Taranto - La "Difesa cade a pezzi"
La CISL FP chiama a raccolta la politica e la società civile: "Basta immobilismo, difendiamo il lavoro e la dignità di Taranto.”
Taranto, 13 febbraio 2026 – La condizione degli
stabilimenti industriali del Ministero della Difesa a Taranto ha raggiunto un
livello di criticità non più sostenibile, nel silenzio delle istituzioni.
La CISL FP Taranto Brindisi denuncia con forza quello che il
Segretario Territoriale Umberto Renna definisce «un clima di
immobilismo ingiustificato e una disparità di trattamento che rischia di
affossare definitivamente l'efficienza del naviglio e delle infrastrutture
militari strategiche del territorio».
Il freno dello Stato Maggiore: un favore alle lobby della Difesa?
Mentre i Direttori dei vari Comandi locali tentano con
abnegazione di organizzare i flussi di lavoro, nonostante la cronica carenza
di risorse e personale, lo Stato Maggiore Marina spesso
non ne sostiene i provvedimenti. L’episodio più recente riguarda il diniego al
cambio di mansione per un lavoratore pronto a ricoprire un nuovo profilo
tecnico, essenziale per il mantenimento di processi sensibili e strategici.
«La giustificazione basata sull'attesa dei concorsi è una
chimera», incalza Renna. «Il rischio, già trasformatosi in
realtà nel territorio di La Spezia, è lo svuotamento programmato di officine e
reparti. Si favorisce l’esternalizzazione verso realtà industriali esterne,
privando Taranto della sua storica vocazione industriale e logistica».
Il paradosso: eccellenza Green contro "Terzo Mondo" lavorativo
È inaccettabile la dicotomia che si consuma in pochi metri:
da una parte la Direzione di Amministrazione (Maridiram), polo
d'eccellenza "Ecogreen" a impatto zero, dall'altra
parte della strada, negli enti contigui, regna il degrado.
· Diritti
negati: Operai costretti a portarsi sapone e carta igienica da casa.
· Debiti salariali: Ore di straordinario relative al 2024 e 2025 non ancora liquidate.
Fatiscenza e abbandono: Strutture che sembrano appartenere a una linea di comando "dimenticata" dalla Marina e dal Ministero della Difesa.
L'APPELLO ALLE ISTITUZIONI POLITICHE E SOCIALI
Davanti a questo scenario, la CISL FP non intende restare
sola in trincea. Richiamiamo formalmente l’intervento delle istituzioni
politiche e sociali della città di Taranto. Chiediamo al Sindaco,
al Consiglio Comunale e Regionale, ai Parlamentari del
territorio e a tutte le forze sociali di far fronte comune.
«Come è possibile accettare che accanto all'eccellenza
tecnologica conviva la negazione dei diritti minimi?» conclude Umberto
Renna. «Taranto non può essere solo una passerella per le visite ufficiali
dei vertici dello Stato Maggiore; deve tornare a essere il centro della
strategia industriale della Difesa, con investimenti reali e rispetto per chi
lavora».
Non è solo una vertenza sindacale, è una battaglia
per la sopravvivenza economica di Taranto. Non possiamo permettere che, sotto
la nebbia di una burocrazia esasperante, si pianifichi lo smantellamento del
lavoro pubblico a favore delle lobby della Difesa.
Umberto Renna



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