, signora Trump, che cosa significa per lei oggi portare questo cognome?

Mary L. Trump - Posso usare facilmente il mio cognome, in verità per il cognome non c'è problema, anche perché quando ero bambina le persone non mi chiamavano mai per cognome, no quindi e poi questo è il cognome di mio padre, quindi non vedo perché dovrei rinunciare a questo cognome anche se, chi lo sa, in futuro forse, sarà un nome con cui nessuno vorrà avere a che fare, a non voler portare il peso di questo nome.

Gramellini - Senta che rapporto c'è adesso fra lei e suo zio?

Mary L. Trump - Nessun rapporto, l'ultima volta che l'ho visto è stato ad aprile del 2017, quando era stato appena eletto e si era insediato da poco e l'unico contatto che abbiamo avuto allora è stato con il tribunale per delle cause…



Gramellini - Va bene insomma una cosa una cosa allegra, senta signora la vostra famiglia aveva il nonno, suo nonno Fred,  papà appunto di Freddy, suo papà e di Donald, ecco suo padre ha avuto un rapporto molto particolare, molto conflittuale con Donald Trump, ne parla anche nel libro, ci può raccontare un aneddoto?

Mary L. Trump - Questa rivalità fra i fratelli è molto interessante; perché mio nonno in realtà era un uomo di successo sul serio, un bravissimo uomo d'affari, aveva molti rapporti, molti contatti e nel corso della sua vita ha creato un impero, un impero immobiliare a New York e quando poi si è rivolto a Donald, che non era il figlio maggiore, - no quello era mio padre -  lo ha designato come successore,  ciò non apparve giusto per il resto della famiglia, per il fatto che mio padre aveva otto anni più di Donald, che fosse tra l'altro un uomo anche molto intelligente, diventato un pilota professionista, quindi ovviamente era dotato di competenze, di grande valore, invece mio nonno ha scelto Donald e Donald non aveva capacità e come sappiamo non è mai stato un uomo d'affari di successo, perché non sapeva neanche come affrontare il mondo, se non fosse stato per mio nonno, per la sua rete di relazioni, il potere e anche cospicue somme di denaro..

Gramellini Senta qual era il rapporto fra suo padre e suo zio, cioè fra i due fratelli il primogenito e il secondogenito?

Mary L. Trump  - Mio padre, Freddy, era più grande di otto anni rispetto a suo fratello Donald. Questa significativa differenza d’età ha fatto sì che non crescessero realmente insieme. I loro interessi personali erano molto diversi: mentre a Donald non venivano attribuite passioni specifiche in questa fase, mio padre era profondamente attratto dalla vela, dalla pesca e dal mondo dell’aeronautica. Questa passione lo portò a diventare pilota, segnando una netta distinzione tra le loro vite e le loro aspirazioni.

All’inizio, mio padre non percepiva il fratello minore come un concorrente. Nonostante le differenze, il loro rapporto non era problematico finché Freddy lavorava ancora nell’azienda di famiglia. La situazione rimase stabile fino al momento in cui mio padre decise di lasciare la ditta per seguire la sua vocazione e divenire pilota. Donald colse l’occasione per avvicinarsi al nonno, che era a capo della famiglia e della società. Fu il nonno stesso a creare una rivalità tra i due fratelli, inserendo tensioni che prima non esistevano. Anche quando mio padre, dopo undici anni trascorsi lontano dall’azienda di famiglia, decise di tornarvi, la situazione non migliorò. Il nonno scelse infatti Donald come presidente della società, escludendo di fatto mio padre e acuendo ulteriormente la tensione tra i due. Questa dinamica conflittuale fu il risultato diretto delle scelte e delle azioni del loro padre, ovvero mio nonno, che ebbe un ruolo determinante nel plasmare il rapporto tra i due fratelli.

Gramellini - Come spesso capita in queste famiglie, senta noi definiamo Donald, il suo zio, in tanti modi, quindi chi però meglio di lei ci può dire qual è quello giusto, lei lo chiamerebbe un bullo, un matto,  perché qualcuno gli dà proprio del pazzo o un cattivo, come piace invece lui dipingersi, un bullo, un matto o un cattivo..

Mary L. Trump -  Ma perché dobbiamo scegliere potremmo dire che lui per queste cose è sicuramente un bullo, perché chiaramente questo gli consente di raggiungere gli obiettivi; i bulli sono deboli in realtà, loro se la prendono con persone su cui possono esercitare potere, ma io sono psicologa come hai detto all'inizio, ma io non ho mai formulato una diagnosi su mio zio, però siamo giunti a un punto per cui abbiamo così tante prove del suo comportamento che non credo che sia necessaria una diagnosi per affermare che chiaramente è un uomo che non sta bene dal punto di vista emotivo, psicologico, cognitivo e anche sempre di più dal punto di vista fisico e inoltre anche se è la persona più debole che io abbia mai conosciuto è la persona peggiore che abbia mai conosciuto, non ha nessuna caratteristica che lo possa riscattare in alcun modo.

Gramellini - Le chiedo, ma avrà una qualità quest'uomo?

Mary L. Trump - Tanti anni fa - e questo è interessante -, forse c'è stata una piccola scintilla di gentilezza, un barlume di gentilezza,   ha cercato almeno di provare a essere gentile, secondo me,  ma questa è una qualità che invece mio nonno non apprezzava; mio padre sì era una persona gentilissima e ogni volta ciò veniva definito come una debolezza; cioè per la mia famiglia l'empatia, la gentilezza venivano considerate delle forme di debolezza e col tempo, Donald Trump ha fatto in modo che qualsiasi impulso che lo portasse alla gentilezza venisse soffocato, sepolto, adesso non esiste più secondo me.

Gramellini - Senta noi qua in Europa, come puoi immaginare, seguiamo le vicende di suo zio con una certa preoccupazione, ma su tutte la preoccupazione maggiore è questa, gliela dico: se lui perdesse le elezioni, per esempio quelle di novembre, non riconoscerebbe il risultato? 

Perché poi la democrazia è questa: accettare le sconfitte, accettare anche di perdere il potere oppure. secondo lei. nello stato in cui lui si trova non pronto a lasciare il potere, non è più disposto a lasciare il potere?

Mary L. Trump - No, non se ne andrà mai e ci sono tante prove che lo dimostrano, questa è una bellissima domanda, eccellente, anche se sfortunatamente, secondo me, la risposta è evidente: volontariamente lui non se ne andrà mai, non accetterà mai i risultati di un'elezione che ha perso e, anche se sembra incredibile, io questo l'ho detto nel 2020 e prima dell'elezione nel 2020 ho detto che se Donald si sente affondare lui ci farà affondare con lui e ieri, quando la Corte Suprema si è pronunciata contro le sue politiche economiche e i dazi, lui ha detto espressamente: io posso distruggere questo paese, quindi mi pare chiaro forse qual è il suo intendimento. Dobbiamo essere pronti e senz'altro l'Unione Europea in particolare si deve preparare.

Gamellini -  Guardi qui vicino a me c'è il collega Beppe Severgnini che ha letto il suo libro che voleva farle una domanda prego…

Beppe Severgnini - Buonasera due domande brevi, una alla nipote e l'altra all’americana: 63 milioni di americani hanno votato per suo zio e molti in Europa, io e come me la collega Giovanna Botteri, che abbiamo fatto i corrispondenti in America, conosciamo bene il suo paese e fatichiamo a capirlo, però è accaduto non una volta, ma due volte, secondo lei cosa è scattato in fondo all'anima americana per ottenere questo successo che preoccupa noi qui,  come preoccupa voi li.

Mary L. Trump - Sì dovremmo preoccuparci secondo me, questo è parte del problema, che voi conoscete forse di più come funziona il nostro paese, rispetto alla maggior parte degli americani, che se ne disinteressano, è ancora più importante per Donald il risultato logico che i potenti non subiscano mai le conseguenze circa il loro operato; pensiamo a Richard Nixon che non è stato perseguito e l'ha fatta franca, quindi tutti la fanno franca, vedi il fallimento finanziario del 2008, la crisi; anche l'amministrazione Bush non ha mai dovuto rispondere per le sue politiche in cui utilizzavano la tortura, alla fine quindi ora siamo finiti con una persona che spinge ancora oltre questo limite e lui penso non risponderà a nessuno;  la cosa più preoccupante non sono solo le 63 milioni di persone che hanno votato per lui nel 2016, 72 milioni hanno votato per lui nel 2020 e quasi 78 milioni nel 2024, quindi chiaramente c'è qualcosa, c'è qualcosa che lui offre alla gente che io non riesco a capire, ma lo dobbiamo riconoscere alle persone piace il suo razzismo, la sua misoginia, la sua crudeltà e a loro piace il fatto che continua a farla franca.

Giovanna Botteri -  Io mi chiedo questi 72 milioni di americani, dopo tutto quello che sta succedendo adesso che vanno al supermercato a far la spesa e vedono i prezzi che di settimana in settimana aumentano, adesso che vedono il loro paese sull'orlo di una nuova guerra con l'Iran, che si sentono isolati dall’Europa, fischiati nelle capitali del mondo, ancora sono disposti a votare per lui?

Mary L. Trump Purtroppo direi che una minoranza cospicua di queste persone non accetteranno mai chi è Donald, non ammetteranno mai il loro errore; le persone di solito non ammettono di sbagliare, a nessuno piace di sentirsi dire: “no, ti sbagli”; la gente in realtà poi insiste, rilancia, però secondo me c'è qualcosa che sta cambiando, ci sono persone che hanno votato per lui e non fanno parte della setta, diciamo dei suoi seguaci più accaniti, che lo lasceranno anche se è questo quello che sta cercando di fare Donald adesso che tutte le persone credano lui e non alle loro esperienze concrete, quello che vedono con i loro occhi, ma questo secondo me non funzionerà, perché le persone adesso stanno sentendo gli impatti negativi delle sue terribili politiche economiche e sanno che sta nascondendo qualcosa  dei files di Epstein e l'America sta perdendo il rispetto di cui godeva in tutto il mondo e poi aveva promesso che non sarebbe stato più coinvolto in una guerra ed eccoci qua con l'Iran.

Gramellini  -  Un'ultima battuta di Beppe poi la salutiamo.

Beppe Severgnini  - Mary io sono a Roma in questo momento, ma vengo da Milano dove c'è un certo sollievo perché pare che suo zio non venga per la cerimonia e per la finale di Usa Canada, e poi non va a Verona per la cerimonia di chiusura di Cortina,  perché si sa, perché il mio timore da italiano è che qualcuno dei nostri governanti si metta in imbarazzo quando suo zio è in tour, si presenti e quindi metta in imbarazzo anche noi… arrivo alla domanda: come la nostra presidente del consiglio ritiene che è meglio non contraddirlo, io sono sicuro che Giorgia Meloni non condivida molte delle cose,  spero almeno,  che dice suo zio Donald Trump, però mi sembra altrettanto evidente che lei ha scelto questa strada “è meglio non contraddirlo” l'impressione mia invece è che forse occorre contraddirlo e dirgli no, no, questo non si può fare, che noi europei dobbiamo dire no basta, come è accaduto con la Groenlandia, lei con chi è d'accordo? 

Mary L. Trump -  Mi trovo pienamente d’accordo con la sua opinione: il motivo principale per cui ci ritroviamo in questa situazione risiede nel fatto che, in passato, molte persone hanno scelto di non prendere posizione contro di lui, anche quando ne avevano la possibilità. Questa mancanza di reazione ha rappresentato un grave errore, perché trattenersi dall’agire significa, di fatto, concedergli il permesso di agire in maniera ancora peggiore; la cosa più importante che dobbiamo capire è che Donald Trump peggiorerà sempre, bisogna smettere di dargli l'opportunità di causare ulteriori danni, in pratica ha già causato danni incalcolabili quindi apprezzo questa affermazione, deve essere fermato!

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