AdI, lo Stato intervenga direttamente per gestire la transizione del piano di decarbonizzazione e per tutelare i lavoratori
Pochi giorni fa c’è stata l'approvazione di un
prestito ponte da 390 mln di € richiesto dal Governo all'UE per garantire la
continuità gestionale di AdI (Acciaierie d’Italia) in attesa della futura
vendita dell'azienda.
Una cifra che non crea alcun tipo di aspettative in quanto
tutti ci aspettiamo che lo Stato si faccia carico del processo di riconversione
ecosostenibile dell'azienda, nonché della tutela dei lavoratori, dell'ambiente
e della salute dei cittadini di Taranto.
Un progetto ben delineato che dovrebbe indurre il Governo ad assumersi le sue responsabilità nella gestione della transizione del Piano di decarbonizzazione includendo gli operai e l'indotto nel suo complesso.
Si tratta decisamente di una “questione di Stato”, per tale
motivo è inammissibile pensare che ai lavoratori e ai loro rappresentanti,
venga negato un confronto diretto, giacché attendono risposte chiare sul
proprio futuro.
Per senso di responsabilità istituzionale, la Presidente del
Consiglio dei Ministri deve mostrare fattivamente il suo interesse e
intervenire concretamente sull’Acciaieria di Taranto.
Occorre agire tenendo presente il valore che impone la
tutela e la garanzia occupazionale attraverso il piano di decarbonizzazione
(partendo anche dalla costruzione dei DRI) - già studiato nelle precedenti
legislature assieme al Presidente Emiliano - e il rilancio della produzione
siderurgica nel territorio tarantino al fine di potenziare il tessuto
produttivo e intensificare lo sviluppo socio-economico della provincia jonica,
tutelando contemporaneamente salute dei cittadini e ambiente.
Consigliere Regionale
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