Foibe 2026 a San Giorgio Jonico film doc Rai
Ricorreva il 10 febbraio, la “giornata del ricordo” delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata istituita dalla Repubblica Italiana con la legge n. 92 del 30 marzo 2004, e approvata dal Parlamento con l’obiettivo di rinnovare il ricordo di eventi storici a lungo trascurati.
Nel silenzio colpevole delle istituzioni cittadine, il Circolo di Fratelli d’ Italia di San Giorgio Ionico ha ritenuto doveroso organizzare un incontro per la proiezione di un film documentario, prodotto da Rai-Educational, cui ha fatto seguito un breve dibattito sulla questione.
L’avv. Leo Danilo, coordinatore del Circolo, ha introdotto l’evento sottolineando la rilevanza della vicenda ed il colpevole silenzio che l’ha coperta per anni (per ragioni ideologiche e geopolitiche) che solo dopo la caduta del muro di Berlino, la dissoluzione dell’Unione Sovietica e la degenerazione della Jugoslavia, con la desecretazione di molti documenti ancor oggi all’esame degli storici, è parzialmente venuto meno.
Parliamo di una grande ferita del popolo italiano con cui parte della società e della politica deve ancora fare i conti.
Si tratta, come non è sufficientemente noto, dell’eccidio di alcune migliaia di persone, colpevoli solo del fatto di essere italiane, gettate a morire all’interno delle “foibe”, cavità carsiche profonde fino a 250 metri, e del conseguente esodo di circa 250.000 cittadini italiani dai territori di Fiume, Pola, Trieste, costretti a lasciare ogni cosa per fuggire dalle persecuzioni dell’esercito jugoslavo comandato dal dittatore comunista Tito.
La proiezione del docufilm ha profondamente colpito i numerosi partecipanti. “Abbiamo scelto di proiettare questo documentario della RAI per fare un’opera di informazione seria, corretta e non ideologica che desse voce agli esuli ed ai loro discendenti. E’ nostro dovere“ conclude l’avv. Leo ”ricordare e rendere giustizia alle migliaia di vittime innocenti di quella dolorosa pagina della nostra storia”.

Commenti
Posta un commento
Commenti non moderati comportarsi civilmente